sabato, 21 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scontro in direzione. Speranza: “Il Pd cambi o muore”
Pubblicato il 12-12-2016


direzione-pdUn confronto teso. All’indomani della sconfitta referendaria e delle dimissioni del governo. Alla direzione del Pd ha preso parte anche Matteo Renzi, che un in primo tempo sembrava voler rimanere solo un osservatore. “Rivolgiamo un grato apprezzamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha detto – per aver gestito la crisi con la saggezza e l’esperienza”. “Credo sia un bel giorno quello nel quale diciamo tutti insieme buon lavoro a Paolo Gentiloni. Ci siamo assunti il compito della responsabilità, dopo aver ricevuto dagli altri partiti un diniego. Le modalità di ciò devono essere chiare, forti ed evidenti: è di una trasparenza cristallina e segno di responsabilità verso il Paese”.

Il Pd, ha aggiunto Renzi, dovrà fare un congresso con gli iscritti e le primarie, “sapendo che c’è un appuntamento imminente con le elezioni perché è evidente che nell’arco dei prossimi mesi andremo alle elezioni politiche, che noi gli altri più di noi in questi giorni hanno invocato”. Lorenzo Guerini ha chiesto che alla Direzione Pd “che in tempi brevi, giunga alla votazione di un ordine del giorno” per  un “appoggio pieno, forte e leale del Pd al lavoro di Gentiloni”. “C’è la piena disponibilità e responsabilità del Pd – ha aggiunto – di appoggiare con un sostegno pieno, forte e leale lo sforzo del presidente incaricato Paolo Gentiloni”. “Avremo modo – ha aggiuto – di definire l’agenda e le priorità da affrontare in questi mesi che ci separano al voto e avremo modo di confrontarci sulle possibili regole elettorali. Penso che sarà opportuno ragionarci in un secondo momento”. Lo ha detto il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, nel corso della direzione del partito.

Il documento della minoranza Pd
La minoranza Pd ha presentato nella direzione del partito un documento per mettere a verbale la richiesta di “discontinuità” nell’azione di governo. Gli esponenti dell’area che fa capo a Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani annunciano il sì alla fiducia al governo Gentiloni per “senso di responsabilità verso il Paese e il presidente Mattarella”, ma con la richiesta di un cambiamento tangibile sulle politiche del governo.

“Il clima che si sta determinando non è positivo e non aiuta nessuno di noi a prescindere dalle scelte che ciascuno ha compiuto”, avverte Gianni Cuperlo, nel corso della direzione del Pd. La direzione ha visto il duro attacco della minoranza, con Roberto Speranza che ha accusato i renziani di aver organizzato manifestazioni di protesta ad hoc contro chi votava no al referendum. “Se non si determina un clima di profondo rispetto reciproco, il partito è più debole. Perché quel che succede al vertice poi scende per i rami. E poi non possiamo lamentarci se fuori di qui assistiamo a fenomeni degenerativi del clima politico e della cultura politica. Prima lo capiamo e meglio sarà”.

È molto duro l’intervento di Roberto Speranza: “Dopo una personalizzazione sconsiderata di questo referendum e dopo una campagna elettorale terribile, in cui il Pd ha assecondato le peggiori pulsioni populiste, Matteo Renzi ha scelto di dimettersi da premier”. “Trentatrè milioni di italiani ci hanno consegnato un messaggio fortissimo, il 4 dicembre: così non va proprio, dobbiamo riconoscere i nostri errori e cambiare con umiltà, cambiare rotta radicalmente. Così la sinistra non ha senso e noi non siamo più noi stessi ed il Pd è destinato a morire”

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