domenica, 19 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Viva la Dc
Pubblicato il 09-12-2016


Insomma, chi lo avrebbe mai pronosticato? Renzi, di estrazione familiare democristiana, e il cui unico punto di riferimento pare essere La Pira, per anni sindaco democristiano di Firenze, si è dimesso da presidente del Consiglio e le dimissioni sono state accolte con riserva dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, già ministro della Dc dei governi Goria, De Mita e Andreotti. Il più più probabile dei successori è Paolo Gentiloni, imparentato con quel Gentiloni famoso per il patto col quale i cattolici entrarono, dopo il non expedit, nella vita politica italiana nel primo novecento. Anche lui proviene dallo stesso mondo. A chi sarebbe in mano la regia del nuovo Pd post renziano? A Dario Franceschini, fino al 1994 iscritto alla Dc, poi Cristiano sociale e via fino a Margherita e Pd. Anche Graziano Delrio sarebbe in pol position. E anche lui, prima dirigente delle Acli, poi Partito popolare e Margherita. Abbiamo appena svolto un referendum sulla riforma Boschi. Maria Elena Boschi, di famiglia democristiana, ha più volte accennato, da buona aretina, alla sua stima per Amintore Fanfani. Il vice segretario di Renzi, Lorenzo Guerini, fino al 1994 era giovane dirigente della Dc, poi Partito popolare e Margherita. Stesso percorso, insomma. Per rintracciare un ex comunista nel ristretto gruppo dirigente del Pd bisogna risalire ad Andrea Orlando che nel 1989, anno del suo scioglimento, fece appena in tempo a diventare consigliere comunale a La Spezia per il Pci. Aveva solo vent’anni. Si parla di lui come possibile alternativa a Renzi. Vedremo al congresso di marzo, se si terrà. Certo quell’elezione a consigliere comunale con quel simbolo rischia di essergli fatale…

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