domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

RENZI SI DIMETTE
Pubblicato il 05-12-2016


renzi40% per il sì e 60% per il no. Questo il risultato definitivo uscito dalle urne sul referenedum constituzionale. Altissima l’affluenza alle urne, oltre il 68%; il 30% nel voto all’estero. Il Sì vince solo in Emilia Romagna, Toscana, Alto Adige e all’estero.

In conferenza stampa a Palazzo Chigi il premier si assume “tutte le responsabilità” di una sconfitta “straordinariamente netta” e si commuove ringraziando moglie e figli. “Ha vinto la democrazia, subito al voto con l’Italicum”, afferma Grillo. “Pronti a votare con qualsiasi legge elettorale”, gli fa eco Salvini.

“Questa riforma – detto Renzi – è stata quella che abbiamo portato al voto, non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi. Come era chiaro sin dall’inizio l’esperienza del mio governo finisce qui”, ha detto ancora Renzi. “Nel pomeriggio riunirò il consiglio dei ministri e poi salirò al Quirinale per consegnare al presidente della Repubblica le dimissioni”. Mercoledì alle ore 15 si svolgerà la direzione del Pd.

“Discorso coraggioso e non ipocrita”. È il commento di Riccardo Nencini, segretario del PSI, alle parole del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi . “Vanno protetti la Legge di Bilancio e il decreto sul terremoto” ha aggiunto. “Sono provvedimenti fondamentali quindi bisogna garantirgli un percorso sicuro”. “Dopo la legge di bilancio, la priorità è legge elettorale”- ha concluso Nencini.  Nencini si aspetta un un confronto col Quirinale. Bisogna prendere atto e rispettare il voto popolare e mi auguro che il presidente del Consiglio lo faccia con il capodello Stato”.E ancora: “Non so se la legge elettorale la farà questo governo o un altro, ma ora diventa la priorità delle priorità dopo la legge di Bilancio”, ha aggiunto.

Il premier è salito al Colle per un colloquio con il Presidente della Repubblica. Secondo quanto si apprende, l’incontro al Colle sarebbedurato circa un’ora.  Il colloquio è stato definito ‘informale’ e ad esso ne dovrebbe seguire un altro nel pomeriggio subito dopo la riunione del Consiglio dei ministri.

“L’Italia e’ un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco”,  ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.  “Vi sono di fronte a noi impegni e scadenze dicui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all’altezza dei problemi del momento” ha detto ancora Mattarella, in una dichiarazione resa nota dal Quirinale. “L’alta affluenza al voto, registratasi nelreferendum di ieri, è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva” ha aggiunto.

Gli esponenti del centrodestra e i Cinque stelle hanno già fatto pervenire a Renzi l’auspicio di elezioni anticipate, magari dopo un breve periodo per fare la legge elettorale. Ma è ancora il Pd a detenere il gruppo parlamentare più nutrito e resta dunque il Partito democratico, di cui Renzi resta al momento segretario, lo snodo decisivo. Il leader Pd ha chiarito che davanti ad un risultato così netto tocca ai capi dell’opposizione “l’onere” di avanzare una proposta sulle modifiche all’Italicum. Parole che suonano come una sfida, davanti all’eterogeneità dei partiti di minoranza. Difficile comunque che qualsiasi intervento sarà fatto prima di fine gennaio o inizio febbraio, quando la Consulta si pronuncerà sull’Italicum.

Il capo dello Stato, d’altra parte, ha già fatto trapelare nelle scorse settimane la sua contrarietà a sciogliere le Camere, senza una legge elettorale omogenea per Camera e Senato. Il primo problema che si pone, però, superato lo scoglio della manovra, è quale governo possa traghettare il Paese verso le elezioni. Davanti all’inamovibilità di Renzi, Mattarella non potrà che aprire le consultazioni con i gruppi parlamentari ed individuare un presidente del Consiglio che abbia la maggior condivisione possibile. Presto per fare i nomi. Da vere con quale proposta il Pd si presenterà al Quirinale. La direzione del Pd è convocata per martedì. Sarà quello il momento per capire come cambieranno gli equilibri interni al partito dopo la sconfitta referendaria.

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