sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Spettro Piazze contro Parlamento
Pubblicato il 13-12-2016


gentiloni-uscitaNon sarà facile archiviare in modo indolore Matteo Renzi. Paolo Gentiloni, amico e successore dell’ex presidente del Consiglio, ha tanti fronti aperti, molti problemi da affrontare. Ma il neo presidente del Consiglio, già stretto collaboratore del giovane “rottamatore” di Firenze “rottamato” dalla sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre, dovrà fare i conti soprattutto con la protesta sociale, causata dalla crisi economica e dall’immigrazione di massa.
Dovrà fare i conti soprattutto con Beppe Grillo, massimo interprete del profondo malessere sociale, provocato dalla Grande crisi finanziaria internazionale scoppiata nel 2008. Il fondatore del M5S è un personaggio straordinario, è per metà comico e metà politico. Da uno spettacolo tenuto al Teatro Politeama di Genova ha dato la linea per combattere Gentiloni: le Piazze contro il Parlamento. Alla folla di spettatori del Politeama ha annunciato: «Tutti i nostri 140 parlamentari usciranno da questo Parlamento finto e antidemocratico e usciremo nelle piazze» per abbattere il governo.
Dal suo potente blog su internet ha precisato la strategia: entro il 24 gennaio verrà organizzata una grande manifestazione dei cinquestelle, «noi compariremo in una piazza d’Italia e terremo lì una seduta parlamentare: sarà un flash mob per la democrazia, dove a parlare e ad essere ascoltati saranno i cittadini». Il Parlamento è snobbato come pure le consultazioni sulla crisi di governo svolte da Gentiloni, perché “riti tristi, triti e ritriti”. L’obiettivo è difendere “la sovranità popolare” stabilita dall’articolo 1 della Costituzione perché Gentiloni, il Pd, il sistema politico, «Il palazzo non vuole prendere atto del no di 20 milioni di italiani» nel referendum contro la riforma costituzionale di Renzi.
È partita la sfida sul rispetto dei principi e delle norme della Costituzione. Gentiloni, chiedendo il voto di fiducia della Camera al governo, ha replicato: è un esecutivo “di responsabilità” che durerà “fin quando avrà la fiducia del Parlamento”. Ha parlato in un’aula in parte vuota, senza i deputati del M5S, della Lega Nord e dei verdiniani di Ala: «La politica è confronto, non odio e post verità. Chi rappresenta i cittadini non deve diffondere paure». Ha contestato le opposizioni assenti e, in particolare, i pentastellati: «Abbiamo i super paladini della centralità del Parlamento che nel momento più importante della vita parlamentare non ci sono». Ha rilanciato la necessità del confronto e di abbassare i toni: «Bisogna farla finita con l’apparentemente inarrestabile escalation di violenza verbale. Il Parlamento non è un social network. Contribuiamo a rasserenare il clima nelle famiglie del nostro Paese».
Gentiloni vuole porre al centro del suo governo l’impegno per il lavoro e rivedere l’Italicum, la riforma elettorale ormai affondata. Tuttavia, dopo il referendum, adesso si annuncia una seconda battaglia campale per chi rispetta la Costituzione. Ognuno prepara la sua lotta.
Le piazze e i comizi sono il sale della democrazia come il Parlamento liberamente eletto dai cittadini. Si tratta di due strumenti essenziali della democrazia come altri, tipo la libertà di stampa. Ma Piazza e Parlamento non vanno messi in contrapposizione, per delegittimare uno dei due. Quando ciò è avvenuto, alcune volte, si sono imposte spaventose dittature.

Rodolfo Ruocco

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