domenica, 26 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Dopo la Consulta un errore la corsa al voto
Pubblicato il 26-01-2017


Consulta - votazione La legge elettorale uscita dalla sentenza della consulta è applicabile. Ma che sia anche congrua è cosa diversa. La Corte ha fatto il proprio compito, ha stabilito cosa rispettasse il dettato costituzionale e cosa no. Fare le leggi è invece compito del Parlamento che altrimenti verrebbe scavalcato da un altro organo costituzionale. Sulla legge elettorale, ha detto il  presidente del Senato Pietro Grasso, “dev’esserci un’intesa”, quindi “il Parlamento si deve pronunciare” e allora “i partiti la trovino”. “A me piace sempre leggere le motivazioni per comprendere meglio al di là di un comunicato stampa”, ha detto ancora Pietro Grasso. Alla luce degli interventi della Corte Costituzionale, come noto vi sono difformità tra la legge per l’elezione del Senato e della Camera, “parecchie differenze”, rileva Grasso, ma “non c’è dubbio che bisogna prenderne atto”. Ciò detto, “penso che bisogna sedersi attorno a un tavolo”, ha esortato il presidente del Senato, “trovare le soluzioni che la politica dovrà mettere insieme per ridurre tutte quelle differenze che determinano certamente la probabilità di maggioranze non uguali, non omogenee, tra i due rami del Parlamento”.

Il presidente del Senato ha quindi elencato le differenze tra i due sistemi: “C’è un premio per la lista alla Camera, mentre al Senato ci sono le coalizioni; le soglie di sbarramento sono diverse: il 3% alla Camera e l’8% al Senato che però può ridursi al 3% nei partiti coalizzati ma se la coalizione supera il 20%; le preferenze di genere alla Camera e la preferenza unica al Senato; infine i capilista nominati alla Camera e la preferenza al Senato; le pluricandidature con sorteggio alla Camera e non al Senato”.

Nella riunione dell’ufficio di Presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio che si è svolta questa mattina, il tema della legge elettorale all’indomani della sentenza della Consulta che ha bocciato alcuni aspetti dell’Italicum non è stato ancora sollevato. Tantomeno il Pd che ieri aveva rilanciato il Mattarellum. “La Consulta – ha detto Ettore Rosato capogruppo Pd alla Camera –  ha confermato la correttezza dell’Italicum: una legge confermata quasi in tutto tranne che nel ballottaggio. Il sistema uscito dalla Consulta consente di andare al voto subito ma siccome all’assemblea del Pd all’unanimità avevamo votato il Mattarellum in pochi giorni i partiti ci dicono subito sì o no altrimenti si può andare con questa legge”.

Di parere opposto Roberto Sparenza della minoranza interna: “Il Parlamento nelle prossime ore avvii una discussione per una nuova legge elettorale” e “se si riappropri della potestà legislativa”. Con la sentenza della Consulta, ha spiegato, “passiamo dalla legge più maggioritaria del mondo a una totalmente proporzionale. Il proporzionale puro significa che per fare un governo bisognerà fare le larghe intese e io questo scenario lo voglio evitare”. Per Speranza “il Mattarellum è una buona base di partenza, una buona soluzione anche perché  consente ai cittadini di scegliere il proprio eletto”.

Nel dibattito entra anche il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. “Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti che ci siano due leggi elettorali frutto del lavoro della magistratura. Non è normale un Paese in cui la magistratura detta tempi e modi all’amministrazione, vuol dire che la politica non ha fatto il suo mestiere”. “La politica deve riflettere e interrogarsi su questo” ha concluso Galantino.

Il bersaniano Zoggia chiede  un momento di riflessione. “Non capisco tutta questa enfasi e questi entusiasmi in certi ambienti del mio partito: la Corte costuzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’Italicum e questo dovrebbe farci riflettere. Ora credo sia necessario un confronto interno sereno ma serrato che ci porti al congresso e a  riconoscere errori e correzioni da fare”.

Per il presidente della Regione Toscana, e candidato alla segreteria nazionale del Pd Enrico Rossi sarebbe “un errore andare a votare subito, perché il paese ha alcuni problemi da risolvere a iniziare dall’emergenza dei terremoti, fino alla disoccupazione giovanile”. “Il governo Gentiloni deve durare fino alla naturale scadenza se fa le cose e risolve questi problemi. E penso che il Pd debba sostenerlo perché queste cose vanno fatte”.  Rossi ha ricordato che oltre alla sentenza della Consulta “c’è un preciso pronunciamento del Presidente della Repubblica per armonizzare le leggi elettorali tra Camera e Senato” e che a suo parere bisogna “puntare sul Mattarellum”.

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