lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

15 anni di Euro: moneta
di Guerra e Pace
Pubblicato il 16-01-2017


L’Euro compie quindici anni, siamo ancora in tanti a sostenere che dopo i conflitti dei cento anni , – con l’Europa e l’Euro, abbiamo fatto scoppiare la pace. Anche se un gran numero di persone rimangono convinte che è stata sotterrata l’ascia di Guerra, e proibito il passo dell’oca, ma che le armi sono state sostituite dall’Euro e il passo dell’oca sia diventato “ovattato” perché percorre i corridoi di una delle banche private più grandi del mondo: la banca centrale Europea.

Sono pure numerosi coloro i quali pensano che dopo tanta sofferenza, provocata dalla seconda Guerra mondiale, nel mondo ci siano meno detonazioni, – in Europa senza alcun dubbio -, ma solo se le pensiamo come esplosioni di armi convenzionali. Anni e anni, ormai, dove i colpi assordanti delle bocche di fuoco nel nostro Continente non si sentono più. Le abbiamo inviate nelle zone di Guerra del Pianeta per promuovere la pace. Ebbene, è lì che devono rimanere le spingarde obsolete, nei Paesi poveri del mondo a difendere quel pupazzo vestito da presidente che abbiamo messo per farci pagare a peso d’oro le armi arrugginite che gli abbiamo fornito. La povertà dei popoli africani dipende proprio da questo, e bene fanno a venire in Europa, perché arrivano da quei Paesi che abbiamo depredato per mano del satrapo sanguinario nostro complice. Grazie a noi occidentali, quasi siamo riusciti a pacificare tutto il Medio Oriente, lo Yemen del Nord e l’Iraq, per arrivare fino in Libia passando per la Siria. Da qui a poco saranno tutto uno splendore grazie agli appalti che noi europei, in particolare, ci siamo accaparrati mentre le bombe, ad Aleppo, cadevano come piovesse a dirotto. Certo, la pacificazione di un’area geografica e il suo relativo benessere non si raggiungono in un battibaleno, ci vuole tempo. Guardiamo i Balcani: dopo aver bombardato quella terra, e piegato i Serbi alle nostre ragioni, ora si respira aria pulita: ci sono voluti vent’anni, ma ne è valsa la pena. E in Europa? Allora c’è speranza che la pace possa continuare? Se per pace intendiamo che non ci saranno raid aerei e bombe come in Siria, Afganistan, Iraq, Libia, Yemen del Nord, e ecc., certamente si, però gli Stati europei non possono proprio fare a meno di misurare la loro potenza per capire chi possiede l’esercito più forte. Le guerre di ultima generazione non si fanno più con le mitraglie, quelle le vendiamo ai Paesi africani, e nemmeno le armi batteriologiche inaugurate dagli Inglesi in quel lontano 1600, quando gettavano gli animali infetti oltre gli steccati degli indiani d’America per farli arrendere. No, queste cose in Occidente non le facciamo ormai da tempo, da secoli direi. Oggi usiamo i soldi, infatti, l’arma più potente da noi si chiama euro, chi più ne ha, vince, chi ne ha meno, perde, chi non ne ha affatto, invece, finisce sottomesso: vedi la Germania come ha piegato la Grecia. Quindi, l’Europa: pensate solo alla fine che ha fatto Matteo Renzi per aver minacciato che si asteneva, come poi abbiamo fatto, nell’approvare il bilancio della Comunità Europea. Oddio, poteva farlo e non dirlo, ma la nostra maledetta abitudine di atteggiarci a bulli è insita nel DNA, non riusciamo a tacere, è più forte di noi! Ma non era stato per l’esito del referendum? Anche!

Dunque, l’euro. L’euro oggi compie quindici anni di vita e ha cambiato i rapporti di forza tra gli Stati d’Europa. É vero, una volta c’era il Marco più forte della Lira e magari meno forte della Pesetas, e ecc., ma una via di fuga era sempre possibile, quella che ogni Stato poteva stampare la sua di moneta, e quando si indeboliva le stamperie delle rispettive banche centrali lavoravano giorno e notte per recuperare competitività sui mercati. Oggi tutto questo non è più possibile, sei costretto ad asservire lo Stato più ricco che ti ha sottomesso senza spargimento di sangue. E poi si dice che non c’è guerra in Europa! Ma la guerra dei cento anni non è mai finita, noi, ingenui, pensavamo alle bocche di fuoco, al passo dell’oca, al nazismo, ma le oche siamo noi che ci abbiamo creduto. Ci hanno concesso qualche anno di benessere nella ricostruzione post bellica e, poi, nel 2002, con l’euro puntato alla tempia ci hanno tolto ogni cosa. L’euro è servito a questo scopo, ma quale benessere! Vedete del benessere nelle zone industriali abbandonate? Il 40% della disoccupazione giovanile, è benessere? Gli stipendi che sono tornati (dati ISTAT) a quelli del 1982, sono benessere? I risparmi “truffati” dalle banche ai lavoratori, con BankItalia girata dall’altra parte, sono un segno di benessere sociale? E via, cantando a squarciagola! Sono in molti però i commedianti che ancora recitano che “saremmo stati molto peggio senza l’euro”, ma peggio in che senso?! Visto che il 50% della classe media europea se ne è andata all’altro mondo! Viva l’Euro, abbasso l’Euro, non lo so, certo è che da quando si è impossessato della nostra vita, la moneta unica ci ha reso tutti più poveri, – meno i ricchi che sono diventati ricchissimi.

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