martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Gentiloni, crescita e lavoro per rilanciare la Ue
Pubblicato il 18-01-2017


“Con la cancelliera Merkel abbiamo parlato del destino dell’Europa: sappiamo che attraversa una fase difficile. Italia e Germania sono tra i paesi convinti della straordinaria importanza del futuro europeo”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Berlino dove ha incontrato Angela Merkel. Il premier, in costante contatto con l’Italia per seguire l’evoluzione delle forti scosse di terremoto che hanno colpito l’Italia centrale, ha avuto un bilaterale con la cancelliera. “Italia e Germania – ha continuato – intendono lavorare insieme per rilanciare la Ue pensando alle sfide che ha davanti su crescita, lavoro, investimenti, migranti e difesa dei nostri principi”, ha aggiunto. “Non possiamo dare la sensazione che in un mare in tempesta l’Ue si muova con un piccolo cabotaggio e adotti una sorta di flessibilità a corrente alternata: molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia sulle questioni fondamentali come la questione migratoria”.

Poi sui migranti ha aggiunto: prima si parlava di “un’Europa a due velocità, oggi mi pare si parli di un’Europa a due rigidità, molto rigida su alcune cose, molto meno su altre”. “Spero che su questione migratoria si possa fare una scommessa comune di tutta l’Europa”, ha aggiunto il premier. Non è solo l’Italia, anche la Germania sopporta il peso, ha proseguito Gentiloni, “non possono essere solo quattro paesi a sostenere il peso del problema migratorio”.

“L’Ue – ha aggiunto – attraversa una fase difficile ma l’Italia e e la Germania sono convinti della straordinaria importanza del futuro  dell’Ue”. “Nei prossimi appuntamenti, e” in particolare “nel Vertice di Roma a marzo “dovremo confermare i valori  dell’Unione e descrivere i prossimi passi avanti possibili  per rilanciare l’Europa pensando alle sfide”, ad esempio “su  crescita, lavoro e investimenti”.

Nel corso della conferenza stampa Angela Merkel ha definito l’immigrazione  un problema di tutta l’Ue. “Non è un problema che riguarda singoli paesi ma tutta l’Unione europea. Libera circolazione e Schengen si possono affrontare solo se si trova una soluzione al problema della migrazione”. “Non c’e’ ancora una soluzione sostenibile sull’immigrazione e non tutti i paesi europei sono allo stesso livello sulla responsabilità che si assumono”.

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