sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Siria. Tensione Usa-Russia fa saltare i colloqui a Ginevra
Pubblicato il 06-12-2016


siria-guerraTorna il ‘gelo’ tra Mosca e Washington a causa dell’offensiva delle truppe governative sostenute dalla Russia ad Aleppo. Ieri infatti le forze governative siriane e i loro alleati sono avanzate in un’altra area controllata dai ribelli ad Aleppo est, ma gli insorti hanno lanciato colpi di mortaio contro la zona occidentale della città.
I rappresentati per la politica estera di Washington e Mosca avevano in programma un incontro a Ginevra ma il summit è saltato. A renderlo noto il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. “Ieri – ha detto Lavrov – abbiamo ricevuto” dalla parte americana “un messaggio secondo cui loro domani purtroppo non riusciranno a incontrarci” a Ginevra “perché hanno cambiato idea” su come risolvere la situazione ad Aleppo. In particolare, ha chiarito Lavrov, gli Usa hanno ritirato una proposta su Aleppo avanzata il 2 dicembre a Roma a margine della Conferenza Med 2016 e “ieri” ne hanno inviata a Mosca un’altra. Una proposta che l’esponente del Cremlino definisce “inaccettabile” perché “a nostro avviso mira a far tornare tutto indietro, sembra un tentativo per temporeggiare e permettere ai miliziani di rifiatare e riorganizzarsi. Siamo consapevoli che non è possibile avere un colloquio serio con i nostri partner americani, così come accaduto lo scorso 9 settembre. Allora avevamo raggiunto un accordo che era entrato in vigore ma poi gli Stati Uniti hanno trovato dei pretesti per uscirne”.
“C’è la consapevolezza – ha detto Lavrov – che non ce la si fa ad avere un colloquio serio con i nostri partner americani. Così è successo con gli accordi del 9 settembre, che erano stati raggiunti ed erano entrati in vigore, ma poi gli Usa hanno cominciato a cercare dei pretesti per uscirne e alla fine li hanno trovati. Adesso la situazione è molto simile”.
Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha comunque assicurato che a Ginevra continuano i contatti sulla Siria a livello di esperti tra Russia e Usa. Peskov ha poi negato che Mosca non voglia trovare un accordo con Washington sulla Siria prima dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Il neopresidente americano Donald Trump ha dichiarato che un incontro con Vladimir Putin è tra le prime cose in agenda e, indirettamente, ha aperto anche al presidente siriano Bashar al-Assad definendolo “necessario per la lotta al terrorismo”. Ma Trump non si è ancora insediato alla Casa Bianca e c’è chi pensa che Mosca stia aspettando questo momento per poter intavolare un vero dialogo con la controparte. Ma Il Cremlino intanto fa sapere che “il fatto che i miliziani si siano rifiutati” di lasciare Aleppo “non significa ancora niente. Non c’è nulla da rifiutare, gli accordi non sono ancora stati conclusi. Comunque, se qualcuno si rifiuta di uscire” da Aleppo est “sarà eliminato, non c’è alternativa”.
Nonostante tutto però la Russia è rimasta praticamente da sola a interessarsi della Siria. Nello stesso tempo però sempre ieri Mosca ha posto ancora una volta il veto ad una risoluzione sulla Siria al Consiglio di Sicurezza dell’Onu durante il voto di un documento che chiedeva “una tregua di sette giorni ad Aleppo” e la garanzia da tutte le parti di un’attuazione immediata della cessazione delle ostilità.
La Russia ha comunque espresso il suo rammarico per il disinteresse della Comunità internazionale sulla tragedia siriana.
“Ci dispiace molto che la comunità internazionale, inclusi i nostri partner in America, rispondano più che modestamente alla tragedia che si è verificata”, ha detto Peskov. Per poi aggiungere: “Ci dispiace molto che la parte russa sia ormai praticamente da sola nel tentativo di fornire assistenza umanitaria a quelle persone che escono da Aleppo Est, sfuggendo dalla prigionia dei militanti. Saremmo lieti di avere un approccio più attivo dei nostri partner occidentali, in questo contesto”.

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