mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Chi di spada ferisce
di spada perisce
Pubblicato il 04-01-2017


In merito all’articolo sui presunti “brogli” nel tesseramento PSI, pubblicato su “La Repubblica” qualche giorno fa, nel quale troneggiavano infamanti affermazioni lesive della dignità e della onorabilità del Segretario socialista,Riccardo Nencini, come pure del PSI e di tutti i Socialisti, in quanto Compagna Socialista di fervente passione politica, nonché onesta e dignitosa militanza, mi sento fortemente offesa e indignata.

Ancor più l’indignazione cresce avendo letto che al nostro Segretario nazionale è stato negato il “diritto di rettifica” sullo stesso quotidiano “La Repubblica”, che tanto incautamente, per mano di un suo poco attento giornalista (Concetto Vecchio), ha diffuso notizie tanto infamanti quanto lesive della dignità e della onorabilità di tutti noi Socialisti, senza prima verificare i fatti con attenzione e diligenza.

Non entro nel merito delle dichiarazioni al vetriolo rese da alcuni ex socialisti, le quali campeggiano a contorno dell’infamante articolo, perché si commentano da sole e tornano al mittente come un boomerang, in quanto coinvolgerebbero gli stessi in ipotetiche responsabilità, ma sicuramente dei suddetti ne esplicitano l’aspetto morale ed etico.

Mi chiedo, pertanto, come mai ci si rassegni con tanta remissività di fronte ad una tale ingiustizia, quando esiste una precisa legge sulla stampa cui dovrebbe farsi immediatamente ricorso per vedere affermato il proprio “diritto di rettifica”.

Trattasi della legge n. 47 dell’8 febbraio 1948, che all’art. 8 così recita:

Risposte e rettifiche:  “Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.

Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.

Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.

Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.

Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l’autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell’articolo 21, può chiedere al pretore, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione…”.

Se da una parte esiste il diritto alla libera manifestazione del proprio pensiero, tutelato dall’articolo 21 della Costituzione, dall’altra parte esistono pure altri diritti costituzionalmente garantiti, come, per esempio, i diritti della personalità, che in questo caso si concretizzano nel diritto di tutela di un soggetto che si ritenga leso da una notizia diffusa attraverso i mass media.

Se in tale ipotesi venisse applicato il “diritto di rettifica”, si avrebbe almeno la possibilità per il soggetto danneggiato di spiegare meglio la notizia divulgata dandone una diversa interpretazione, secondo la propria verità. Risulterebbe, inoltre, sicuramente di maggiore efficacia rispetto al risarcimento in denaro del danno, il quale anche se fosse economicamente esagerato non restituirebbe la dignità all’immagine pubblica, del soggetto leso, macchiata da una notizia infamante.

Indignati noi Socialisti lo siamo, ma remissivi non dobbiamo mai esserlo!

Si pretenda, quindi, la pubblicazione della rettifica su “La Repubblica”, perché se per primi noi Socialisti non ci difendiamo, nessuno ci difenderà.

Qualora, inoltre, ce ne fossero i presupposti, si proceda con querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del giornalista autore dell’articolo infamante, del direttore responsabile della testata giornalistica, nonché del suo proprietario e editore (art. 595 cod. pen. e art. 11 legge sulla stampa n. 47/1948).

Compagni, facciamo in modo tutti che finisca per sempre il tempo della facile diffamazione contro i Socialisti,combattendo ogni giorno con forza e coraggio per difendere l’onore del Socialismo italiano e l’onore di tutti noi Compagni Socialisti che ancora in esso crediamo, per esso viviamo e con esso speriamo in un futuro migliore per tutti!

Angioletta Massimino

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Commenti all'articolo
  1. Carissima Angioletta
    Hai fatto un’azione preziosa nel pubblicare i sensi dell’articolo di Legge per la tutela dalla diffamazione per mezzo stampa. Anche se i socialisti ufficiali sono rimasti in pochi, c’è fra loro chi dispone ancora, come te, delle cognizioni giuridiche e scientifiche in grado di indirizzare, suggerire o costruire proposte e azioni per far valere le nostre ragioni. Spero che vengano messe a disposizione del nostro Segretario Riccardo Nencini affinché si proceda senza ulteriori indugi ad attivare la nostra difesa utilizzando le leggi della nostra Repubblica che non corrispondono a quelle esercitate e disprezzate da quel giornale.
    Disponiamo di pochissimi mezzi e di una sola Voce socialista in grado di manifestarsi pubblicamente qual’é appunto l’Avanti. È la Voce di cui si è servito in prima istanza il nostro Segretario essendogli stata rifiutata la porta d’accesso alla Repubblica come previsto chiaramente dalla legge nr. 47 del febbraio 1948 art. 8. (l’anno di emissione ci può far riflettere sulla differenza tra il primato della Politica di allora e quello odierno).
    Cara Angioletta, scusami se ora mi rivolgo direttamente a Nencini.
    Carissimo Riccardo. Scrivi subito questa difesa ufficiale a tutela dei Socialisti. Pubblicala sull’Avanti e inviala non solo al quotidiano Repubblica bensì a tutti gli altri quotidiani.
    Ci servirà anche come termometro nella misura del grado di rispetto della corretta informazione ancora esistente.
    A te Angioletta, caro Angelo del Socialismo, ti giunga il forte abbraccio dei Socialisti.
    Nicola Olanda

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