giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Graziano Luppichini:
Un Governo di conferme
Pubblicato il 13-12-2016


Oggettivamente, inutile dirlo, sono abbastanza basito del nuovo governo; lo sono per la mancata presenza di una componente socialista chiaramente identificata, lo sono perché non si è provveduto alla sostituzione di alcuni elementi che probabilmente avrebbero avuto necessità di trovare delle valide alternative e che invece hanno avuto la loro brava riconferma. Credo però che le analisi politiche su quanto avvenuto debbano essere lette con un certo “strabismo” tipico di chi fa… politica e, aldilà del proprio sentire, “legge la politica”. Una prima analisi dei fatti, è lo sciocchezzaio messo in piedi dai sostenitori del NO che hanno vinto il referendum e che hanno legittimamente ottenuto il mantenimento della Costituzione vigente: il governo infatti si è formato come la Costituzione prevede, dopo le consultazioni del Presidente della Repubblica che ha affidato l’incarico dopo aver verificato la presenza di una maggioranza possibile in Parlamento: così è scritto, così si è provveduto a fare: quindi niente di cui doversi lamentare dal punto di vista procedurale. L’altra analisi va, secondo me, fatta sulla scorta dei colloqui avuti da Mattarella: le forze politiche tutte, hanno chiesto la modifica della legge elettorale e di tornare al più presto al voto, chiedendo addirittura un governo che potesse traghettare questo passaggio anche in vista dei prossimi importanti appuntamente istituzionali ed internazionali, addirittura richiedendo che fosse lo stesso Governo Renzi a restare in carica; è quanto nei fatti avvenuto, piaccia o no. Renzi ha scelto di non ripresentarsi, ma ha garantito la continuità dell’azione del suo governo dimissionario, assicurando la guida dell’esecutivo ad un suo uomo di fiducia e agendo, come segretario del PD affinché i vari tasselli da coprire fossero coperti con persone di assoluta garanzia di continuità. Tutto il resto, onestamente ha poco a che vedere con la politica vera. Diverso se si fosse davvero ricercato un esecutivo di “unità nazionale” che avesse svolto la stessa azione richiesta e che avesse davvero visto coinvolte tutte le forze presenti in Parlamento: Lega, M5S ed altri, hanno declinato la proposta: di conseguenza …. ecco il governo Gentiloni, con i suoi ministri fotocopia, in continuità con il Renzi I.

Graziano Luppichini

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