giovedì, 29 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Beniamino Ciampi:
Due domande al nostro Partito
Pubblicato il 14-12-2016


Carissimo Mauro,
mi permetterai di porre anche al nostro partito due domande: una sul risultato del referendum e l’altra sul nuovo governo. Il PSI si è schierato a favore dell’approvazione del referendum, con il PD e con gli altri partiti della maggioranza, una scelta derivata da una coesione politica, ma purtroppo tale scelta è stata battuta sonoramente da una forte ribellione popolare (60% contro 40%). Nel merito della riforma ci potevano essere alcune
proposte favorevoli, ma viziate da alcuni gravi errori: la formulazione scritta in modo maldestro, le complicate vicende dei compiti assegnati al futuro Senato senza elezione diretta dei cittadini, il “combinato disposto” con la legge elettorale, ecc…

Ma la cosa più sorprendente nell’esame dei voti è stata la scelta dei cittadini di votare non tanto sul merito della riforma, ma sostanzialmente contro il governo e Renzi. Quest’ultimo con la sua intensa e perseverante pubblicità ha fatto più danni che bene: in sostanza gli elettori italiani (prevalentemente giovani e meridionali) hanno voluto affermare che la
loro vita non è fatta dalle storielle di Renzi, ma da una difficoltà a trovare lavoro, dalla insicurezza sociale ed economica, dalla progressiva diminuzione dei loro redditi. In sostanza un Paese che dimostra di essere travolto dalla crisi senza un futuro degno di essere vissuto.

A tutte queste esigenze il Partito avrebbe dovuto porsi diverse domande sulla situazione del paese, sulle diverse occasioni perdute per attivare politiche serie di rilancio dell’economia e non con i soliti bonus distribuiti qua e là per favorire i risultati elettorali.

Sta per finire la politica di Draghi sul quantitative easing, ed il nostro debito pubblico come potrà essere assorbito? Una seria politica industriale deve vedere il governo parte attiva nell’edilizia pubblica e non solo quattro soldi da spendere in diversi anni. Definire una politica seria per il settore manifatturiero e metallurgico in contatto con i sindacati e le rappresentanze degli imprenditori. E potrei continuare, ma non sono un partito politico e spetta a questi ed al PSI in particolare affrontare questi temi coinvolgendo le sue varie istanze locali e nazionali.

La seconda domanda riguarda il governo Gentiloni. Ma era proprio il caso di lasciare nel governo la Maria Elena Boschi, dopo che la sua riforma è stata sonoramente bocciata dal referendum? Era proprio il caso di tenere nel governo Lotti, con quale funzione, se non quella di garantire la presenza forte del “Giglio Magico” nei rinnovi delle più grosse aziende pubbliche? E la Madia, che ha visto bocciata la sua riforma della P.A.? Ed  infine Alfano alla politica estera? Ci saranno ancora i sottosegretari e con quale funzione? Sarebbe bene che il Partito incominciasse ad affrontare queste questioni perché ai cittadini ed agli elettori interessano molto di più  queste vicende che non le varie alchimie politiche.

Prima o poi si voterà e ci si chiederà: Quo usque tandem abutere, patientia nostra?

Beniamino Ciampi

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