lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Africa, la Cenerentola del Pianeta
Pubblicato il 12-01-2017


A eccezione di Etiopia e Liberia, tutta l’Africa è stata colonizzata dai paesi d’Europa: Regno Unito, Francia, Belgio, Spagna, Italia, Germania e Portogallo, senza il consenso della popolazione locale. È solo dopo la seconda guerra mondiale che i paesi africani hanno gradualmente riconquistato la loro indipendenza, con la benevolenza delle potenze coloniali che ne hanno deciso perfino i confini. Confini stabiliti senza nessun riguardo alle culture locali, causando, per questo, numerosi problemi in tutto il continente africano.

La lingua più comune in Africa è l’arabo, lo parlano circa 170 milioni di persone che principalmente vivono in Nord Africa, ma nel secondo continente con più abitanti dopo l’Asia, – pare siano 1 mirando e cento milioni -, gli africani si esprimono in altre 2.000 lingue.

Considerata dagli altri quattro continenti come terra di conquista per le sue risorse naturali, la corruzione dei capi di Stato africani è altissima, così come è altissimo il livello di pericolosità della terra d’Africa sempre più inquinata; perché approfittando della sua povertà è utilizzata come “pattumiera” di quel mondo industrializzato e arrogante che – perfino – ritiene di essere civilizzato.

L’Africa fa spesso notizia per i suoi lati negativi, come la fame, la guerra, il proliferare di “governi fantoccio” comandati come marionette dai Paesi d’Occidente e, di conseguenza, purtroppo, fa notizia soprattutto per la violazione dei diritti umani. Tutto ciò fa parte dell’Africa, ma l’Africa è molto più di questo: per cominciare è formata da oltre cinquanta paesi, ed è immensamente ricca di diversità paesaggistiche e culturali. Esperti demografi hanno infatti stabilito che in Africa ci sarebbero almeno 3.000 gruppi etnici. Ma non è l’unica curiosità perché la parte centrale dell’Africa orientale, la Rift Valley, è considerata da molti studiosi il luogo di origine degli esseri umani, quegli stessi luoghi da dove oggi arrivano i profughi più numerosi. A tal proposito vogliamo dire che troviamo incredibile permettere agli schiavisti di ultima generazione di abbandonare i discendenti dei nostri “antenati comuni” al largo delle coste europee, dove molti di loro, proprio ad un passo dalla speranza, affogano! Con i nuovi sistemi informatici riusciamo a leggere il numero di una targa dall’altra parte del mondo, e non ci accorgiamo quando migliaia di esseri umani vengono stipati come merce sui gommoni? Che assurdità!

Ci emoziona pensare che i più antichi resti di Homo sapiens sono stati trovati in Etiopia. Nel 1974, vicino Khadr fu rinvenuto lo scheletro di Lucy, un Australopithecus Afarensis che visse circa 3,2 milioni di anni fa, e che molti scienziati ritengono sia il più antico antenato diretto dell’uomo. Nel 1979, in Tanzania, nella regione Kibish, sono state trovate le più antiche orme umane. L’Africa è orgogliosamente anche questo.

Si dice che l’Africa è povera, ma i paesi africani non sono tutti poveri; è la distribuzione della ricchezza che crea problemi. L’Angola, per esempio, sta vivendo una vera e propria fase di boom economico, tanto da aver invertito i flussi di immigrazione verso il Portogallo di cui è stata una colonia: infatti oggi con la crisi sono i portoghesi che emigrano in Angola. Il Paese ha espresso anche il primo miliardario della storia d’Africa: guarda caso, Isabel dos Santos Fontes, figlia del presidente. Ecco, questo ci induce ad essere sospettosi, in quanto l’Angola, nonostante i progressi rimane uno dei paesi africani con il più alto numero di mortalità infantile, e la più alta percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. Vuoi che ci sia l’influenza dei pupari dei paesi d’Occidente come osservavamo all’inizio?

Con un’ultima pennellata di colore terminiamo questo microscopico quadro con una nota storico-culturale. Nel 1.500, mentre la città di Londra contava circa 20.000 abitanti, la città di Timbuktu nel Mali superava i 115.000, e aveva anche l’Università. Il geografo Leone l’africano, nel 1526, scrisse: “Qui vengono portati diversi manoscritti e libri scritti da fuori della barbarie, che sono venduti ad un prezzo più alto di qualsiasi altro bene”. In Africa, oggi, invece, solo una percentuale di poco superiore al 35% abita le aree urbane.

Angelo Santoro

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Commenti all'articolo
  1. A proposito di “nota storico-culturale”, potremmo ricordare anche Alessandria d’Egitto, riguardo alla cultura, e la Regina di Saba – almeno secondo il racconto etiope – per quanto attiene alla storia.

    La sensibilità dei socialisti italiani verso la “questione africana” è stata rammentata abbastanza di recente da una personalità politica di un Paese del Vecchio Continente, che ha per l’appunto ricordato come un Ministro degli Esteri della stagione craxiana avesse proposto di destinare ai popoli a sud del Mediterraneo, da parte delle Nazioni europee, una quota dei rispettivi bilanci – non so se siano questi i termini giusti, ma il senso lo si comprende comunque – in modo da aiutare le loro economie.

    Oggi possiamo dire che fosse un’ intuizione molto lungimirante, se pensiamo al fenomeno “immigrazione”, una intuizione che aveva prefigurato il futuro, e verrebbe allora da dire, con una punta di amarezza, “nemo profeta in Patria”.

    Paolo B. 16.01.2017

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