lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Battuto Pittella: i socialisti tornino a fare i socialisti
Pubblicato il 18-01-2017


Antonio Tajani, ex giornalista, ex monarchico, amico di Previti e di Berlusconi, grazie al sostegno delle destre europee (britannici compresi che pure per coerenza al voto non avrebbero dovuto partecipare visto che nelle stesse ore la May annunciava l’uscita da tutto quello che ha a che fare con Bruxelles) è diventato presidente del Parlamento dell’Unione. Ha battuto il socialista Gianni Pittella che alla conta ci è andato in maniera un po’ garibaldina, senza avere le spalle coperte, sbagliando evidentemente tattica e strategia. Ma non è detto che questa sconfitta sia un fatto negativo. Anzi. Tajani e le destre hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare i socialisti: chiudere i conti con una “grande coalizione” che li ha trasformati in donatori di sangue, un po’ ovunque. Adesso i socialisti possono tornare a fare i socialisti, a essere realmente progressisti, ad animare all’interno di un Parlamento di anime morte un dibattito serio e una opposizione dura e determinata perché questi sono tempi duri che richiedono determinazione. Contro un progetto che ha tradito gli ideali dei padri fondatori, contro un’istituzione sempre più “serva” della Germania, della Merkel, di Schaeuble, guidata da cavalier serventi come Jean Claude Junker, Donald Tusk e Jeroen Dijsselbloem. Se ci siete, battete non uno ma molti colpi.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimi Compagni della Fondazione Nenni
    Anche a me è dispiaciuto che Pittella non si stato eletto, ed in particolare anche perché, alla sua partecipazione alla Manifestazione di Faenza in ricordo di Nenni, ha dichiarato pubblicamente di essere un socialista. Dichiarazione che non ricordo di avere sentito pronunciare da nessun altro esponente di spicco del PD. Sono d’accordo sul contenuto dell’articolo e sul Titolo ad eccezione delle prime quattro righe.
    Quelli esistenti sono gli attuali equilibri del Parlamento europeo e c’era un tacito accordo che la Presidenza europea avrebbe comportato la staffetta tra un socialista e un popolare.
    Mi ha invece colpito piacevolmente l’immagine trasmessa dalla TV di Pittella che va ad abbracciare Tajani dopo la sua vittoria. È un gesto che fa onore alla tradizione socialista del riconoscimento dell’avversario in una Istituzione comune, e nel contempo, e dovrebbe esserlo di tutti, che sia comunque un italiano che abbia ottenuto il riconoscimento a presiedere la più alta carica dell’Istituzione europea.
    Je suis socialiste

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