giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luca Lombardo:
Le ragioni del mio voto
Pubblicato il 02-12-2016


Caro direttore,
il nostro Paese è sopravvissuto al fascismo, agli anni di piombo, a Tangentopoli, a questa crisi che sembra non finire mai. Il Paese sopravvivrà anche dopo il 4 dicembre: vinca il Si o vinca il No.

Se vincerà il Si non ci sarà alcuna dittatura, avremo un’architettura istituzionale diversa, ma i pesi e contrappesi (incrinati nel biennio 92-94) del nostro sistema democratico non saranno intaccati.

Se vincerà il No non cambierà assolutamente niente (neanche il Governo, dato che il Parlamento dovrà, comunque, votare una nuova legge elettorale).

Tanto premesso, Le confesso che dopo non breve travaglio, conflitto interiore e studio sono giunto alla decisione di votare Si. Voto Si perché sono socialista. Un socialista non può rinunciare al ragionevole cambiamento. Questo è un ragionevole cambiamento. Il superamento del bicameralismo paritario, il giro di vite sui rapporti Stato-Regioni, l’abolizione dell’ente inutile per antonomasia (in 70 anni, 970 documenti a fronte di un miliardo di Euro, 1 milione di euro a documento), l’adeguamento costituzionale all’abolizione delle Province. Credo esistano molti motivi per ritenere ragionevole questo cambiamento.

Voto Si perché gli argomenti del No sono dei “non argomenti”.
Votare No è legittimo, specie per chi crede che la riforma non sia una buona riforma. Ma non sono riuscito a comprendere in questa lunga campagna referendaria quali siano le basi sbagliate della riforma. Si gettano sulla riforma costituzionale ragioni di carattere politico (credo che l’errore di Renzi sia stato quello di legare la legislatura al buon esito della riforma, qualche mio buon maestro avrebbe detto: dilettante) che attengono alla legge elettorale e non alla riforma. Stamattina, andando in ufficio, ascoltavo la radio ed interveniva Moni Ovadia: “il Paese ha delle storture, ma le responsabilità non sono della Costituzione ma di una classe dirigente che non funziona”. Beh, dal 1948 ad oggi, l’Italia ha percorso 17 legislature e forse un milione di rappresentanti: erano tutti inetti? Non credo.
Voto Si perché per uscire da questa crisi ci vuole un paese maturo. Voto Si perché dal 5 dicembre occorre iniziare un nuovo percorso.

La Costituzione disegnata nel 1948 è la Costituzione della paura. Oggi abbiamo bisogno di una nuova stagione costituente che, senza i lacciuoli attuali, potrà essere aperta in tempi rapidi. Auspico – e lavorerò per questo – che la Costituzione della paura possa essere sostituita dalla Costituzione della fiducia e della speranza. Occorre mettere da parte i personalismi e riappropriarci delle idee. Ricominciare a raccontarci e non più a contarci. Perché la Politica è fatta di storie di persone e non di vacui numeri.
Voto Si perché tra chi mi dice di azionare la pancia e chi mi consiglia di usare il cervello non ho dubbi sul lato del campo dove stare.
Voto Si perché voglio ancora credere nel cambiamento. Voglio ancora credere che sia possibile unire questo Paese, senza odi e personalismi.

I Si creano ponti, i No creano muri.

Luca Lombardo

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Commenti all'articolo
  1. Mi perdonerà l’Autore, ma se gli argomenti del No sono dei “non argomenti”, come egli sostiene, mi sembra che anche la sua conclusione .”I Si creano ponti, i No creano muri” non porti molte argomentazioni.

    Paolo B. 02.12.2016

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