lunedì, 16 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

LE COLPE DEI PADRI
Pubblicato il 23-01-2017


bandieraLe colpe dei padri ricadono sui figli, in Italia anche i debiti. A rilevarlo il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha puntato il dito su alcuni vantaggi per i pensionati e sulla legge di Bilancio 2017, il tutto a discapito delle generazioni future.
Per Boeri con questa manovra cresce “la spesa pensionistica aumentando la generosità di trattamenti su categorie che hanno già fruito di trattamenti più vantaggiosi di chi ne fruirà in futuro”. Il presidente dell’INPS ha puntato l’indice sull’estensione della quattordicesima, dando un giudizio sostanzialmente positivo sull’Ape sociale. “L’intervento sulla quattordicesima può venire a premiare delle persone che si trovano in famiglie dove ci sono altre persone che hanno pensioni elevate o patrimoni ingenti”. Mentre in Italia “c’è un problema molto serio di povertà. Se guardiamo i dati sui consumi è raddoppiata negli anni della crisi nella fascia al di sotto dei 65 anni, e su questo continuiamo a non intervenire in modo sistematico”.
Non risparmia le sue critiche quindi il numero uno dell’Inps che in particolare esprime preoccupazione per le generazioni future sulle quali graverà il peso e gli oneri di alcune scelte fatte oggi. In particolare il problema si concentra per Boeri su quello che viene definito debito implicito, che “è l’insieme delle impegni presi dallo Stato nei confronti degli attuali contribuenti, pensionati e contribuenti futuri. E se si dice che il debito implicito è qualcosa che non ha valore si sta implicitamente dicendo che in futuro si taglieranno le pensioni”. E sulle pensioni ha spiegato: “Nell’ambito del sistema pensionistico permangono forti iniquità, differenze di trattamento macroscopiche anche alla stessa generazione, e su questo fin qui non si è intervenuti” ha aggiunto. Per questo per Boeri bisogna sempre guardare al debito implicito, su cui ha spiegato, “ho visto tanto scetticismo”. E conclude: “Se avessimo avuto calcoli del debito implicito negli anno ’60, ’70 e ’80 le ‘baby pensioni’ non sarebbero state introdotte perché ci si sarebbe resi conto degli oneri pesantissimi che introducevano”.

Fitch: lettera commissione Ue evidenzia pressioni su bilancio
Nel frattempo l’agenzia di rating Ficht rileva l’attuale e alto debito italiano. La lettera della Commissione europea che chiede ulteriori misure di riduzione del deficit da parte del governo italiano evidenzia le pressioni competitive che i Paesi devono fronteggiare nella riduzione dell’elevato stock di debito, dice Fitch Ratings. “Un debito così elevato, ben sopra la mediana del range per la valutazione ‘BBB’ pari a circa il 40% (del Pil), lascia l’Italia esposta a possibili shock negativi e limita gli spazi per politiche fiscali anti-cicliche”, dice la nota Ficth.

Confindustria: da 2014 +651.000 occupati, stallo da metà 2016
Il futuro del Paese dipende passa ancora una volta dai giovani, i quali in Italia si ritrovano sempre nelle classifiche sulla disoccupazione. Anche se dagli ultimi dati da inizio 2014 a metà 2016 l’occupazione è cresciuta, con un incremento che varia tra +2,3% e +2,9% a seconda dell’indicatore usato per misurarla. Le informazioni disponibili per la seconda parte del 2016 indicano che la risalita dell’occupazione ha subito un arresto, anche quella dipendente nell’ultimo quarto dell’anno. La crescita delle persone occupate (+651 mila) è stata trainata dalla componente dipendente.
Lo rileva il Centro studi di Confindustria (CsC), secondo cui l’84% dell’aumento dell’occupazione dipendente registrato nel corso del 2015 (+288 mila unità) è avvenuto con contratti a tempo indeterminato; degli aggiuntivi 210 mila posti di lavoro dipendente guadagnati nei primi 9 mesi del 2016, quasi i due terzi sono a tempo indeterminato.
L’aumento dell’occupazione è quasi interamente avvenuto nei servizi privati, mentre la massiccia perdita nell’industria in senso stretto non è stata recuperata (ancora 715 mila occupati in meno nel terzo trimestre 2016 rispetto a fine 2007).
Si è verificata un’espansione delle opportunità lavorative anche per i giovani: il tasso di occupazione dei 25-29enni è aumentato di 3,8 punti percentuali da fine 2013 a metà 2016, quello dei 15-24enni di 1,7 punti.

Ue, un cittadino su quattro a rischio povertà
Oggi nell’Ue un cittadino su quattro è a rischio di povertà o esclusione sociale, e la povertà lavorativa – il livello salariale estremamente basso – riguarda all’incirca il 10% della popolazione occupata. Anche la povertà dei bambini, prossima al 27%, è motivo di “particolare preoccupazione”.
È quanto viene rilevato dalla Commissione europea alla conferenza dal titolo ‘il pilastro europeo dei diritti sociali’, dedicata alla promozione delle politiche sociali.
Il commissario europeo per l’Occupazione e gli affari sociali, Marianne Thyssen, promette un cambio di marcia. “C’è la necessità di cambiare attraverso un pilastro sociale europeo che risponda a quattro sfide: migliori opportunità di vita per i giovani, buon equilibrio tra vita e lavoro, sfruttare le qualità professionali di tutti, e non lasciare nessuno indietro”. La Commissione europea farà la sua parte, assicura Thyssen. Spetterà però anche agli Stati membri promuovere quelle politiche che si rendono e che si renderanno necessarie. “Politica economica è politica sociale e viceversa, e le due cose non possono essere considerate come a sè stanti”.

Draghi: Europa è l’unico modo per risolvere i problemi di ciascun Paese
Per Draghi la soluzione è aldilà dei confini nazionali, in nome di una maggiore cooperazione. “La collaborazione internazionale è l’unico modo di governare problemi che gli stati nazionali non riescono ormai da molto tempo a risolvere da soli”. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi concludendo il suo intervento a Santena, dove ha ricevuto il premio Cavour “per avere mantenuto l’indipendenza della Banca Centrale Europea”. Tutto il discorso di Draghi è stato incentrato sul parallelismo tra l’azione dello statista risorgimentale e le sfide odierne, per l’Europa e per l’Italia, in tempi di spinte nazionalistiche e protezionistiche. “Specialmente quando la situazione è di diffusa instabilità, sia a livello nazionale, sia sul piano internazionale, è necessaria una conduzione che mantenga saldamente il potere di iniziativa politica”. Con la consegna del premio ha affermato: “Sono commosso per questo premio, che terrò, ma devolverò il controvalore ai terremotati”, rivolgendo il pensiero alle popolazioni terremotate dell’Italia centrale. Il premio ammonta a 2.800 euro.

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