lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Socialisti, indignatevi
Pubblicato il 31-12-2016


Ho chiesto a Repubblica diritto di replica per le inesattezze riportate in un articolo che ci riguarda. Non mi è stato accordato. Solo leggere correzioni. Allora scrivo sul quotidiano del mio partito per manifestare tutto il mio sdegno.

Dobbiamo confrontarci con tutti ma non è accettabile che chi è fuggito dal partito dopo aver ricoperto ruoli significativi ed averlo rappresentato in parlamento si erga a censore. Parlo di Marco Di Lello, per anni a capo della segreteria, e di Claudia Bastianelli, per anni segretaria Fgs. Sostengono che il congresso di Salerno sia stato oggetto di gravi brogli, ‘nemmeno Ceausescu’ aggiunge ‘guittamente’ il napoletano. E dire che entrambi se ne sono andati sei mesi prima di indire il congresso. Di Lello dichiarò che avrebbe presentato un documento politico da discutere nel Consiglio Nazionale. Lo aspettiamo invano dal settembre 2015. Sostenne che avrebbe aderito al PD e ancora naviga nel gruppo misto. Oceano in tempesta. Affari suoi.

Ma come si permettono di esprimere giudizi su cose che non conoscono? Intendiamoci: chi esce da una comunità deve sempre incolpare gli altri di un torto, anche quando si tratta di ambizione, soprattutto quando si tratta di smisurata ambizione pur non essendo mai stati eletti, ma proprio mai, con un voto di preferenza. Proprio lui, che per il ruolo svolto e per le responsabilità avute, conosceva perfettamente la nostra organizzazione. C’erano brogli? Perché non li ha denunciati? Ha approvato, lui con lei, sempre il tesseramento nazionale, ha seguito personalmente quello di Napoli. Non aggiungo altro. Chi si comporta così è un sicario. Se io sono Ceausescu, Di Lello è mia moglie.

Ma stupisce ancor più la rappresentazione che si sta facendo del partito. Per questo bisogna indignarsi! Lo ricordo agli smemorati: il tesseramento nazionale è frutto degli iscritti che aderiscono alle singole sezioni, alle federazioni provinciali. La Direzione Nazionale prende atto degli elenchi provenienti da lì. Si vuol forse sostenere che i socialisti, ovunque si trovino, siano gente di malaffare? Io so bene quanto sia difficile, per un piccolo partito con una grande storia alle spalle, distrutto negli anni di tangentopoli, restare in piedi. Quando sono stato eletto la prima volta, non avevamo un parlamentare, i fondi in bilancio ci davano autonomia per cinque mesi, la Costituente Socialista era fallita, il risultato elettorale era stato dello O,9%, il tesseramento era precipitato da 70.000 iscritti a circa 10.000. Se siamo in piedi lo dobbiamo alle centinaia di compagne e di compagni che in tutta Italia lavorano con coraggio e con dedizione e che si sono rotti le palle di beghe interne e di tribunali. Da almeno cinque anni i numeri dei nostri iscritti oscillano intorno alle 20.000 unità. Nessun salto, né troppo avanti né troppo indietro. Dov’è allora l’inciucio?

E infine stupisce il silenzio dei ricorrenti di fronte alla presunzione dei sicari. Mi rivolgo a Craxi, che ricorrente non è, ma che di quel gruppo è il capo. Prima per ricordargli che il doppio incarico è previsto nel nostro statuto tanto che venne votato, di proposito in mia assenza, dagli organi del partito alla presenza dei parlamentari. Ma soprattutto perché si indigni con noi. Se la casa è la stessa, nemmeno tu puoi consentire a chi se n’è andato di sputare, con argomentazioni improprie e offensive, addosso a ciascuno di noi. Salvo che ci sia un diverso disegno politico di cui sento parlare ma a cui non voglio credere. Si dice sia un’idea di Massimo. Ecco, lo dico subito. Io li non ci sto. Se poi l’idea diventerà proposta e la proposta verrà presentata in congresso, allora i socialisti si esprimeranno liberamente.

Ho affidato ieri all’Avanti! le mie idee. Vorrei che ora si discutesse di quelle e di altre che verranno, solo di politica e di problemi degli italiani. E comunque bisogna difendersi dalla spudoratezza e dalla mistificazione. Sempre. La dignità non si calcola a peso.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Compagno segretario sentire le due campane è giusto. Visto che difendi la tua tesi a nome del Psi potresti firmarti solo segretario Riccardo Nencini ti sentiremmo piu vicino non credi. Io credo che dovremmo andare a un congresso per Di Lello che non valeva nulla lo sapevamo tu lo difendevi o cosi si vedeva da fuori

  2. Più delle accuse dei dilelli e dilelline, a colpire è il tono, volutamente fuorviante e di parte, dell’articolo di Repubblica. Soprattutto del titolo dell’articolo. E si sa che due persone su tre, ormai, degli articoli leggono solo il titolo. E questa sarebbe informazione? Altro che le bufale dei “social network” … Vergogna!
    Tutto il mio appoggio al Signor Segretario! La Repubblica andrebbe querelata, da tutti gli iscritti al Partito.
    Mario Mosca.

  3. Giuda Escariota, dopo il compenso di 30 denari, scelse un albero per soffocare l’obbrobrio del suo tradimento.
    Per i vari Giuda del PSI, oltre al disprezzo dei compagni traditi li aspetta il sarcasmo di coloro a cui si sono venduti, che non li ripagheranno neanche con un denaro.
    Je suis socialiste

  4. Osservando da di fuori, pare essere un “contenzioso” tutto interno alla dirigenza del partito, e anche difficile da “decifrare”, perché non si comprende se dipenda da diversità di vedute sulla linea politica da seguire, ivi compresa quella relativa alla legge elettorale, oppure da vecchie “ruggini”, ovvero dal “confliggere” di aspirazioni personali, come può del resto succedere, e la non conoscenza dei fatti induce ad astenersi da qualsivoglia sentimento, indignazione inclusa.

    In ogni caso, indignazione a parte, io credo che a quanti possono guardare con rinnovata interesse al mondo socialista – e l’interesse dovrebbe essere reciproco, in funzione del consenso elettorale – importino più che altro, e soprattutto, le posizioni politiche, per le quali non bastano a mio avviso enunciazioni di principio, ma occorrerebbe entrarvi nel merito e dettaglio, o “declinarle” come oggi si usa dire.

    Quando per esempio si parla di “meriti e bisogni”, andrebbe poi specificato come riconoscere i primi e soddisfare i secondi, ossia tramite quali meccanismi, economici, fiscali, sociali, ecc…., ed è qui che si possono comprendere le eventuali differenze tra l’una o l’altra linea di pensiero (il Convegno in argomento, che abbiamo letto essere in programma, potrebbe configurarsi come un momento per certi versi chiarificatore al riguardo)

    Paolo B. 01.01.2017

  5. Caro Riccardo,
    non è una novità che La repubblica ci neghi il diritto di replica, visto che siamo il loro obbiettivo preferito da distruggere. Apprezzo la chiarezza con cui ha parlato al corpo del Partito: era giusto aspettare, tentare di mediare, ma c’è un momento in cui si deve dire stop! e quel momento credo sia arrivato. Se di politica si vuole parlare, ci sono gli organismi per farlo, dove misurarci, confrontarsi e sapere se si è minoranza o se si diviene maggioranza, dopodiché non resta che adeguarsi al ruolo che ci siamo conquistati, nel rispetto del voto. Se invece si vuole parlare di altro, allora si può fare fuori, per strada, al bar, al circolo del fiasco, assumendosi pienamente la responsabilità di ciò che si afferma; ma lo si fa stando fuori, dagli organismi e, soprattutto fuori dal Partito. Sono stato un oppositore in passato, l’ho fatto sulle idee, son rimasto negli organismi regionali in minoranza “servendo” lealmente il Partito ed il suo Segretario, ma quando le idee collimano e non se ne hanno alternative da opporre, allora la cosa più giusta è quella di sostenere, integrare, aiutare con la propria visione, la formazione del percorso condiviso, da mettere al voto nell’assise congressuale, con la soddisfazione di vederlo approvato quasi all’unanimità. Non importa se poi i risultati personali vengano o meno riconosciuti, se si fa o meno parte degli Organismi, se si viene o meno confermati: chi fa politica si fa servo del Partito e delle Istituzioni, non si serve del Partito per utilizzare le Istituzioni. Ecco allora che questa storia deve finire: se qualcuno per il suo tornaconto, dimenticando il suo trascorso, si è messo al soldo del nuovo leader Maximo, vada pure, a chi fugge ponti d’oro! Chi ha lasciato la casa, senza mai però dimenticare la tradizione, per poi tornarvi orgogliosamente, non può vedere morire la sua famiglia e la sua storia per altrui colpa, per una congiura di palazzo, per un regicidio che ricorda sempre di più le Idi di marzo ordito da chi, da quella casa ha soltanto avuto protezioni, garanzie e visibilità mediatica, non disgiunta, va detto senza ipocrisia, da vantaggi economici.

  6. Ho sempre condiviso la comunità socialista e continuerò, il nostro Segretario e il gruppo dirigente vanno rispettati, altra cosa è sostenere le proprie idee all’interno della comunità. Purtroppo, ormai sono parecchi i compagni che dicono “cosa ce ne facciamo di un partito così”, e la responsabilità è tutta e sola di quei socialisti egocentrici che non hanno nessuna considerazione degli altri.

  7. Caro Segretario, non so se questo scontro cruento sia la conseguenza del risultato del Referendum o se ci sia dell’altro, come d’altronde suppongo. Hai la mia solidarietà !
    Lo dissi prima del Referendum che se avrebbe vinto il “NO” ci sarebbe stata la resa dei conti, in modo particolare nel nostro Partito oltre che nel P.d.
    Siamo solo all’inizio e dopo l’annullamento del Congresso di Salerno, si rischia di andare allo sfascio, se non si prendono immediatamente dei provvedimenti, che devono portare il Partito il più presto possibile ad un nuovo Congresso.
    Nuovo Congresso, non per confermare tale e quale quello che è uscito da Salerno, ma un nuovo modo di fare Politica che sia aderente alle nuove sfide che la Società deve affrontare.
    E’ evidente, che se continuiamo ad essere ne carne ne pesce, non ci sarà futuro per noi.
    Le politiche, se pur condivisibili che tu Segretario assieme agli altri Parlamentari avete portato avanti, non bastano più nel contesto che stiamo vivendo.
    Tenendo fermi i nostri Principi, la nostra Storia, le nostre Conquiste, occorre un nuovo modo di fare Politica, se vogliamo avere ancora uno spazio autonomo.
    Nel caso contrario, dovremmo ammainare la nostra bandiera, confluire nel P.d o in un nuovo soggetto politico, al quale penso che qualcuno di noi stia già pensando, se ciò avverrà il nostro punto di riferimento sarà quello della Fondazione Nenni o altro.
    Riflettiamo Compagni,non entriamo nella spirale delle contrapposizioni, degli insulti, nelle denunce.
    I Compagni che si sentono ancora autentici Socialisti, quelli che hanno subito sconfitte, umiliazioni e per fortuna anche vittorie e soddisfazioni, non le potrebbero più sopportare.
    Riflettiamo su quello che ha detto Grillo l’ultimo dell’anno.
    La rete condizionerà la politica perché riesce ad indirizzare consenso su quello si vuol far credere sia giusto.
    “Gli italiani sono i migliori, noi siamo i migliori dei migliori”
    C’è da inorridire ! Riflettiamo Compagni !

    BUON ANNO A TUTTI !

  8. E’ triste che qualcuno pensi che i problemi di un partito possano essere risolti attraverso un tribunale. Questo è un piccolo partito con una grande storia, merita rispetto. Ma non pretendiamo che tutti credano nelle regole democratiche. In Italia sempre più il furbo prevale sull’ intelligente! che tristezza.

  9. Forse non ho seguito tutta la vicenda, ma francamente non ho capito molto di quale sia stata la natura del contenzioso. Ho partecipato in questi tre anni alle iniziative del Partito che mi sono sembrate serie e dignitose, però ho sentito la mancanza di riunioni, commissioni, gruppi di discussione che fanno sentire l’appartenenza in modo più vivo. Con la mia associazione ( Fisher o Il Divenire) abbiamo promosso incontri e convegni alla sala conferenze del Partito, e certo mi avrebbe fatto piacere vedere la partecipazione di altri compagni, oltre a quella di Pastorelli, sempre gentile e disponibile e di Forbice e Laura Domin ad un convegno che avevamo indetto alla Fondazione Basso. e di Loreto che ha sotenuto una iniziativa presso la Lega delle Autonomie.. Non so, per me, per noi dell’associazione Fisher e compagni iscritti va bene anche così, ci è stata anche data la possibilità di mettere un tavolo durante la festa dell’Avanti. Quindi grazie, grazie anche alle compagne molto gentili, ma qualcosa manca, forse un senso innovativo della reciprocità, o dello scambio. A volte le esperienze non strettamente costruite nella mappa politica abituale posono essere di aiuto, stimolo, etc. Mi auguro che per il prossimo congresso, se ci deve essere, si organizzi una preparazione più ampia, estesa, senza paura di idee e posizioni divergenti.

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