domenica, 30 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Bloody Sunday, i militari spararono sulla folla
Pubblicato il 30-01-2017


bloody sundayEra il 30 gennaio 1972, 45 anni fa avveniva quella che è passata alla storia come la “domenica di sangue”. Nelle strade di Londonderry, la città che i cattolici chiamano con il nome originario di Derry, il primo battaglione paracadutisti britannico spara sui manifestanti nordirlandesi che marciano per rivendicare i loro diritti civili. Muoiono 14 persone. È la Bloody Sunday, uno degli episodi più tragici della scia di sangue dell’Ulster. Dopo anni di menzogne, una nuova inchiesta, voluta dall’amministrazione Blair, accerterà che dai comandi militari inglesi giunse l’ordine di sparare a freddo sui manifestanti disarmati. La prima inchiesta scagionò i soldati e le autorità britanniche, ma in seguito si decise di riprendere le indagini e grazie a nuove prove e testimonianze, dopo 12 anni di lavoro, nel 2010 fu confermato che le vittime erano disarmate e che durante la manifestazione non si verificò nessuna provocazione nei confronti dei soldati.

irlanda del nordQuel giorno l’esercito britannico aprì il fuoco contro i cattolici scesi in piazza per manifestare contro la legge speciale emanata dagli unionisti che consentiva l’arresto degli oppositori senza limiti temporali solo grazie all’approvazione del Ministero degli Interni. Oltre 20 restarono ferite, mentre le morti in tutto furono 14 (una delle vittime morì mesi dopo i fatti). Tutto avvenne alla presenza di vari cronisti che sostennero l’assenza di manifestanti armati. Tesi che si scontrò con quella dei soldati, pronti ad affermare di aver sentito colpi di sparo.
In quegli anni i disordini politici erano frequenti nel territorio e gli attacchi dell’IRA (Irish Republican Army) – opposta all’UVF, pro riunificazione dell’EIRE, e contro ‘UDA, a favore dell’appartenenza al Regno Unito – contro l’esercito britannico si intensificarono e questo perché si fece sempre più prepotente la campagna contro l’occupazione britannica.

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