mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Alitalia. Un nuovo piano, ma a rischio 1600 lavoratori
Pubblicato il 09-01-2017


L'amministratore delegato di Alitalia, Cramer Ball. ANSA/UFFICIO STAMPA ALITALIA +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

L’amministratore delegato di Alitalia, Cramer Ball.

L’anno nuovo non si prospetta bene per la Compagnia che oggi al Mise ha incontrato il Governo. Durante l’incontro si è discusso della richiesta, da parte dell’Esecutivo, di presentare “entro le prossime settimane – ha spiegato una nota del Mise – un piano industriale dettagliato condiviso dagli azionisti, dalle banche e dalle istituzioni finanziarie creditrici”. I vertici di Alitalia (più banche e azionisti italiani) e i ministri Carlo Calenda e Graziano Delrio (rispettivamente Sviluppo economico e Trasporti) si sono incontrati per parlare del piano industriale, le discussioni sui temi occupazionali, invece, verranno affrontate solo in seguito.
“È stato un incontro molto positivo”, così l’amministratore delegato dell’Alitalia, Cramer Ball, ha definito l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico, nessun commento specifico, invece, dal vice presidente James Hogan che si è limitato a osservare: “Oggi è una bella giornata”.
Proprio Hogan qualche mese fa aveva attaccato il Governo del quale ora ha però bisogno Alitalia. Non è un mistero il fatto che la Compagnia navighi in cattive acque, il baratro è evitato solo grazie alla riapertura del credito da parte di Intesa e Unicredit. Alitalia ha quindi bisogno di ottenere il sostegno dell’esecutivo sulle rotte nazionali che presentano più difficoltà, ossia quelle per le quali le perdite risultano difficilmente arginabili con le solo forze commerciali, e un’ulteriore liberalizzazione su Milano Linate, dopo la sospensione dei voli Roma-Malpensa e le agevolazioni per la continuità territoriale su Roma-Reggio Calabria. Non sono bastati infatti gli aiuti precedenti dello Stato: 7,4 miliardi pubblici secondo Mediobanca spesi dal 2008 ad oggi, dopo la cordata per far restare Alitalia ‘italiana’.
Per quanto riguarda infine gli esuberi, per il momento si tratterebbe di 1600 lavoratori, ma tutto sarà chiarito mercoledì quando ci sarà l’incontro con i sindacati, dopo le tensioni che si sono acuite con la decisione dell’azienda di congelare gli automatismi contrattuali a partire dal 1 gennaio.

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