giovedì, 23 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Alternativa di governo
Pubblicato il 19-12-2016


Il sistema di potere con un uomo solo al comando, improntato nel 2013 da Matteo Renzi,è caduto per l’arroganza di chi pensava di detenere il 40% di maggioranza politica.Tanti dirigenti del Pd e dell’alleanza di partiti che avevano in primis accettato Renzi sono stati zittiti ma non possono cedere all’amarezza o al rancore. Bene,benissimo hanno fatto per appoggiare il governo supplente di Gentiloni. Già Bersani, durante l’iniziativa a Roma della minoranza Pd, ha sottolineato che la fase Renzi si è chiusa,ora basta col blairismo rimasticato, ora ci vuole una novità forte perché si sta producendo un fatto politico rilevante: siamo quì a caricarci di compiti nuovi politici e organizzativi per creare un’alternativa nel Pd e promuovere un nuovo campo largo di centrosinistra alternativo alla narrazione di Renzi. Ha rincarato la dose nel Pd il dissidente Speranza che ha avanzata la sua candidatura alla segreteria utilizzando lo slogan “Davide contro Golia”.

Anche secondo Silvio Berlusconi sta per nascere un’alternativa di governo per una nuova stagione di riforme costituzionali vere e-nell’immediato-a una riforma della legge elettorale che consenta agli italiani di votare al più presto possibile. Berlusconi prosegue: Dal governo Gentiloni e dal Pd ci aspettiamo che facilitino in sede parlamentare questo processo per una legge condivisa che garantisca il funzionamento della vita democratica. Con queste premesse mi punge suggerire alla dirigenza nazionale del Psi l’ipotesi di approfondire il progetto di alternativa di governo mediante una fase di convergenza centripeta delle forze politiche, sensibili e moderate, del centrosinistra e del centrodestra aprendosi alla collaborazione di Forza Italia per creare uno sbarramento aprioristico all’invadenza del M5S.

Dal Congresso di Salerno scaturì un documento politico ampio,con priorità che confermano anche la presenza del Psi al governo Gentiloni per contribuire a fronteggiare l’arretramento economico e culturale del Paese, per porre rimedio al dramma delle nuove povertà,per occuparsi del rafforzamento socialista perchè il futuro italiano è nel socialismo democratico, laico e cattolico. La mozione congressuale: “La sinistra libera e responsabile” di Salerno, con i 262 firmatari, aveva previsto in 6 argomenti il ventaglio del dibattito. Si apriva con il retorico “Noi” e proseguiva con “Il Psi da Venezia a Salerno”; continuando con le prospettive: -Pace Terrorismo Sicurezza – Il Governo italiano, l’Europa, la crisi – Nella sinistra riformista un polo socialista, liberale, riformista – Rinnovare il Partito-.

Quella mozione venne approvata all’unanimità e con un solo astenuto. Riccardo Nencini venne confermato Segretario dai congressisti i quali erano stati delegati dagli iscritti del Psi (circa 23 mila) che pagano regolarmente le tessere e costituiscono la base legittima di quell’assise. Lasciatemi aggiungere una ulteriore priorità per l’argomento “Rinnovare il Partito”. A Milano, dalla scorsa primavera, manca la persona per ricoprire la carica di Segretario Politico della Federazione provinciale. Risulta che il titolato Pier Paolo Pecchiari non ricopre più la suddetta carica perchè dimissionario. Per affermare il socialismo a Milano e per affrontare la competizione elettorale del 2017 è indispensabile indire e celebrare il Congresso dell’Area Metropolitana Milanese.

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. L’Autore si augura “una fase di convergenza centripeta delle forze politiche, sensibili e moderate, del centrosinistra e del centrodestra aprendosi alla collaborazione di Forza Italia…..”, che io tradurrei, se non ho frainteso le sue parole, come un “Governo delle larghe intese”, secondo la terminologia una volta in uso.

    C’è stato effettivamente un momento, nel recente passato, nel quale una formula politica di tal genere, poteva tornare opportuna, non tanto “per creare uno sbarramento aprioristico all’invadenza del M5S” ma per poter meglio affrontare i grossi problemi cui deve far fronte la nostra società, ma questo non è allora avvenuto, io credo, pur se posso naturalmente sbagliarmi, per volontà di chi ha la forza dei numeri, e che alla fine ha in mano le “regole del gioco” .

    La ritengo un’ipotesi poco realistica anche oggi, dopo lo strappo che si è consumato con la consultazione referendaria, e col tipo di campagna elettorale che l’ha preceduta, e che ha radicalizzato di fatto le rispettive posizioni. Potrà essere forse riproponibile se la legge elettorale verrà modificata in senso proporzionale, nella previsione che possa determinarsi, col voto politico che ne seguirà, un sostanziale equilibrio tra i poli, ovvero tra le maggiori formazioni o coalizioni (e alla ulteriore condizione, sempre a mio avviso, che una certa parte del mondo politico abbandoni la tendenza a trasformare in nemici gli avversari politici).

    Paolo B. 20.12.2016

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