mercoledì, 26 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Basilicata. Dare forza alla “bussola socialista”
Pubblicato il 13-01-2017


apre“Non serviva fare una verifica con le provinciali per capire che i socialisti in Basilicata esistono”. Lo afferma Livio Valvano, segretario regionale del Psi in Basilicata. “Siamo il secondo partito della coalizione che governa la Regione Basilicata, abbiamo un assessore nella Giunta Regionale con deleghe importanti, sindaci, amministratori di enti sub regionali, consiglieri e assessori comunali su tutto il territorio Regionale. Alle elezioni Regionali del novembre 2013 abbiamo eletto facendo registrare quasi l’8% sulla nostra lista con il simbolo PSI”.

Il candidato socialista è stato il primo degli eletti in una lista Pd. Questo ha un significato preciso. Quale?

Rocco Guarino lo abbiamo candidato con l’obiettivo di andare oltre, di recuperare le forze socialiste, di provare a riaprire un ragionamento con tutta l’area socialista di Basilicata. Dobbiamo provare a riannodare i fili della trama laico-liberale-socialista, per dare maggior peso alla sinistra riformista che fa fatica a insediarsi nel PD. Possiamo essere più utili al governo degli Enti locali ma forse anche del Paese se riusciamo a organizzare l’area della sinistra moderna che assume come priorità le questioni programmatiche, prima degli assetti di potere.

dentro

Livio Valvano, segretario regionale Psi Basilicata

Un ruolo importante…
I socialisti possono farlo. Aver raggiunto il primo posto nella lista con il simbolo PD dà il senso della convinzione, della maturità, della coerenza e lealtà di tutti gli amministratori che, con il loro voto, hanno voluto accordare fiducia nel progetto. In Basilicata ci stiamo provando sul serio e penso che abbiamo ottenuto i primi risultati in materia di ambiente e rifiuti con l’azione dell’assessore Francesco Pietrantuono. Alle provinciali Rocco Guarino era il candidato di cerniera che poteva consentirci di riaprire un discorso con l’intera area socialista. É stata una scelta politica che guarda al futuro.

Quali gli appuntamenti futuri del partito. E in cosa sta puntando per rafforzarsi ulteriormente?

In Basilicata si voterà tra due anni. Stiamo lavorando per aiutare le amministrazioni comunali ad affrontare con concretezza e maggiore efficacia alcune questioni che hanno impatto diretto sui cittadini lucani. La sfida è coinvolgere i tanti amministratori locali che si ritrovano nella “bussola socialista”. Per le prossime regionali ci poniamo obiettivi ambiziosi, con numeri a due cifre, visto che partiamo da un dato del 2013 molto significativo.

Quali le priorità da affrontare sul territorio di provincia e regione?
Lavoro, infrastrutture. La Basilicata è la Regione che ha l’indice più basso di infrastrutture (strade e ferrovie), edilizia sociale. Devo dire che il lavoro del segretario nazionale Riccardo Nencini è stato significativo. Ma c’è da recuperare un divario secolare con il resto del paese.

Qual è il ruolo delle province oggi? Non erano state abolite…
Io ho una mia opinione sulla questione, ma non mi meraviglia più vedere in questo Paese che il dibattito politico su questioni molto serie, come l’architettura istituzionale, debba essere compresso, anzi compromesso da un confronto pubblico degenerato. C’è un dato inequivocabile: serve o non serve un’entità amministrativa sovracomunale per gestire servizi e infrastrutture comuni a più enti, tipo le strade ultracomunali, le scuole superiori, i trasporti fuori del territorio comunale etc…? Nella domanda c’è la risposta che ovviamente è SI. Ora che a questo bisogno ineliminabile si risponda con un ente che si chiama Provincia la cosa non mi scandalizza affatto, anzi. Le Province sono l’entità istituzionale storicamente più legata all’identita del paese e dei cittadini. A questo punto mi chiedo: ma abbiamo bisogno delle Regioni? C’è necessità di 20 legislatori regionali che possono legiferare nel mentre l’Italia rafforza la partecipazione all’Unione Europa?

E come rispondi?
Ciò significa che nel mentre ci affanniamo a recepire in Parlamento le direttive comunitarie dobbiamo anche correre a rendere organica e coerente la legislazione di 20 legislatori regionali. Mi sembra una follia. Ma questo é un altro argomento.

Torniamo alle province…
La risposta è SI, le province servono, dobbiamo solo ritornare all’elezione diretta restituendo il voto si cittadini.

Daniele Unfer

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