sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Banche. Psi, serve una commissione d’inchiesta
Pubblicato il 10-01-2017


banca-soldiDal 31 gennaio inizierà in Senato l’esame del ddl per l’istituzione di una commissione di inchiesta sul settore bancario. Lo ha deciso l’ufficio di presidenza della commissione Finanze del Senato. Il 17 gennaio, riferisce il presidente della Commissione Finanze, Mauro Marino, verrà presentata la relazione finale dell’indagine conoscitiva sul settore bancario e il 25 verrà votata. A Palazzo Madama sono già stati depositati 13 ddl di maggioranza e opposizione che chiedono proprio una commissione di inchiesta sulle banche perciò Marino conta di presentare il 31 “una proposta di sintesi”. Intanto, sempre al Senato, stasera l’aula dovrebbe votare la proposta del Movimento 5 stelle di esaminare con urgenza proprio un ddl sulla commissione di inchiesta. La maggioranza ha già calendarizzato questa iniziativa ma nel caso l’assemblea dovesse chiedere una accelerazione allora l’ufficio di presidenza della commissione Finanze si riconvocherà per anticipare i tempi già fissati.

A ricordare che il Psi ha proposto da tempo una commissione di inchiesta è Riccardo Nencini: “Abbiamo presentato molti mesi fa  – ha affermato il segretario del Psi – il disegno di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulle banche. Ecco l’occasione per formarla. Qui e ora. I socialisti naturalmente la voteranno. E siccome lo Stato mette un pacco di soldi per icostituire il capitale di MPS, è bene conoscere quali sono stati i soggetti con importi più significativi che non hanno onorato il loro debito”.

“Molte famiglie – ha detto ancora Nencini – hanno pagato prezzi altissimi. È giusto rendere noti i nomi di chi ha contribuito a creare questa situazione. A giudizio del presidente dell’autority competente Antonello Soro non servirebbe neppure una legge giacché le persone giuridiche coinvolte dal 2011 sarebbero esentate dal segreto dovuto alle normative che regolamentano la privacy. Condivido l’esigenza posta da Patuelli. E se serve cambiare una legge, si sappia che i socialisti sono pronti a presentare le modifiche necessarie. Non è concepibile che, mentre lo stato è costretto, per salvare i risparmiatori onesti, a sborsare miliardi di euro, non si possa sapere chi siano coloro che, prendendo i dati ufficiali di Mps, hanno determinato un terzo circa dell’insolvenza creditizia della banca con finanziamenti singoli superiori ai tre milioni. Soprattutto, se, come trapela, si tratta di gruppi economici di notevole rilievo. Non si può distruggere il sistema bancario e rapinare i piccoli risparmiatori, salvati solo dai soldi di tutti i cittadini, senza conoscere l’identità dei responsabili che, assieme alla dirigenza, ne hanno determinato il crollo. Questo vale per Mps, e per le altre banche che si apprestano a ricevere soldi pubblici. Dunque annuncio che anche i socialisti al Senato presenteranno alla Commissione Finanze un emendamento per rendere pubblica l’identità dei soggetti coinvolti”.

Intanto in Senato comincia il percorso del decreto Salva-risparmio nell’ambito del quale si sta già mettendo a punto un calendario delle audizioni a partire dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Le audizioni proseguiranno nel corso dei prossimi giorni. Dopo Padoan, previsto per giovedì, martedì della prossima settimana sarà la volta dell’Abi e Bankitalia e mercoledì della Consob. L’incardinamento del decreto ci sarà tra oggi e domani. Tra i temi che terranno banco, la proposta del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il quale chiede di rendere pubblici i nomi dei primi 100 debitori delle banche salvate con soldi pubblici. “L’audizione dell’Abi di martedì – ha spiegato Marino – sarà l’occasione per presentare in modo ufficiale” questa proposta e si comincerà a capire quale potrebbe essere l’emendamento che vada nella direzione auspicata. Se le banche vengono salvate con i soldi pubblici è eticamente giusto che si conoscano i nomi dei principali debitori. Il convincimento espresso dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, dovrebbe essere infatti fatto proprio dal governo. “Penso – aveva spiegato Patuelli in un’intervista – al varo di una norma di legge sia per le banche risolute sia per quelle preventivamente salvate dallo stato”. Quindi il decreto dovrebbe essere modificato e l’esecutivo sta pensando quali correzioni apportare e a inserire una norma ad hoc.

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