sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Guerra di sinistra. Renzi accusato d’avventurismo
Pubblicato il 30-01-2017


Renzi-DAlemaScissione. La parola proibita a sinistra continua ad essere formalmente bandita, ma è tornata ad emergere nel Pd come una ipotesi concreta. Massimo D’Alema ha chiesto “il cambio di rotta” e della “leadership” di Matteo Renzi. Il “Rottamato” sessantasettenne è pronto alla battaglia finale con il “Rottamatore” quarantaduenne. Renzi è indebolito: da dicembre non è più presidente del Consiglio, si è dimesso dopo la sconfitta patita nel referendum sulla riforma costituzionale e ora potrebbe perdere anche la segreteria del Pd. D’Alema ha chiamato alla mobilitazione la minoranza del Pd in un’assemblea nazionale tenuta a Roma: «Dobbiamo tenerci pronti per ogni evenienza». Ha incitato “i comitati del no”, costituiti per votare contro la riforma costituzionale del governo Renzi, a muoversi in caso di elezioni politiche anticipate: «I nostri comitati devono iniziare a raccogliere fondi, aprire sedi in tutta Italia. Perché se Renzi porterà il Paese all’avventura delle elezioni, senza un congresso e cercando di ridurre il partito all’obbedienza, ognuno di noi si sentirà libero».
Non ha pronunciato la parola scissione, ma ne ha delineato contenuti, tempi e modi se non ci sarà un congresso per cambiare segretario, prima delle elezioni politiche previste all’inizio del 2018. Il disegno «è quello di un centrosinistra largo e aperto alla società civile» contro il progetto neocentrista del “Rottamatore” di Firenze, basato sul Partito della nazione e sull’intesa con Silvio Berlusconi. È pronto anche il nome del nuovo partito: “Ricostruzione del centrosinistra”. Lo slogan è “Consenso”.
L’ex presidente del Consiglio, già segretario del Pds-Ds, è alla ricerca di alleati nella sinistra interna del Pd e in quella esterna (Sinistra Italiana, liste civiche, socialisti). All’assemblea di Roma c’erano, in particolare, due esponenti di Sinistra Italiana: Arturo Scotto e Nicola Fratoianni e il socialista Valdo Spini. C’erano anche due candidati alla segreteria alternativi a Renzi: Roberto Speranza ed Enrico Rossi, entrambi esponenti delle minoranze democratiche (il primo bersaniano, il secondo presidente della regione toscana).
Alla riunione, però, mancava Pier Luigi Bersani. Il Lìder Maximo, come era chiamato un tempo D’Alema, sembra lanciare un messaggio in particolare proprio a Bersani, pur senza nominarlo: «Alcuni di noi non sarebbero solo liberi, ma avrebbero il dovere di farlo, per responsabilità che portano verso la storia della sinistra italiana».
Bersani è un personaggio chiave nella geografia politica dei democratici: è il più autorevole esponente delle sinistre del partito, è un fiero avversario del “giovane Rottamatore”, ma finora si è sempre espresso contro ogni ipotesi di scissione perché, come spiegò con una espressione efficace e surreale, vuole combattere contro il renzismo “con tutte e tre le gambe” dentro il Pd.
L’ex segretario democratico è cauto, continua a muoversi in modo autonomo contro Renzi. Prima ha lanciato l’idea di “un nuovo Prodi” per combattere le disuguaglianze sociali e per riavviare la crescita dell’Italia. Poi ha aperto alla possibilità di andare al voto anticipatamente, ipotesi cara al segretario del Pd, ma a patto di modificare la legge elettorale eliminando “i capilista bloccati”. Ha avvertito: «Fuori di questa logica c’è solo l’avventura».
L’ex segretario del Pd ha indicato il pericolo dell’”avventura”, ha evocato lo stesso termine usato da D’Alema contro Renzi. Oltre a D’Alema e a Bersani, ha adoperato questo sostantivo politicamente contundente a sinistra anche Speranza. Strana coincidenza. L’ex capogruppo del Pd alla Camera ha lanciato l’allarme: «D’Alema e Renzi? Io lavoro perché non diventino due partiti diversi, ma Matteo deve evitare l’avventura elettorale a giugno». Ancora una volta il rischio avventura. Nel Pci si parlava, in termini sprezzanti, di “scelta avventuristica” e di “avventurismo” quando estrema sinistra o destra mettevano in discussione le conquiste della classe operaia, oppure la stessa democrazia. “Avventurista”, invece, era l’autore dell’azione avventata e irresponsabile. Renzi è avvertito.

Rodolfo Ruocco

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