martedì, 28 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Dopo il Consiglio nazionale
Pubblicato il 28-01-2017


Ottimo Consiglio nazionale. Votate all’unanimità le riforme dello statuto e il regolamento congressuale. Convocato il congresso, con ogni probabilità a marzo a Roma. Nencini ha svolto una relazione politica, convinto di avere messo in sicurezza il partito, dopo vicende che ne potevano compromettere il futuro. Bobo Craxi ha preso nettamente le distanze da coloro che lo hanno portato in tribunale chiedendo esplicitamente il ritiro di ogni iniziativa giudiziaria e annunciando la sua partecipazione al Congresso.

Per parte mia ho affrontato i temi che il partito deve discutere subito, prima del congresso, e sono relativi all’ipotesi di scioglimento anticipato della legislatura e alla posizione relativa alla legge elettorale. E’ difficile trovare un solo argomento politico che giustifichi il ricorso anticipato alle elezioni da parte di un partito, sarebbe meglio dire di una parte del partito, che detiene oggi la maggioranza dei seggi alla Camera e, sia pur in coalizione, anche al Senato. E’ la prima volta che un partito così pretende lo scioglimento delle Camere per arrivare, se gli va bene, con una legge elettorale come il Consultellum, a portare a casa meno parlamentari di adesso e un governo assieme a Berlusconi.

C’é anche un rischio politico evidente. Arrendersi un anno prima attraverso una crisi che non può che essere parlamentare ed implicare un voto di sfiducia al governo Gentiloni porta a una dichiarazione di incapacità a governare che in campagna elettorale può trasformarsi in un clamoroso autogol. Anche tra il 1996 e il 2001 si susseguirono tre governi di centro-sinistra, Prodi, D’Alema e Amato (tanti quanti sono stati quelli di Letta, Renzi e Gentiloni), ma la legislatura si completò regolarmente. Oggi stiamo vivendo un triplice paradosso italiano. Il partito dominante vuole anticipare il voto che, se gli va bene, gli consentirà di essere più debole, la Corte costituzionale si è trasformata in ente legislativo e i vescovi si occupano di leggi per l’elezione non del papa ma del Parlamento italiano.

Noi dobbiamo affermare coi nostri cinque parlamentari la centralità del Parlamento e la priorità della politica. A parte il fatto che le due leggi elettorali, l’Italicum due per la Camera e il Porcellum modificato per il Senato, hanno caratteristiche diverse, l’una é fondata sulle liste, l’altra sulle coalizioni, l’una sulle preferenze tranne che per i capilista, l’altra non si sa, non sta scritto da nessuna parte che la legge elettorale sia semplicemente il risultato degli interventi della Corte. Non é la prima volta che avviene. In materia di diritti civili la Corte, assieme ai tribunali e agli organismi europei, ha deliberato assai più del Parlamento. Ma questo é inaccettabile.

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Commenti all'articolo
  1. Ottime notizie dopo mesi di tensione. Nulla osta che la Legislatura si compia naturalmente, salvo colpi di mano difficili poi da spiegare ai cittadini. Se da un lato l’atteggiamento di Renzi è comprensibile sul piano personale, non lo sarebbe affatto sul piano politico. Tuttavia siamo comunque in anno elettorale ed è bene per tutta la galassia del centro-sinistra che assuma una posizione definitiva: in questo periodo, ogni fotografia scattata al PD, risulterebbe fuori fuoco

  2. Carissimo Mauro
    Accolgo con un parziale piacere che è stato un buon Consiglio nazionale. Il parziale si riferisce al fatto che malgrado il rientro in orbita di Bobo Craxi, la sua dissociazione dai compagni dissenzienti, non è valsa a rimuovere costoro dalle posizioni precedenti.
    Nella Rubrica “Notizie in breve” avevo auspicata l’opportunità che la data del Congresso non fosse ravvicinata, ma valutata in modo da consentire la più ampia partecipazione al dibattito nelle Sezioni, Federazioni Provinciali e Federazioni Regionali ( quindi non a Marzo come è emerso in Consiglio ma tra fine Aprile e metà maggio).
    Questo tempi sono indispensabili, oltre che per le nostre necessità interne relative alla progettualità delle Mozioni e al recupero della Diaspora, anche per poter trasferire nel Congresso i frutti che si riusciranno a cogliere dagli appuntamenti della Marianna e Bertinoro, a prendere cognizione dei meccanismi della nuova Legge elettorale per potere valutare le reciprocità dei contenuti nelle alleanze con le altre forze politiche tra cui importante lo spazio da dedicare al cantiere aperto da Pisapia. Solo in questo modo si potranno prevenire eventuali strumentalizzazioni e cavilli statutari e dimostrare la piena e convinta apertura e disponibilità al confronto democratico interno ed esterno al PSI.
    Fraternamente da Nicola Olanda

  3. Forse sono rimasto indietro, ma cosa aveva di irregolare il congresso di Salerno? Lo chiedo perché la convocazione di un nuovo congresso, a soli undici mesi dal precedente, evidentemente implica che quest’ultimo sia ritenuto irregolare anche dai vertici del Partito.
    Cordiali saluti, Mario.

  4. Trovo condivisibile il “calendario del lavori” prospettato dal Direttore, se non ho frainteso le sue parole, nel senso che determinati temi andrebbero discussi prima dell’appuntamento congressuale, vedi per l’appunto la posizione relativa alla legge elettorale, anche perché, mi permetto di aggiungere, le pagine dell’Avanti possono raccogliere le opinioni in proposito di chi vi scrive, commenti inclusi, il che mi sembrerebbe tornare pure utile ai vertici del partito per comprendere o intuire il pensiero della “base” socialista.

    Mi trovo anche d’accordo sull’idea che non dovrebbe esservi “la corsa al voto”, senza aver prima approvato una nuova legge elettorale, proprio per far emergere “la centralità del Parlamento e la priorità della politica”, come evidenzia il Direttore, perché c’è l’indesiderabile rischio che nel comune sentire la politica perda di peso ed importanza se viene meno al proprio ruolo, il che succede ogniqualvolta delega ad altri i propri compiti.

    Il maggior tempo a disposizione, prima del voto, potrebbe anche servire ai socialisti per prefigurare un “profilo” di Riforma costituzionale che, in una con la legge elettorale, metta insieme rappresentanza popolare e governabilità, vuoi perché si tratta di questione abbastanza sentita vuoi perché, io credo, si ha poi più forza nel richiedere eventualmente un’Assemblea Costituente, se cioè si è già in grado di avanzare proposte concrete, a comprova che non si vuole soltanto “prender tempo”, come qualcuno potrebbe sospettare.

    Un po’ diverse mi sembrano tuttavia le previsioni del Segretario, almeno nel leggere il suo editoriale “Parlare agli italiani”, dove si dice che “ le elezioni sono alle porte”, ed è forse la ragione per la quale egli sembra puntare sul Mattarellum, ossia un sistema elettorale già pronto e che, sempre a suo dire, “darebbe una bella spinta a mantenere integra l’autonomia del partito”, immagino, riguardo a che quest’ultimo aspetto, per via della quota proporzionale.

    Ma se l’autonomia del partito è legata al proporzionale – mi permetto di interpretare detto passaggio dell’Editoriale, e di proseguire nel discorso – si dovrebbe allora puntare su un proporzionale completo, anziché al 25%, dal momento che vi sono già altre forze orientate su questa linea, e perché sarebbe forsanche la strada per tentare il “recupero della Diaspora”, come mi sembra venire auspicato pure nel commento di Nicola.

    Paolo B. 29.01.2017

  5. Mi auguro che si convochino riunioni per discutere su diversi temi in preparazione del congresso. La questione di Bobo Craxi ha portato un seme positivo, e io penso che l’atteggiamento giusto non sia quello di dire “però non è successo anche ….” ma saper valorizzare il dato migliore.
    Sulla durata della legislatura: personalmente non sono a favore delle elezioni anticipate (un altro vezzo tutto italiano, anche se non siamo i soli) innanzi tutto perchè Gentiloni mi sembra una persona affidabile, poi perchè ci sono mille problemi gravi da affrontare, poi perchè, nel caso, non mi sentirei di appoggiare l’attuale PD nè Renzi (allo stato attuale, nulla vieta che qualcosa migliori). Sulla legge elettorale sono per il proporzionale senza liste bloccate e per una legge uguale sia al Parlemento che al Senato

  6. Sono dello stesso parere della Grande Rosalia.
    Gentiloni è certamente più affidabile di Renzi, ha un gradimento superiore anche nell’opinione pubblica, ha certamente una maggiore disponibilità al dialogo.
    Le elezioni si debbono tenere alla scadenza naturale.
    Per la legge elettorale, giusto sia omogenea per i due rami del parlamento e che rispetti la volontà del cittadino elettore che non deve essere privato della facoltà riconosciutagli dalla costituzione di scegliere i propri rappresentanti .

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