domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

S’avanza Gentiloni
Pubblicato il 09-12-2016


Il presidente della Repubblica continua le sue consultazioni. Tra le altre oggi ha sentito anche quella socialista che gli ha confermato il suo pieno appoggio al tentativo di formare un governo. Diciamo la verità. Il cosiddetto governo di responsabilità nazionale ha zero possibilità di vedere la luce. Impossibile pretendere che la responsabilità venga suddivisa in questo scorcio di legislatura. Dunque le ipotesi sono solo due: o un governo con questa stessa maggioranza, che esiste come confermato dal voto di fiducia del Senato, o il rinvio alle Camere del governo Renzi, col Pd che per andare alle elezioni dovrebbe sfiduciarlo, stile Fanfani del 1987.

La prima ipotesi prevede un governo con l’appoggio del Pd più alleati con un altro presidente del Consiglio. E’ l’ipotesi che Mattarella preferisce, anche perché garantirebbe la continuazione della Legislatura almeno fino all’estate se non oltre. Mattarella, da quel che si sa, preferirebbe si andasse al voto dopo le elezioni francesi, che si terranno in primavera e magari anche dopo quelle tedesche che si terranno a settembre. Ritiene giustamente che occorra risolvere prima non solo il nodo della legge elettorale, ma anche la delicata crisi delle banche, in primo luogo quella della Mps per la quale si rivela ormai inderogabile un massiccio esborso statale.

Primo candidato alla successione di Renzi sarebbe un renziano doc, non Delrio sospettato di rapporti amichevoli con l’area Franceschini, non Padoan, troppo autonomo e in sintonia con l’Europa, ma Paolo Gentiloni, attuale ministro degli Esteri. Gentiloni formerebbe un esecutivo strettamente legato al segretario del Pd e composto ancora in buona parte dai suoi uomini (e donne). Naturalmente poi da presidente del Consiglio anche Gentiloni non si ritirerà a un sol cenno del suo capo, il quale nel frattempo dovrà misurare il suo indice di gradimento all’interno del Pd attraverso un congresso fissato per marzo. Il governo Gentiloni dovrebbe però ottenere la fiducia anche di Alfano e di Verdini per passare al Senato, forse anche in cambio di qualche presenza nel governo del secondo.

La scelta di un rinvio del governo Renzi alle Camere pare per adesso solo l’extrema ratio. Quella, peraltro, meno gradita anche nei gruppi parlamentari del Pd. Meglio naturalmente prendere tempo, fanno sapere. Non tanto per quella storia dei vitalizi per chi è al primo mandato. Una storia senza fondamento giacché i vitalizi sono stati aboliti, per tutti, tranne che per i giornalisti televisivi, e questa questione riguarderebbe semmai solo i parlamentari eletti prima del 2013. Ma per una evidente difficoltà ad essere riconfermati visto che molti sono stati eletti grazie a un premio di maggioranza definito dalla Corte “abnorme” per la Camera. Tutto lascia pensare che a una soluzione si arriverà e che il Pd sarà costretto, prima o poi, a fare uscire dal cassetto quella proposta di riforma dell’Italicum che abbiamo definito per primi il Cuperlum.

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