giovedì, 25 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Coraggio, venite…
Pubblicato il 06-01-2017


Passiamo dalle carte bollate alla politica. E approfittiamo di un congresso resosi necessario dopo la sospensiva degli organi di Salerno per lanciare messaggi chiari. Venite tutti, nessuno escluso. Chi vuol stare fuori pensi alla sua solitudine e al significato del distacco dalla nostra comunità. Coloro che ci hanno abbandonato si sono persi verso approdi illusori e fallimentari. Tenetelo presente. Ci sono tante cose da migliorare e anche da cambiare nel nostro piccolo partito. Non ci sono tabù inviolabili. L’unica condizione che non possiamo accettare è di violare le regole e di svolgere un congresso che non tenga conto degli iscritti, come pare chiedano alcuni compagni che sulla supposta violazione delle regole hanno costruito la loro identità.

Ancora non è stata fissata la data del congresso, ma alcune risposte chiare mi sento di darle. Noi siamo stati oggetto di un duro attacco, non politico, ma addirittura giudiziario, da parte di qualche esponente, non di Bobo Craxi, col chiaro intento di danneggiare, se non demolire quel che stiamo faticosamente custodendo. Questo è avvenuto di concerto con chi ci ha lasciato, assieme alla poltrona acquisita grazie a noi, è approdato altrove e ci ha pubblicamente manifestato ostilità e derisione. Non si potrà pensare che a fronte di un tale tentativo si offra sul piatto d’argento qualche qualificata e agognata testa. In una situazione di belligeranza i paesi non cambiano i presidenti. In pace tutto può avvenire. Che ci siano compagni che lanciano addirittura l’idea delle primarie mi pare un po’ grottesco. Ma come? Perfino il Pd che le ha praticate con confusa superficialità adesso pare intenzionato a far macchina indietro e noi dovremmo invece inaugurarle, in barba al nostro statuto e alla nostra storia?

Ma è giusto, come accade per le primarie, dare gli stessi diritti agli iscritti e ai non iscritti? E chi tra i non iscritti dovrebbe avere diritto di voto? I socialisti, si dice, tutti i socialisti. E qui si entra nel mare magnum della vexata quaestio sul significato che si attribuisce alla parola. Socialisti quali? Il Pd è un partito del socialismo europeo. Invitiamo anche loro? No, si precisa, anzi il Pd è il partito dal quale bisogna prendere le distanze. E allora per socialisti si intendono coloro che hanno fatto parte del vecchio Psi ventidue anni fa? Cioè un lasso di tempo più lungo di quello coperto dal passato regime. Non è credibile un’idea del genere, no? Anche perché dovremmo costruire un partito di ultra sessantenni, e magari cooptare qualche loro affettuoso figliolo.

Si pensa che attorno a noi, anzi fuori da noi, questa sarebbe l’ultima scoperta dei nostri, si agitano masse di socialisti che vorrebbero far parte del Psi, ma che ne sono stati respinti non si capisce da chi e perché. E di più. Pare che l’ostacolo maggiore al rilancio del Psi sia il suo gruppo dirigente, del quale, fino a un paio di anni fa facevano parte anche gli attuali contestatori, con risultati del partito che non erano certo superiori a quelli conseguiti dopo il loro Aventino. Ma prendiamo anche per buona l’idea che fuori dal Psi ci sia una realtà che bussa alle nostre porte senza trovare ascolto. Perché allora questa realtà non ha, se non in minima parte, risposto alla disponibilità sancita già a Salerno di aprire i nostri organismi provinciali, regionali, nazionali, a rappresentanti di club, associazioni, movimenti di ispirazione socialista?

Questa proposta manterremo ferma anche al prossimo congresso e verificheremo se davvero dinnanzi alla porta si è assiepato un più numeroso nugolo di socialisti. Sappiamo bene che il Psi non è il vecchio Psi, che è una comunità piccola con una grande storia e l’ambizione di rilanciarsi attraverso un’aggregazione non più identitaria come inducono a far pensare i nostri dissidenti che lanciano l’idea di liste socialiste, solo socialiste, alle prossime elezioni. E questo pare francamente curioso e contraddittorio. Curioso perché l’idea di superare da soli l’attuale sbarramento al 3 per cento (addirittura al 4 nel Mattarelum) è piuttosto balzana. Contraddittorio perché quando lo sbarramento era praticamente inesistente gli stessi si sono opposti, tranne una sola eccezione, alla presentazione del simbolo del nostro partito.

Restiamo fermi alla proposta di un’intesa socialista, radicale ed ecologista, che già avevamo lanciato in chiave di moderno liberalsocialismo al congresso di Salerno. Su questa ci confronteremo all’interno del partito e all’esterno. So già che qualcuno pensa che questa altro non sia che una boutade che si dimostrerà irreale e che poi si faranno altri accordi per garantire qualche nostra presenza in Parlamento. Su questo voglio essere altrettanto chiaro. Il Psi non farà come nel 2013 (io su questo confermerei come allora la mia contrarietà). Abbiamo in mente, anche il segretario la pensa così e sta operando in questa direzione, di partecipare alle prossime elezioni, qualsiasi sia il contesto proporzionale che scaturirà dalla nuova legge. Dateci una mano, dunque. Coraggio, venite…

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Commenti all'articolo
  1. Caro direttore, un annuncio di buoni propositi condivisibili, ma non basta!
    Mi auguro che l’ormai certo Congresso di Primavera, si svolga con tutti i crismi di correttezza per non ricadere i errori già commessi.
    E’ auspicabile un Partito aperto alle Associazioni, alla Società in senso lato, è giusto dare spazio ai loro contributi politici, ma il Partito deve essere governato da Compagni Militanti, rappresentanti dei territori.
    Si è chiuso il tesseramento 2016 il 31 Dicembre e questo sia.
    La cosa più importante sarà la Linea Politica che dovrà uscire dal Congresso e siccome è impossibile che ciò avvenga solo nello spazio Congressuale,sarebbe opportuno aprire un confronto nell’ambito di tutte le Federazioni Provinciali, compreso le rappresentanze all’estero, per dare l’opportunità a tutti i Compagni iscritti, di esprimersi sugli indirizzi e su una nuova Politica che dovrà assumere il Partito.
    Il documento predisposto da una Commissione apposita, dovrà essere la sintesi di tutti i documenti redatti dalle varie Federazioni, dovrà essere fatto proprio dal Candidato Segretario e votato dal Congresso.
    Solamente in questo modo i Compagni tutti,si sentiranno coinvolti con un’identità di appartenenza e invogliati a lavorare per la Causa Comune.
    Un’altra cosa sono i documenti di eventuali Tesi Congressuali.
    Un Caro Saluto.

  2. Il numero di tesserati, fornito dal Direttore nel suo FONDO del 5 gennaio, è sicuramente motivo di orgoglio per chi guida un partito, ed è altresì importante perché permette di conservare una struttura organizzativa, e di tenere un Congresso con una significativa rappresentanza e relativo confronto di idee e posizioni.

    Ritengo purtuttavia che le fortune elettorali, ossia l’obiettivo cui tende per sua natura ogni forza politica, dipendano soprattutto da due fattori, in primo luogo la cosiddetta LEADERSHIP, specie dopo la fine dei partiti identitari, e il programma, ossia le proposte che vengono fornite per potere affrontare i problemi del momento.

    Se un partito dispone di un LEADER carismatico, essendo questi che può catalizzare i consensi del corpo elettorale, cade a mio avviso di fatto la necessità, o l’opportunità, di unirsi ad altre formazioni, per ingrossare la fila dando vita ad un nuovo soggetto politico, anche perché l’aggregarsi con altri farebbe perdere quella specificità ed identità impersonata dal LEADER.

    Ma anche se si deve puntare sul programma, il mettersi con altri – i cui punti di vista non possono essere oggettivamente coincidenti, proprio perché sono “altri” – porterebbe, secondo il mio vedere, a programmi piuttosto generici, fatti sostanzialmente di propositi abbastanza astratti, visto che in questo modo può essere più semplice trovarsi d’accordo e sottoscrivere intese.

    Mentre io credo invece – se per l’appunto avesse a verificarsi quanto ho appena detto – che chi si reca alle urne sia sempre più interessato a conoscere i modi con cui un partito intende dar risposta all’una o l’altra questione del mondo d’oggi (questioni che sembrano non trovare soluzione).

    Per queste ragioni mi lascia molto perplesso “un’intesa socialista, radicale ed ecologista”, che viene per così dire contrapposta al “partito di ultra sessantenni”, i quali hanno sicuramente molti limiti, anche fisici, ma sono comunque visti come gli eredi del vecchio PSI, ovvero di quella entità politica che seppe portare in “alto” il Paese, e delle cui “qualità” qualcuno, seppur lentamente, si sta accorgendo.

    Non a caso, riguardo a quest’ultimo aspetto, poco tempo fa anche un politico straniero ha riconosciuto le lucide intuizioni, e proposte, che all’epoca ebbe un Ministro degli esteri socialista riguardo al problema immigrazione, e mettendo insieme i vari elementi mi sono fatto l’opinione che i socialisti potranno riprendersi, prima o poi, soltanto se resteranno legati a quel loro passato – fatto di idealità ma anche di pragmatismo e concretezza – che è un “patrimonio” difficilmente divisibile con altri.

    Paolo B. 07.01.2017

  3. Il numero di tesserati, fornito dal Direttore nel suo FONDO del 5 gennaio, è sicuramente motivo di orgoglio per chi guida un partito, ed è altresì importante perché permette di conservare una struttura organizzativa, e di tenere un Congresso con una significativa rappresentanza e relativo confronto di idee e posizioni.

    Ritengo purtuttavia che le fortune elettorali, ossia l’obiettivo cui tende per sua natura ogni forza politica, dipendano soprattutto da due fattori, in primo luogo la cosiddetta LEADERSHIP, specie dopo la fine dei partiti identitari, e il programma, ossia le proposte che vengono fornite per potere affrontare i problemi del momento.

    Se un partito dispone di un LEADER carismatico, essendo questi che può catalizzare i consensi del corpo elettorale, cade a mio avviso di fatto la necessità, o l’opportunità, di unirsi ad altre formazioni, per ingrossare la fila dando vita ad un nuovo soggetto politico, anche perché l’aggregarsi con altri farebbe perdere quella specificità ed identità impersonata dal LEADER.

    Ma anche se si deve puntare sul programma, il mettersi con altri – i cui punti di vista non possono essere oggettivamente coincidenti, proprio perché sono “altri” – porterebbe, secondo il mio vedere, a programmi piuttosto generici, fatti sostanzialmente di propositi abbastanza astratti, visto che in questo modo può essere più semplice trovarsi d’accordo e sottoscrivere intese.

    Mentre io credo invece – se per l’appunto avesse a verificarsi quanto ho appena detto – che chi si reca alle urne sia sempre più interessato a conoscere i modi con cui un partito intende dar risposta all’una o l’altra questione del mondo d’oggi (questioni che sembrano non trovare soluzione).

    Per queste ragioni mi lascia molto perplesso “un’intesa socialista, radicale ed ecologista”, che viene per così dire contrapposta al “partito di ultra sessantenni”, i quali hanno sicuramente molti limiti, anche fisici, ma sono comunque visti come gli eredi del vecchio PSI, ovvero di quella entità politica che seppe portare in “alto” il Paese, e delle cui “qualità” qualcuno, seppur lentamente, si sta accorgendo.

    Non a caso, riguardo a quest’ultimo aspetto, poco tempo fa anche un politico straniero ha riconosciuto le lucide intuizioni, e proposte, che all’epoca ebbe un Ministro degli esteri socialista riguardo al problema immigrazione, e mettendo insieme i vari elementi mi sono fatto l’opinione che i socialisti potranno riprendersi, prima o poi, soltanto se resteranno legati a quel loro passato – fatto di idealità ma anche di pragmatismo e concretezza – che è un “patrimonio” difficilmente divisibile con altri.

    Paolo B. 07.01.2017

  4. Carissimo compagno Direttore,condivido in pieno il tuo articolo.Consentimi di aggiungere per il prossimo congresso di aprire il tesseramento al PSI ai compagni del Nuovo PSI di Stefano Caldoro,nonchè accogliere coloro che hanno dato un contributo al nostro Avantonline ed ai lettori che vorranno contribuire e che daranno una comuniczione del versamento spontaneo con i relativi estremi.Ti abbraccio.Manfredi Villani.

  5. E’ senz’altro apprezzabile l’attenzione di Manfredi Villani verso il Nuovo PSI, anche perché sembra voler dire, almeno così l’ho intesa, che occorrerebbe innanzitutto ricomporre la “diaspora” socialista, ma io credo – parlando a semplice titolo personale, e senza sapere se vi siano iniziative in corso tra i rispettivi vertici – che tale percorso possa realizzarsi, o avviarsi, solamente su basi politiche, nel senso che deve esservi convergenza sulla “Linea Politica”, da vedersi come la “cosa più importante” per usare le parole di Adriano Antognetti, e perché mi sembra, se non ricordo male, che siano state proprio le differenti opinioni in proposito a farci prendere allora strade diverse.

    Paolo B. 07.01.2017

  6. Personalmente non credo nella definizione di “socialista” per autocertificazione. Esiste il PSI, seppur piccolo, membro a pieno titolo del PSE e dell’Internazionale Socialista: hic Rhodus, hic salta. Sulla apertura del congresso ad altre realtà sono d’accordo a patto che siano realtà autonome con una qualche affinità di pensiero con il PSI (ambientalisti, radicali, laici), al fine di studiare insieme le forme ed i modi di un’azione politica incisiva. Mi pare giusto ricordare che l’alleanza con il PD (obbligata e necessaria) non è sinonimo di fusione: 19000 iscritti-militanti diffusi sul territorio Nazionale ci permettono di avere dignità politica autonoma ed unitaria. Naturalmente non possiamo permetterci pigrizie nè risentimenti se vogliamo crescere con pazienza e pervicacia, forti delle posizioni politiche che usciranno dal Congresso. L’intendance suivra!

  7. Personalmente non credo nella definizione di “socialista” per autocertificazione. Esiste il PSI, seppur piccolo, membro a pieno titolo del PSE e dell’Internazionale Socialista: hic Rhodus, hic salta. Sulla apertura del congresso ad altre realtà sono d’accordo a patto che siano realtà autonome con una qualche affinità di pensiero con il PSI (ambientalisti, radicali, laici), al fine di studiare insieme le forme ed i modi di un’azione politica incisiva. Mi pare giusto ricordare che l’alleanza con il PD (obbligata e necessaria) non è sinonimo di fusione: 19000 iscritti-militanti diffusi sul territorio Nazionale ci permettono di avere dignità politica autonoma ed unitaria. Naturalmente non possiamo permetterci pigrizie nè risentimenti se vogliamo crescere con pazienza e pervicacia, forti delle posizioni politiche che usciranno dal Congresso. L’intendance suivra!

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