venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Dopo Mps, le Popolari venete ottengono gli aiuti
Pubblicato il 19-01-2017


zonin-consoli-845x465Monte dei Paschi dopo essere essersi avvicinata pericolosamente al crack e dopo aver creato non poco imbarazzo all’Esecutivo di Renzi, è ora la prima ‘banca-scuola’ per gli altri Istituti finanziari italiani.
Il Banco Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sulla scia di MPS, chiedono ora di entrare nell’orbita dell’aiuto dello Stato, prevista dal decreto Salva risparmio del 23 dicembre scorso, che ha stanziato 20 miliardi per interventi nel capitale e a garanzia della liquidità degli istituti italiani in crisi.
La richiesta poteva essere rigettata per il timore di una procedura di infrazione europea “per aiuti di Stato”, ma dalla Commissione europea è arrivato l’ok definitivo. Il Banco Popolare di Vicenza e Veneto Banca “sono in linea con le regole Ue sugli aiuti di stato”, fa sapere la Commissione europea con un comunicato, specificando che “in particolare l’aiuto di stato consiste nella garanzia che lo stato italiano fornisce per i bond che i due istituti pianificano di emettere” e precisando che entrambe le banche dovranno riconoscere allo stato un compenso (“fee”) per la garanzia fornita.
“La valutazione della Commissione – è scritto in una nota dell’esecutivo – ha mostrato che la misura è mirata, proporzionata e limitata nel tempo e nella portata. Quindi la Commissione ha concluso che questo sostegno alla liquidità è in linea con le regole Ue sugli aiuti di stato, in particolare con la sua Comunicazione Bancaria del 2013”.
In queste ore però i fanali sono ancora una volta tutti puntati su MPS.
Oggi potrebbe essere pubblicato il decreto, già pronto, del ministero dell’Economia che riconosce una garanzia pubblica sulla liquidità di MPS. Il decreto potrebbe terminare il suo iter amministrativo in giornata con la registrazione della Corte dei conti e il visto della Ragioneria generale dello Stato: Siena dovrebbe procedere all’emissione del primo bond garantito dallo Stato per 2 miliardi di euro entro gennaio, mentre una seconda emissione, sempre da 2 miliardi, dovrebbe aver luogo a febbraio-marzo. Ma Monte dei Paschi in Borsa viene monitorato con attenzione dalla Consob, che sta sorvegliando le negoziazioni del titolo in maniera “molto intensa”. Ha fatto sapere il presidente dell’autorità di vigilanza Giuseppe Vegas durante un’audizione sul decreto legge banche al Senato, spiegando che “sono in corso indagini volte ad accertare eventuali ipotesi di abusi di mercato”. Inoltre la riammissione del titolo di Rocca Salimbeni in Borsa, non sarà “immediata”, poiché “sarà possibile riammettere alle negoziazioni il titolo MPS solo una volta che, a seguito dell’approvazione del piano industriale, sarà ripristinato un contesto informativo adeguato”, ha sottolineato Vegas.
Sempre durante l’audizione Giuseppe Vegas, si è espresso totalmente a favore della manovra del governo (decreto salva-risparmio), il cui impianto generale è stato definito “condivisibile” e in grado di “portare sollievo a tutto il sistema”. Di fronte alle emergenze bancarie scaturite con la crisi economica, ha sottolineato Vegas, mentre in Europa “la maggior parte dei governi ha ritenuto di prendere di petto il problema”, l’Italia “anche a causa dei vincoli di finanza pubblica, ha scelto invece di contenere al minimo l’intervento dello Stato, puntando sulla capacità del comparto di trovare al suo interno la forza e le risorse finanziarie per superare la crisi”. “Questo approccio ha contribuito a far sì che le debolezze del sistema bancario domestico, in partenza forse meno gravi di quelle riscontrate in altri Paesi, si protraessero nel tempo, finendo per imporsi all’attenzione dei mercati come un focolaio di crisi sempre acceso”, ha puntato il dito il numero uno della Consob, puntualizzando che “il decreto legge intende, appunto, intervenire su questo focolaio con l’obiettivo di estinguerlo una volta per tutte”.

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