lunedì, 16 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bobo Craxi
Congresso
Pubblicato il 10-01-2017


Il Direttore dell’Avanti! Invita i compagni che “disertarono” il Congresso lo scorso anno a partecipare all’appuntamento che verrà fissato per “riparazione”. Il problema non è partecipare o meno ad un Congresso ma le ragioni per le quali è necessario riaprire un dibattito politico in tutta la Comunità Socialista ed avviare una discussione anche subito fra di noi, senza attendere i procedimenti burocratici che sono sempre un modo per non parlare di nulla.

È profondamente cambiata la fase politica, essa muta di giorno in giorno, le certezze con cui si sono impostate le politiche di Governo e dei partiti in questi ultimi due anni segnano il passo di fronte alla crisi che non si arresta ed hanno mostrato la corda di fronte alla scorciatoia delle riforme di Governo che hanno subito una sonora bocciatura da parte degli italiani; È in una fase di stallo e di impasse l’Europa che attende il voto popolare delle due grandi nazioni guida, la Francia e la Germania, è inquieto il Mondo che attende la nuova impostazione della potenza guida dell’Occidente che ha cambiato la propria leadership ed è posto dinnanzi alla forza dirompente del nuovo protagonismo russo nel Mediterraneo mentre non pare cessare la offensiva del terrorismo cieco che si muove trasversalmente dentro ed ai confini delle aree instabili.

Eppoi c’è la difficoltà della sinistra che governa e delle sinistre che si oppongono nel mondo superate ed insidiate dall’inedita alleanza e saldatura delle estreme di destra e di sinistra che stanno dando vita in tutto il continente ai movimenti nuovi che per comodità definiamo populismi ma che rappresentano in modo plastico la realizzazione di un disegno post-politico che si sta realizzando ed ha trovato il suo inveramento tanto nelle vecchie che nelle nuove democrazie europee.

C’è la sconfitta del disegno renziano al quale una parte dei socialisti avevano scommesso con fiducia e speranza convinti che Egli potesse realizzare il disegno riformista incompiuto e che attraverso la propria leadership “ignorante” del passato potesse proiettare nel nuovo millennio una nuova sinistra depurata delle proprie tradizioni e dei legami ideologici che la costringevano in un recinto identitario.

Ci sono alle porte le Elezioni ed incombe come una spada di Damocle la possibilità che gli Italiani vengano interrogati “via” Referendum sulla opportunità di reintegrare le tutele che la Legge sul Mercato del Lavoro ha rimosso determinando l’estensione del numero dei licenziati più che di quello degli assunti.

C’è una discussione sulla Legge Elettorale che ci impegna indirettamente ma ci riguarda, il ritorno al proporzionale determinerebbe condizioni più favorevoli proprio per tutte quelle aree costrette a legami subalterni nel sistema bipolare e maggioritario, rigenerebbe potenzialmente la virtù che è propria in molti di noi che è quella di essere capaci di suscitare il voto individuale nel rapporto personale e territoriale.

Ed una Lista che possa prendere le mosse subito solleciterebbe molte adesioni,
motiverebbe centinaia di quadri e di compagni in tutt’Italia.

C’è da discutere del come e del perché valga la pena mantenere in vita un’organizzazione autonoma del Socialismo Italiano e del come sia possibile tenerla in vita al netto dei suoi sondaggi sottozero e di una gestione che ha prodotto l’abbandono di metà del proprio gruppo parlamentare e di un certo numero di eletti regionali e comunali.

C’è da definire quale possa essere la forma più idonea di organizzazione di una forza politica nel nuovo millennio alla luce delle nuove possibilità tecnologiche, della partecipazione parziale e sommaria dei cittadini alla vita democratica ma anche alla luce di una nuova domanda che sembra provenire dalla società e che chiede forze politiche aperte e non chiuse, di partecipare direttamente e non per delega.

C’è da rilanciare l’orgoglio di un popolo ferito e profondamente provato dalle vicende di questo ventennio, che continua a reclamare il diritto al bilancio di questa grottesca seconda repubblica ed il diritto alla verità sui fatti che cambiarono il corso della Storia del nostro paese quando spazzarono via i Socialisti con una violenza senza pari.

Oggi di fronte al pressapochismo di questa classe politica ed alle ruberie di questa classe dirigente le vicende dell’epoca impallidiscono e noi onestamente pur rinunciando al diritto alla rappresaglia poco o nulla facciamo per rivendicare un ruolo politico nella società che sia oltre la testimonianza quasi a doverci ancora nascondere per espiare non si capisce quale tipo di colpa o responsabilità.

Il Direttore dell’Avanti! Ci invita “Bambini venite parvolus, C’è un ancora da tirare..”

Se il Congresso si apre con l’obiettivo di realizzare una lista socialista aperta, competitiva sciogliendo il vincolo federativo che non risulta essersi mai rotto col PD

Se il Congresso ha una cornice aperta e non chiusa, orgogliosa e non rancorosa o subalterna

Se il Congresso Socialista parla agli italiani cercando di interpretare le loro ansie, rappresentare le difficoltà e se cerca di lanciare un messaggio chiaro ed inclusivo all’area laica e di sinistra del nostro paese io allora consiglierei ad un giovane sicuramente di parteciparvi perché potrebbe da Esso scaturire una vecchia Novità.

Non si tratta di fare “mozione degli affetti” come dall’alto della sua esperienza ha fatto Fabio Fabbri ma di intenderci su poche ed essenziali questioni che prendono lo spunto da una severa e doverosa autocritica ed è chiaro che fare un’unica sintesi è lo sforzo maggiore che deve tentare un corpo collettivo;

In tempi di “liquidità politica” è evidente che lo sforzo è più complesso, ma senza un ragionevole tentativo c’è solo un altro orizzonte di subalternità e di irrilevanza.

Noi abbiamo aperto una discussione per salvare e rilanciare il Partito, ognuno deve fare la propria parte in modo positivo.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Bobo, invece io penso che se si fa parte di un partito sia un dovere partecipare a un congresso. Questo è preliminare rispetto a quel che nel congresso si intende proporre: se sarà possibile una convergenza meglio, altrimenti un confronto su posizioni diverse. Tu non puoi separare la riflessione politica dal congresso. E’ quest’ultimo la sede della riflessione politica di una comunità. Se questo non è ancora chiaro vuol dire che non è ancora stato chiarito se si intende far parte o meno della nostra comunità. Sarebbe bene deciderlo.

  2. se …. se …. se …”” Noi abbiamo aperto una discussione per salvare e rilanciare il Partito”” , certo è stata aperta una discussione in Tribunale, quello è il posto dove fare il congresso e risparmiare tempo! Craxi vorrebbe essere all’opposizione e al governo di un partito in contemporanea; tanto basta per smettere di ascoltarlo!

  3. L’ ANALISI DI BOBO PERFETTA, UNA NUOVA PROSPETTIVA SERIA CHE PUO’ DARE UN NUOVO SLANCIO AL PARTITO.
    IL COMMENTO DEL DIRETTORE E LA CONTINUAZIONE DELLA GESTIONE CHE VA AVANTI DA 24 ANNI. SENTIRSI FORTI NEL PROPRIO RECINTO ABBIAMO VISTO CHE NON PORTA DA NESSUNA PARTE. IL PARTITO SI DEVE APRIRE ALLE NUOVE GENERAZIONI CAMBIANDO IL MODO DI FAR POLITICA, FOCALIZZANDO I TEMI VERI CHE AFFLIGONO IL POPOLO ITALIANO. FARE CONGRESSI PER IL GUSTO DI FARE E ORGANIZZATI A TAVOLINO E MEGLIO NON FARLI.
    SPERO CHE SI VOGLIA CAMBIARE, ALTRIMENTI LA STRADA SARA’ SEGNATA.
    SALUTI

    • Nessun congresso a tavolino. Un congresso vero, partecipato anche dagli esterni e in cui hanno diritto di voto tutti gli iscritti è la sola sede per un confronto politico anche su mozioni diverse. C’é un’altra sede in cui si debba sviluppare il confronto richiesto? Indicatemela.

  4. Tutti gli argomenti trattati da Craxi mi sembrano pertinenti e giusti per una ampia discussione nella sede congressuale. Quindi è necessario, senza se e senza ma, partecipare al congresso avviando, da subito, un dibattito fra gli iscritti. Solo in tal modo si può rianimare la vita interna del Partito e riaccendere la speranza per un effettivo rilancio della nostra azione politica che ci deve portare alla presentazione di una nostra lista alle prossime elezioni politiche.

  5. Concordo con Mauro! Purtroppo la volpe è sempre sotto il braccio. Craxi Bob si erge a censore indicando chi e dove ha sbagliato ma non fa neanche ad un minimo cenno ai propri errori, al fatto che i suoi stessi comportamenti non sono esenti da critica è da abbandoni della comunità. Più facile e meno impattante giudicare piuttosto che essere giudicato o assumersi colpe che pure ci sono ed viventi!!

  6. Anche a me, lo sciogliere “il vincolo federativo che non risulta essersi mai rotto col PD” pere essere un passo per così dire obbligato verso l’autonomia, e mi trovo altresì d’accordo anche sul proporzionale, in materia di Legge Elettorale, come già altre volte mi è capitato di scrivere (e mi sembra esservi lo spazio per escludere soglie di sbarramento, o averle piuttosto ridotte).

    Non vedo invece come l’idea del “messaggio chiaro ed inclusivo all’area laica e di sinistra del nostro Paese” – che mi sembra significare la costituzione di un unico soggetto politico insieme a tali forze – possa conciliarsi col proposito di riaffermare l’identità e l’autonomia socialista (che, se non ho inteso male, mi pare essere l’obiettivo cui tende l’Autore di queste righe).

    Paolo B. 10.01.2017

  7. Credo che il concetto di Unità ed Autonomia siano un patrimonio comune, e che vada approfondito in sede Congressuale. Non comprendo, invece alcuni “caveat” che mettono in subordine la partecipazione al Congresso. La platea congressuale sarà fatta secondo le regole e sulla base dei documenti politici e della rappresentanza territoriale. Su questo, la fiducia nel gruppo dirigente è massima, anzi, deve essere massima, perchè, altrimenti, viene meno il senso del Congresso tutto. Se mi toccherà di trovarmi in minoranza, resterò minoritario dentro il PSI, nessun problema, ma non metto in discussione il Partito

  8. Lei Direttore potrebbe anche avere ragione in merito a “nessun congresso a tavolino”, ma secondo me è qui che casca l’asino. lei potrebbe avere ragione se riuscisse a confluire a Roma o in qualsiasi altro posto dove si svolgerà il congresso tutti i 17 0 19 mila iscritti, non ricordo bene il numero esatto.Allora lei avrebbe ragione, ma come sappiamo al congresso che dici aperto si recherà solo la vecchia nomenclatura e gli amministratori che pensano al “loro” e non al “nostro”. Questo significherebbe che come il gioco dell’oca insegna, sbagliando casella e strada si ritorna al punto di partenza cioè a come siamo da 24 anni.
    Ma io voglio mettere sul piatto un’ alternativa e farvi ragionare:
    Un congresso unitario ma vero,
    Una linea politica seria e limpida,
    Il ritorno al simbolo del garofano,
    Lista socialista alle prossime elezioni,
    Il ritorno al proporzionale anche corretto,
    Un gruppo dirigente anche collegiale dalle sezioni a Roma,
    E poi una grande mobilitazione dal Nord al Sud sui temi che affliggono i cittadini italiani. Quali, il Lavoro, la sanita’,
    l’ immigrazione la sicurezza, le banche, e una politica che sappia anche dire di No alle politiche Europea della Germania e Francia.
    Se tutto questo signor Direttore viene portato sul piatto di chi crede nel socialismo o chi vuole avvicinarsi a una cultura nuova e in questi anni si è allontanata dal partito o anche solo votare per noi oggi potrebbe ritornare, quindi a Roma al congresso non arriveranno solo chi e schierato ma chi crede in un progetto serio. Meno burocrazia e più fatti apriamo il nostro partito e si crescerà tutti insieme.
    saluti

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