martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Giustizia. Locatelli, compiuti passi avanti. Ma non basta
Pubblicato il 19-01-2017


Buemi-giustizia-riformaSi sono svolte mercoledì 18 gennaio a Palazzo Madama, le tradizionali comunicazioni del Ministro della giustizia per fare il punto sullo stato della giustizia in Italia. Il ministro Andrea Orlando, parlando ai senatori, ha comunicato un miglioramento della situazione in Italia, con l’avvicinamento alla media europea.

Il guardasigilli ha detto che “i dati mostrano un progresso del sistema giudiziario italiano con numeri sensibilmente avvicinatisi alla media europea. Un’inversione di tendenza evidenziata anche nei rapporti internazionali, dove l’Italia è valutata assai positivamente per l’ampia disponibilità di sistemi di risoluzione alternativa delle controversie, su cui in questi anni abbiamo spinto molto, grazie ad una significativa politica di incentivi”.

Parlando di internet, Orlando ha sottolineato che si tratta di uno “straordinario veicolo di conoscenze e informazione, ma che proprio per questo deve crescere nei profili di responsabilità da parte dei singoli soggetti che su di essa operano”.

Il ministro ha evidenziato le sfide del futuro, dove si governa in un contesto dove i confini nazionali sono sempre meno importanti: “Si governa sempre più su scala internazionale, tramite accordi fondati sulla condivisione dei poteri, cresce la criminalità transfrontaliera e informatica, e la risposta non può più essere solo nazionale il rischio è che rimaniamo a fare la guardia a un bidone ormai vuoto”. In tal senso Orlando ricorda “il progetto di istituzione di una Procura europea con un livello alto di efficienza che potesse avere in prospettiva competenza anche in materia di terrorismo e criminalità organizzata”.

“Nessuno può negare – ha affermato in Aula il capogruppo socialista Pia Locatelli – che in questa legislatura siano stati compiuti molti importanti passi avanti in tema di giustizia, gliene diamo atto. Ricordo la depenalizzazione di quarantuno reati, fatto positivo per noi socialisti, ma che presenta qualche criticità: tra i quarantuno non c’è il reato di immigrazione clandestina, un reato sbagliato e controproducente, perché ingolfa i tribunali e rende più difficili le espulsioni. La seconda criticità riguarda la depenalizzazione relativa all’interruzione di gravidanza in strutture non autorizzate. Va benissimo la depenalizzazione, ma non va bene l’inasprimento delle multe, che, se prima erano di 51 euro, ora vanno da 5.000 a 10.000 euro. Chiediamo a lei, come abbiamo già fatto con la Ministra Lorenzin, di cancellare o quanto meno attenuare l’inasprimento”.

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