venerdì, 26 maggio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Croce, le leggi razziali e i pregiudizi antisemiti della cultura liberale
Pubblicato il 23-01-2017


olycom - benedetto croce - MAGGIO 1946 ROMA - IL FILOSOFO E POLITICO BENEDETTO CROCE PARLA AL CONGRESSO DEL PLI, PARTITO LIBERALE ITALIANO, LEGGERE, FOGLIO, DISCORSO, PARLARE, ANNI 40, ITALIA, B/N

Quando si celebra la Giornata della Memoria, càpita di leggere articoli che ricordano il silenzio degli intellettuali che non si opposero alle leggi razziali. Si rimuove invece il fatto che immagini, stereotipi e schemi mentali allignano anche tra gli intellettuali liberali antifascisti, come traspare da questo giudizio del critico letterario Luigi Russo sul collega Attilio Momigliano: “Nel caso del Momigliano, le sue particolari origini semitiche ci possono aiutare a intendere certe attitudini ascetico-contemplative della sua mente, la solitudine fisica del suo stile, e però anche qualche tiepidezza e distanza storica della sua opera letteraria. Difetto quest’ultimo a cui egli ha cercato di rimediare non solo con una assidua disciplina di studi, ma anche affiatandosi con animo puro e di non facile e opportunistico convertito, da vile marrano (la frase ora torna di moda), alle fonti più alte della religiosità cristiana.” Lo stesso Benedetto Croce che faceva parte dell’Istituto veneto di scienze lettere ed arti e in tale qualità a seguito delle leggi razziali del 1938 ricevette un questionario da riempire per dichiarare se fosse oppure no ebreo, non fu esente da pregiudizi.
È vero che il filosofo rispose al presidente dell’Istituto con una lettera che fa di Croce un ebreo d’elezione: “Gentilissimo Collega, ricevo oggi qui il questionario che avrei dovuto rimandare prima del 20. In ogni caso, io non l’avrei riempito, preferendo di farmi escludere come supposto ebreo. L’unico effetto della richiesta dichiarazione sarebbe di farmi arrossire, costringendo me che ho per cognome CROCE, all’atto odioso e ridicolo insieme, di protestare che non sono ebreo proprio quando questa gente è perseguitata…”. E tuttavia, questa bella lettera non ci deve far dimenticare un affondo del filosofo nei confronti di Carlo Marx, contenuto nel saggio “Monotonia e vacuità della storiografia comunistica” (1949), che suona come giudizio negativo nei confronti del popolo di Israele: ”Onde io, che ho sempre ripugnato e ripugno alla dottrina naturalistica e fatalistica delle razze, non posso in questo caso astenermi dal pensare, non già propriamente al sangue, ma alle tradizioni e abiti giudaici del loro autore, e a quel che nella singolare formazione storica della gente ebraica avvertivano i Romani come il loro “adversus omnes alios hostile odium”, trasferito a odio di tutta la storia umana, antichità classica, medioevo cristiano, libertà moderna, che, invece di essere rappresentata da Omero, da Dante, da Shakespeare, da Platone, da Kant e da Hegel, viene rappresentata dallo Schiavo, dal Servo, dal Proletario. Questa loro visione si connette con ciò che Volfango Goethe nei Wanderjahre, notava degli ebrei: che essi non possono fondersi con noi, perché non riconoscono – diceva – le origini storiche della nostra civiltà, e a loro ripugna la nostra storia che non è la storia loro, informata ad una loro singolare idea di dominazione”.
Non va dimenticato che il giudizio di Luigi Russo contenuto nel libro “La critica letteraria contemporanea” (1943), non soppresso nelle edizioni successive della fortunata opera, e quello di Croce di alcuni anni dopo, cadevano nel clima storico-politico dell’Italia del dopoguerra, dove la piena condanna della persecuzione razziale non era una priorità e nell’aria si respirava un rinnovato antisemitismo, visibile nella difficoltà a restituire agli ebrei i loro beni e i loro diritti, a reintegrarli nei loro posti di lavoro.

Lorenzo Catania

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento