lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Ankara. Ambasciatore russo ucciso da un poliziotto
Pubblicato il 19-12-2016


Nella foto l'attentatore che ha ucciso il diplomatico

Nella foto l’attentatore che ha ucciso il diplomatico

Sono giorni di alta tensione nel territorio turco, dopo gli attentati degli ultimi giorni a morire è l’ambasciatore di Mosca ad Ankara, Andrey Karlov. Il diplomatico è stato ucciso in un attentato, mentre stava parlando all’inaugurazione di una mostra fotografica. All’improvviso un uomo ha cominciato a sparare gridando “vendetta per Aleppo”. L’ambasciatore è stato trasferito in ospedale subito dopo essere stato colpito, ma non ce l’ha fatta, è morto poco dopo. Nella sparatoria anche altre persone, almeno 3, sono rimaste ferite. Dopo l’attacco l’attentatore è stato ucciso in un blitz delle forze speciali.
È stato identificato dopo essere stato ucciso. Era un diplomato del 2014 dell’accademia di polizia Rustu Unsal di Smirne, si chiamava Mevlut Mert Altintas, aveva 22 anni e faceva parte delle unità anti-sommossa di Ankara. Secondo quanto riferisce l’emittente turca “Haberturk”, il giovane era stato allontanato dalle forze di sicurezza per legami con gli autori del tentato golpe del 15 luglio scorso. L’emittente non offre prove a sostegno di tale versione. Testimoni sostengono che Altintas si è introdotto all’interno della Galleria di arte moderna di Ankara presentando un tesserino della polizia.
L’aggressione arriva alla vigilia dell’incontro tra il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu a Mosca con i suoi omologhi russi e iraniani per discutere della situazione in Siria.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato la morte dell’ambasciatore: “Lo consideriamo un atto terroristico”. Secondo il sindaco di Ankara, Melih Gokcek, l’attacco è stato commesso proprio per danneggiare le relazioni tra i due paesi. L’uccisione dell’ambasciatore russo ad Ankara Andrei Karlov è un tentativo di danneggiare i legami tra Mosca ed Ankara e di far fallire i tentativi di raggiungere un’intesa per la pace in Siria. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin riferito anche al summit di domani a Mosca tra i ministri degli Esteri russo, iraniano e turco. Putin, dopo la telefonata con l’omologo turco Erdogan, ha convocato una riunione del Consiglio di sicurezza a cui hanno preso parte il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e i rappresentanti delle principali agenzie di sicurezza russe per fare luce sull’accaduto e studiare le strategie adeguate per affrontare il caso. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa “Tass”, il responsabile della Commissione Esteri del Consiglio della federazione russa, Konstantin Kosachev, “l’impatto della tragedia sullo sviluppo delle relazioni tra Russia e Turchia potrà essere determinato solo dopo un’indagine approfondita sull’accaduto”. Mosca ha già aperto un’indagine penale contro l’attacco ai danni dell’ambasciatore russo in Turchia. Il caso è stato avviato ai sensi dell’articolo 360 del codice penale russo.
Nell’ultima settimana in Turchia ci sono state diverse manifestazioni contro Mosca e il coinvolgimento russo nel conflitto siriano. Ma i dimostranti hanno scandito slogan non solo contro la Russia, ma anche contro l’Iran e contro il governo di Assad. Nei giorni scorsi il portavoce del Consolato Generale russo di Istanbul Sergey Losev ha confermato a Sputnik lo svolgimento delle manifestazioni di protesta, osservando allo stesso tempo come la missione diplomatica fosse tenuta sotto stretta sorveglianza dalle forze di polizia turche.

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