domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

X Factor. Agnelli sacrificali e altari da Sanremo
Pubblicato il 19-12-2016


x-factor_groupLo scorso anno si era respirato, sul palco di X-Factor, un clima sereno e rilassato. Quest’anno le cose sono andate diversamente, quantomeno sul banco dei giudici: via Elio, Mika e Skin, dentro Manuel Agnelli, front-man della storica indie rock band italiana degli Afterhours, Alvaro Soler, stella nascente del pop spagnolo a livello internazionale, e Arisa, cantante nostrana di stampo sanremese.
Andiamo ora a riflettere sul percorso non solo dei giudici, ma in special modo di tutti i cantanti in gara (in ordine di classificazione finale!) che quest’anno hanno dato origine ad un crogiuolo largamente eterogeneo.

SOUL SYSTEM – 6.5
I Soul System sono un gruppo di ragazzi di origini ghanesi (eccetto Alberto, unico “white nigga” della band) tutti nati e cresciuti tra Verona e Brescia. Sul palco (e fuori) sprigionano simpatia, entusiasmo e coesione. Il loro stile è un mix tra il rap di Leslie e il soul di Ziggy, con una spruzzata di funk e r&b. Finalmente un vincitore di X-Factor Italia in grado di esportare la propria musica anche all’estero.

GAIA – 7
La diciannovenne italo-brasiliana ha dimostrato di avere carisma, attitudine e buon gusto musicale. Nonostante la sua voce grossa e rock sappia di già sentito, c’è da dire che da tempo che tra le “Under Donna” di X-Factor non risplendeva un tale potenziale. Speriamo che adesso, nell’ingenuità della sua giovane età, non si lasci trasportare nel baratro imprenditoriale di Fedez.

EVA – 7.5
Vocalità lieve, grande sensibilità e personaggio interessante. Peccato per l’inedito, scritto per lei da Giuliano Sangiorgi. Bello sì, ma troppo tradizionale e datato. Sarebbe stato certamente più interessante ascoltare il brano scritto da lei riarrangiato con l’aiuto del suo giudice, Manuel Agnelli, con cui stregò pubblico e giuria alle audizioni. Splendido, invece, il duetto con Carmen Consoli l’ultima sera. Quel che è certo è che di Eva si sentirà parlare nel mondo della discografia italiana.eva-x-factor_980x571

ROSHELLE – 3
Sappiamo che Fedez è furbo e sa vendere molto bene i propri concorrenti, infatti ha accuratamente evitato di assegnare a Roshelle brani in italiano (così come l’anno scorso evitò di assegnare brani conosciuti ai Moseek), che l’avrebbero messa in pessima luce. Ha cercato di farci credere che Roshelle sia un’artista pronta per il mercato internazionale, pur sapendo perfettamente, dentro di sé, che ciò non implichi scimmiottare le cantanti americane più trash come Nicki Minaj, cosa che Roshelle ha fatto durante tutte le puntate. Perennemente supportata da cori e basi, anche così è riuscita a stonare e ad essere sempre calante. Timbro monocorde e sgradevole, sfumature espressive pari a zero.

ANDREA BIAGIONI – 7.5
Passando dai Radiohead a Ivan Graziani, Andrea ha dimostrato di sapersi destreggiare bene tra i generi più vari, non perdendo mai di vista la propria identità. Preciso, intonatissimo e un musicista di quelli che se ne vedono di rado in un talent show. Il ventottenne insegnante di chitarra è arrivato fino alla settima puntata, durante la quale è stato eliminato per lasciare il posto a Roshelle, una delle concorrenti meno meritevoli di quest’anno. Si tratta pur sempre di un programma televisivo, no?

LOOMY – 3
Un altro agnello sacrificale sull’altare di Arisa. L’abbiamo detestato e insultato, per poi scoprire che si tratta di un ragazzo buono e volenteroso, amatissimo – non a caso – dai suoi compagni di avventura. La colpa dell’accanimento è da imputare, ancora una volta, al suo giudice: Arisa. È lei, infatti, che sin dalle audizioni ha insistito per portarlo ai live, nonostante sia gli altri giudici sia il pubblico fossero – giustamente – contrari a tale scelta. Arisa ha puntato tutto su di lui, solo per il proprio orgoglio personale, per non dover ammettere di aver sbagliato. E a farne le spese è stato solo il giovane rapper, costretto a sopportare, di settimana in settimana, un carico di stress insostenibile.

CATERINA – 5
Dal temperamento dolce e ingenuo, Caterina ha dalla sua due ottime esibizioni: quella di “Summertime Sadness” di Lana Del Rey, suo cavallo di battaglia, e “La Canzone di Marinella” di De Andrè. Le altre sono state per lo più sciatte e forzate. X-Factor non sembrava essere il luogo giusto per la giovane trentina.

FEM – 6
Come è possibile che uno dei concorrenti più validi si sia tramutato, nel corso dei live, nella Conchita Wurst dei poveri? La risposta è semplice: Arisa. Se non fosse stato per l’inettitudine del suo giudice, Marco Ferreri, in arte Fem, avrebbe potuto puntare molto in alto. La sua splendida esibizione di “Writing’s On The Wall” di Sam Smith – un brano tutt’altro che facile – parla da sé.

DAIANA LOU – NC
Puntualmente, ogni anno alle audizioni, spunta qualcuno che canta malissimo ma strappa applausi e consenso sia da parte del pubblico che della giuria. Non si capisce il perché. Quest’anno è toccato al duo dei Daiana Lou, composto da una giovane coppia. Si sono presentati con una versione di “Chandelier” di Sia, distruggendola, stropicciandola, urlandola, deformandola, destrutturandola. La voce della ragazza è forzata, con un vibrato eccessivo e scomposto. Non è un caso che la loro unica esibizione accettabile sia stata quella di “Running With The Wolf”, in cui, per una volta, sono state accantonate le giravolte vocali.
C’è inoltre da dire che, durante le audizioni, i Daiana Lou hanno anche messo platealmente in piazza i loro problemi personali senza che qualcuno gliel’avesse chiesto, per poi scegliere, alla quarta puntata dei live e al primo ballottaggio – dopo settimane di elogi immeritati – di auto eliminarsi dal programma perché non si ritrovavano in quel mondo, in cui pure avevano sguazzato fino a quel momento. Una mossa pubblicitaria di pessimo gusto.

SILVA FORTES – 7
Un altro percorso bizzarro, che porta alla luce il problema più grave di X-Factor e in generale di tutti i talent show: la troppa importanza data al ruolo dei giudici. Silva Fortes è stata infatti eliminata durante una puntata in cui il suo giudice, Manuel Agnelli, sembrava aver perso la rotta, troppo preso da personalismi onastici e arroganti. Inoltre, le assegnazioni non hanno messo in luce il grande talento della ragazza di origini capoverdiane: il delicatissimo brano di Damien Rice, è stato un azzardo per la voce grave di Silva Fortes, per non parlare di “Life On mars” di Bowie cantata in portoghese. Ciò non toglie nulla alla bravura nitida della ragazza, probabilmente la voce più bella in gara.

LES ENFANTES – 6
Sembrerebbe proprio che X-Factor non sia il luogo adatto ai gruppi che si rifanno a sonorità dreamy, come l’esperienza dei Landlord dell’anno scorso insegna. Sound ottantino, voce possente, i Les Enfantes sono stati tra le band più interessanti ascoltate durante le audizioni, ma nei due live non sembravano trovarsi particolarmente a loro agio. Per il gruppo milanese si sarebbe auspicato un percorso ben diverso, ricco di interessanti sperimentazioni.xfactor_manuelagnelli_2016_thumb400x275

DIEGO – ?
Impossibile fornire una valutazione per Diego, eliminato durante la prima puntata, per scarsità di materiale. Di sicuro aver fatto parte della squadra di Arisa non lo ha aiutato, così come l’essere stato scelto per i live al posto di un altro ragazzo molto amato dal pubblico, Pink Gijibae.

MANUEL AGNELLI (Giudice Over) – 6.5
Nonostante abbia commesso diversi errori non da poco nel corso di questa sua prima esperienza come giudice di X-Factor, non si può non apprezzare il rocker italiano per l’autentica devozione e umanità con cui ha seguito i ragazzi della sua squadra e per l’autorevolezza dei suoi interventi. Agnelli ha inoltre dimostrato di avere un ottimo orecchio, in quanto i tre ragazzi della sua squadra erano senza dubbio i più forti, e con i tre che dovette abbandonare ai bootcamp avrebbe potuto formare una squadra altrettanto interessante.

FEDEZ (Under Donne) – 5
Fedez si conferma il solito stratega, in grado di individuare in men che non si dica le tendenze e direzionare il voto, a scapito della qualità (come nel caso di Roshelle). Quest’anno appare però più simpatico e meno volgare rispetto allo scorso anno. Come al solito, interessanti alcuni assegnazioni fatte.

ALVARO SOLER (Gruppi) – 5.5
Lo si è criticato tanto, eppure non si può negare che sia stato un giudice posato e razionale, nonostante la difficoltà nell’esprimersi correttamente in italiano. E per tutti coloro che affermano che Soler abbia inizialmente scartato i Soul System, vincitori di questa edizione, si sbagliano, dal momento che li ha portati avanti fino all’ultimo step prima dei live, preferendogli poi un’altra band (mediocre, bisogna dirlo), i The Jarvis. Nel momento in cui i Jarvis hanno scelto di auto escludersi dal programma, attuando una triviale una mossa pubblicitaria (che ha poi fatto tendenza, leggasi alla voce “Daiana Lou”), Soler ha scelto di ripescare i Soul System senza un briciolo di dubbio.
Peccato, piuttosto, per lo scialbo percorso fatto con i Les Enfants.

ARISA (Under Uomini) – NC
Quando con Dolcenera a The Voice credevamo di aver raggiunto il livello più basso mai toccato da una donna come giudice in un talent show, arriva lei, Arisa: si presenta ubriaca durante il primo live, lancia hashtag volgari, dà del misogino al povero Manuel per compensare la propria frustrazione, non conosce le canzoni proposte, fa assegnazioni banali e grossolane, abusa della lingua italiana, non riesce ad esprimersi e a formulare pareri che vadano oltre il “carino” e “bravo”. Durante la serata finale viene fischiata di continuo, anche quando non dice nulla di sciocco, segno dell’insostenibilità di questa figura dinnanzi agli occhi del pubblico. È il caso che i vertici di X-Factor decidano di accantonare Rosalba Pippa una volta per tutte e puntino su donne più preparate e brillanti, come Giorgia o Carmen Consoli, entrambe amabili ospiti durante i duetti della puntata finale, o Malika Ayane.

Giulia Quaranta

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