sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Gli interessi dei cittadini? Grillo difende solo il suo Blog
Pubblicato il 02-01-2017


Non ho alcun dubbio: sto dalla parte del presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella. Per troppo tempo, infatti, ci siamo baloccati ,definendo la Rete “anarchica”, liberale, ”contro il potere “,libera,autonoma dalle lobbies,ecc. E per troppo tempo ci siamo schierati contro ogni proposta che tendeva a regolamentare l’incontrollato afflusso di notizie,senza conoscerne la veridicità,senza alcuna verifica: informazioni vere,false,tendenziose,calunniose ,anche “pericolose” (perché a sfondo criminale).
Finalmente ora un’autorità importante,come l’Antitrust, trova il coraggio di dire “Basta” e Pitruzzella propone, non di creare improponibili forme di censura,ma di rafforzare la tutela dei diritti della Rete. “Se vogliamo controllare il potere politico – aggiunge – ed evidenziare quello che di sbagliato politici ed uomini dell’economia fanno,dobbiamo avere una Rete che sia credibile. Occorrono informazioni vere ,altrimenti c’è la nebbia e la nebbia non giova mai alla democrazia”. Ovviamente il solito Beppe Grillo ha parlato a sproposito ,nel suo abituale stile cialtronesco,di “Tribunale dell’Inquisizione”, come se si volesse mettere in discussione il suo blog e non le fandonie e falsità che il suo,come tutti gli altri blog ,pubblicano impunemente. Senza contare gli insulti sistematici,le calunnie a getto continuo, le post,anzi “le non verità “ che ogni giorno migliaia di navigatori pubblicano impunemente .
Quasi nessuno interviene ; raramente la polizia postale se c’è una denuncia motivata, quasi mai i gestori . Si pubblica di tutto, come si sa : “fogna a cielo aperto” l’ha definita più di uno scrittore. Per la verità , le definizioni negative si sprecano,visto che tutti ne siamo vittime. Se qualcuno scrive delle falsità sul tuo conto,anche anonimamente ,deve decidere di incaricare degli avvocati ,per rintracciare l’autore e presentare querela .Ma a parte le spese che deve sostenere il malcapitato ,il cittadino medio non se la sente di avventurarsi in un percorso di procedure tecniche,burocratiche,oltre che onerose, che potrebbe persino farlo diventare ancora più vittima di prepotenze di cialtroni ,sempre pronti – per invidia,cattiveria gratuita e altre ragioni – a procurare danni di immagine a chiunque viene preso di mira. Personalmente , sono da anni una vittima della Rete. Vorrei premettere i grandi,insostituibili vantaggi di questo strumento di comunicazione ,purtroppo però vi sono i navigatori incivili che riescono a inquinare una grande conquista dell’umanità per l’uso nefasto che ne fanno .
Volete un esempio ? Eccolo .Il web è utilizzato largamente dalla criminalità e dai pedofili .Secondo i dati di fine 2016 è stato registrato un arresto la settimana per pedofilia; 313 minorenni,quasi uno al giorno,sono stati adescati sulla Rete in un anno e più di 1900 siti sono stati inseriti nella black list istituita,per legge,dieci anni fa. Gli investigatori della polizia postale hanno condotto 576 indagini che hanno portato a 51 arresti e 449 denunce. Per non parlare degli arresti per traffico di droga,furti,delle minacce terroristiche,anche di matrice islamiche, e degli hacker. Negli ultimi tempi il web è diventato uno strumento di pubblicità anche della prostituzione,compresa quella minorile. Per la verità il mercato del sesso da anni trova un’ampia collocazione sulla rete,ma da qualche tempo anche l’offerta di prestazioni a pagamento è diventata esplicita ( e anche volgare),senza alcun controllo,di polizia o semplicemente interno alla rete . L’involgarimento è dunque più diffuso di un tempo,così come le bufale e le bugie trasmesse da troppi blog e giornali online. Questi ultimi raramente vengono realizzati da giornalisti,quindi gli operatori non sono tenuti neppure a rispondere all’Ordine professionale. Chiunque può scrivere e mandare in rete notizie, analisi “approfondite” e dati che non vengono verificate da alcuno. Questa non è libertà di stampa, ma solo arbitrio, certi dell’impunità,di troppe persone prive di scrupoli. E allora ben venga una legge che regolamenti il web, con un controllo pubblico,senza ovviamente alcun potere di censura,ma semplicemente per colpire i criminali e chi attenta alla libertà di stampa (quella vera e non quella sbandierata per coprire malefatte) e ai diritti dei cittadini .
Se il comico Grillo non si rende conto di questo significa che si preoccupa solo degli interessi (finanziari) del suo blog e non di quelli (civili) dei suoi stessi elettori.

Aldo Forbice

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