sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Effetto Brexit. L’euro sorpassa la sterlina
Pubblicato il 16-01-2017


brexitPer la prima volta nella storia, l’euro vale più della sterlina inglese. Gli effetti della Brexit cominciano a notarsi. Gli inglesi in partenza per l’eurozona per ogni sterlina otterranno 97 centesimi di euro. Questo è il cambio praticato dall’International Currency Exchange, società di cambi presso uno dei sei aeroporti di Londra.

In poco meno di un anno, la moneta britannica ha perso un quinto del suo valore. Dopo tre mesi e mezzo dal referendum sull’Unione Europea, il declino della moneta britannica ha subito una spinta maggiore per le paure dei mercati sui danni causati dalla Brexit all’economia del Regno Unito per l’uscita dalla UE anche se ciò avverrà non prima del 2019 senza sapere ancora a quali condizioni.

Così è iniziata la discesa della sterlina sull’euro. Dal 23 giugno scorso ha perso il 15% della sua quotazione. Venerdì scorso il cambio con l’euro ha chiuso ad 1,11 segnando anche il tasso di cambio più basso con il dollaro statunitense degli ultimi trentuno anni dopo aver subito un crollo vertiginoso del 6% del proprio valore nel corso della giornata di contrattazioni.

Le cause in parte sembrerebbero dovute ad un algoritmo che ha messo in moto automaticamente operazioni di vendita determinando una fuga di massa balla moneta britannica.

Naturalmente, i cambiavalute offrono sempre un cambio meno vantaggioso rispetto a quello ufficiale per coprirsi dalle oscillazioni sui cambi e per garantirsi il margine di guadagno sull’intermediazione. In media la differenza è inferiore del 15 per cento rispetto al cambio ufficiale fissato nelle borse valori.

Così i turisti inglesi in partenza per una vacanza in uno dei Paesi dell’eurozona (Francia, Spagna, Italia, etc) per avere con se un po’ di denaro contante in euro ricevono una sgradita sorpresa nel ricevere meno euro delle sterline che danno in cambio. In un prossimo futuro, secondo autorevoli analisti della City, non si può escludere la parità tra sterlina ed euro e perfino tra sterlina e dollaro statunitense.

Già adesso si stanno sviluppando gli effetti mediatici dei “no Brexit” che chiedono ai “Brexiters” se ora sono ancora felici per aver votato Brexit. Il commento si trova sui social network inglesi dove alcuni lo stanno inserendo.

A pagare le conseguenze dell’uscita dalla UE sono in primo luogo coloro che l’hanno sostenuta politicamente facendo leva sulla classe medio-bassa e sul popolino che detesta l’immigrazione e vive il disagio sociale per la globalizzazione e per la rivoluzione digitale senza capire che gli immigrati portano sviluppo, risorse lavorative, inventiva senza rubare posti di lavoro ma ne creano di nuovi.

Improvvisamente, forse, davanti ad un cambiavalute degli aeroporti londinesi si chiederanno se votare a favore della Brexit non sia stata una buona idea.

Per gli abitanti dell’eurozona sarà più invitante andarsi a fare una vacanza a Londra dove spenderanno meno soldi grazie a quell’euro da molti vituperato e spesso anche disprezzato.

Salvatore Rondello

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