martedì, 24 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

CAPITALE A RAGGI SPENTI
Pubblicato il 16-12-2016


piazza-veneziaSi abbatte la bufera sulla Capitale. Dopo il caso Muraro l’atmosfera si incupisce sulla guida dei cinquestelle al Campidoglio. Raffaele Marra, attuale capo del personale del Campidoglio ed ex braccio destro del sindaco di Roma Virginia Raggi, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di corruzione. La vicenda è legata all’inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013. In quel periodo Marra era a capo del dipartimento politiche abitative del Comune di Roma.
Raffaele Marra era al Campidoglio da quando c’era Gianni Alemanno, ed è salito fino a diventare vicecapo di gabinetto e poi – dopo le polemiche – capo del personale con la Raggi che lo ha voluto con se a tutti i costi fino a difenderlo dalle stesse critiche del Movimento e a dire, lo scorso due novembre, che per lei era ‘intoccabile’: “Marra non si tocca. Se va via, mi dimetto”. Ora però il quadro viene sconvolto dalla stessa Prima cittadina che ha convocato una Conferenza Stampa e ha affermato: “Abbiamo appreso con sorpresa dell’arresto per fatti che, per quanto risulta fino ad oggi, non riguarderebbero questa consiliatura. Piena fiducia nel lavoro magistratura. Procederemo con la sostituzione del Capo del Dipartimento del Personale. L’amministrazione va avanti, Marra è uno dei 23mila dipendenti e non un esponente politico. Il mio braccio destro sono i romani”.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini “non sorprende la doppiezza grillina: Sala se ne vada, Raggi continui a lavorare come nulla fosse. Una valutazione a corrente alternata dell’avviso di garanzia, Sala fuori, sindaco di Livorno al suo posto”. È quanto ha affermato il segretario del PSI, Riccardo Nencini, sugli ultimi fatti accaduti a Roma. “È l’incapacità il punto debole della Raggi”- ha aggiunto. “Cento giorni per indicare l’assessore al bilancio, l’assessore all’ambiente azzoppato fin dall’inizio per relazioni poco chiare, una segreteria personale fatta e disfatta più volte, il ‘no’ a infrastrutture necessarie alla città e non perché non ne ravvisasse il bisogno”- ha proseguito. “E ora le indagine e gli arresti. Nessuna rottura con il passato ripetutamente criticato. Al contrario, rispolverati uomini chiacchierati della giunta Alemanno”.

Nella conferenza stampa, la sindaca ha chiesto scusa a Beppe Grillo. Ora ha una sola carta da giocare. Se lo porti in giunta. Roma ha bisogno del meglio che c’è”- ha concluso.

Roma, 17 dicembre 2016

E dopo l’attesa sulla linea del M5S da tenere su Roma, difesa o meno del sindaco Raggi, a rompere gli induci ci pensa Roberto Fico, che faceva parte del direttorio finché è esistito, “è una cosa grave, gravissima”. “Vediamo, ci riuniamo e tiriamo fuori la linea del gruppo” promette. Ma l’ultima parola spetta a Beppe Grillo che per ironia della sorte si trova a Roma per incontrare i gruppi parlamentari dei Cinquestelle, ma anche per fare un check-up alla giunta dei Cinquestelle.
Il Capo del Movimento, sostenuto dal direttorio, aveva più volte tentato di convincere la sindaca Virginia Raggi che di Marra si poteva fare a meno o almeno si poteva trasferire in un ruolo meno delicato del gabinetto. Beppe Grillo è rimasto nel quartier generale al Foro Romano raggiunto solo dai due responsabili della comunicazione Rocco Casalino e Ilaria Lombardi. In attesa delle prossime mosse nessuno si sbilancia, i parlamentari chiudono i telefoni e non viene confermato neppure il prossimo flash mob previsto nel calendario della mobilitazione M5s per domenica in Val di Susa.
La situazione resta sul filo del rasoio nella Capitale, mentre Roberto Giachetti il candidato Pd al Campidoglio fa sapere: “Ho trascorso un’intera campagna elettorale a cercare di spiegare che, per gestire responsabilità di grande rilevo, il requisito dell’onestà non potesse essere sufficiente”. “Non solo perché – spiega Giachetti – essere onesti non basta dichiararlo ma bisogna dimostrarlo, ma soprattutto perché quello dell’onesta dovrebbe essere un pre-requisito non un vessillo da sbandierare o rivendicare contro altri presunti disonesti; l’onestà dovrebbe essere un minimo denominatore comune, un valore etico, che unisca chiunque si candidi a responsabilità così grandi e delicate. Non mi unisco, quindi, al coro di chi chiede le dimissioni della Sindaca, Virginia Raggi”.
“Il valore del garantismo – spiega il vicepresidente della Camera Giachetti – ha senso soprattutto se viene esercitato verso gli avversari politici (a differenza di quello che pensano e che fanno Grillo e compagni). Non ho mai pensato che un avviso di garanzia potesse di per se comportare le automatiche dimissioni dall’incarico per chi lo avesse ricevuto anche se va chiarito che la responsabilità politica della Sindaca sta nell’aver difeso e coperto in tutti i modi quello stesso Raffaele Marra che oggi viene arrestato. E deve essere chiaro che quando si procede all’arresto di una persona lo si fa perché questa potrebbe fuggire, reiterare il reato, inquinare le prove”.
“Prima le dimissioni della Muraro, ora anche l’arresto di Marra. Dopo mesi dall’insediamento della giunta Raggi i cittadini romani assistono attoniti all’irrefrenabile degrado e all’immobilismo politico e amministrativo. Aspettiamo gli sviluppi delle indagini ma intanto appare evidente l’incedere inesorabile del fallimento politico dell’amministrazione grillina, con la complicità dei vertici pentastellati e soprattutto del candidato premier Luigi Di Maio, maggior sponsor della Raggi”, commenta il segretario del Psi romano Loreto Del Cimmuto.
Ma se il M5S piange, il Pd non ride. In queste ore a restare in sospeso è anche Palazzo Marino, dopo l’autosospensione del Sindaco Beppe Sala. “Milano merita chiarezza, non invenzioni alla Gentiloni per guadagnare tempo. Non chiediamo le dimissioni di Sala. Un’indagine non è una condanna. Se ha la coscienza pulita faccia il sindaco a tempo pieno e lavori, altrimenti se ha la coscienza sporca si dimetta”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando con i giornalisti davanti a Palazzo Marino. “Altra questione è Roma – ha aggiunto Salvini in riferimento alla giunta Raggi -: l’unica parola è elezioni subito. In sei mesi ne hanno combinate più di Bertoldo”.

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