domenica, 22 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

SORVOLIAMO
Pubblicato il 12-01-2017


Alitalia-codeCi risiamo. A scadenze più o meno regolari si torna a parlare di Alitalia. A farlo questa volta è stato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a ‘Radio anch’io’ su Rai Radio Uno. L’Alitalia, ha detto, è “stata gestita oggettivamente male” ed è “inaccettabile che una situazione non buona venga riversata sui lavoratori. Non è giusto, lo abbiamo detto con la massima chiarezza”.

Calenda ha spiegato che il governo ha chiesto all’azienda il piano industriale. “E’ un’azienda – ha detto – totalmente privata che ha problemi significativi di gestione. Non esiste che si parli di esuberi prima di parlare di piano industriale. Nessuna azienda si salva senza piano industriale”. Il ministro ha affermato che le colpe della gestione di Alitalia “non devono ricadere sui lavoratori”. Calenda ha ricordato che l’azienda è privata e che il giudizio spetta agli azionisti ma che il Governo non vuole sentire parlare di esuberi prima di parlare del piano industriale.

Infatti dopo il mancato accordo con Air France per l’arrivo dei capitani coraggiosi messi insieme da Berlusconi, e l’arrivo degli arabi con Etihad che hanno portato una notevole quantità di denaro nelle casse della compagnia, in Alitalia si parla ancora di esuberi.
Il presidente Luca Cordero di Montezemolo ha assicurato che “tra tre settimane” ci sarà un piano “forte e coraggioso” per Alitalia. Il progetto su cui già si lavora “sarà ulteriormente rivisitato da un advisor industriale condiviso tra i due soci perché non deve essere solo dei manager ma pienamente condiviso da soci arabi e soci italiani”. Rispettare i tempi “si deve”, “è imperativo”. Sarà la base per un “costruttivo” confronto con Governo e sindacati, “triangolo importante per affrontare in modo drastico e condiviso il modello di business”.
Ieri in vista dello sciopero generale del settore in programma il 20 gennaio e considerata la “grave situazione” della compagnia, i sindacati hanno messo nero su bianco la loro preoccupazione e inviato una lettera al Governo per chiedere un incontro “urgentissimo”. E non potendo ancora aprire l’atteso confronto sul Piano di rilancio della compagnia, hanno anche aperto formalmente le procedure che potrebbero portare alla proclamazione di uno sciopero a febbraio.

Ovviamente forti preoccupazioni sono arrivate anche dal principale socio italiano: Banca Intesa che è il primo azionista italiano e primo creditore della compagnia. Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, su Alitalia ha ammesso: “Non abbiamo ancora visto il piano industriale, stiamo aspettando di avere una verifica e una condivisione”. Quanto alle nuove risorse rese disponibili a dicembre, Gros Pietro ha aggiunto: “Non lo abbiamo fatto volentieri, ma era necessario per salvaguardare il nostro credito e per la salvezza della compagnia”.
Il governo lunedì scorso ha incontrato i vertici di Alitalia si appresta a convocare i sindacati, con i quali non sono stati avviati discorsi proprio perché il piano della compagnia è preliminare. La riunione potrebbe tenersi lunedì prossimo, al ministero dello Sviluppo, con i ministri Carlo Calenda e il ministro dei Trasporti Graziano Del Rio.

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