sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Hare Craxi
Pubblicato il 23-01-2017


La morte di Antonio Craxi mi dà il pretesto per scrivere questo pezzo che avevo in mente da tanto tempo; la vicinanza con l’anniversario del fratello mi permette di ricordare anche Bettino, ma con un pretesto tutt’altro che retorico e da un’angolazione, penso, ancora poco battuta.

Antonio Craxi era una persona meravigliosa, famoso per la sua devozione verso Sai Baba, uno dei più celebri e interessanti guru indiani. Attorno alla sua opera di apostolato c’era un grande dolore personale, vissuto con le tinte della sua splendida umanità, un tenero amore per la moglie Sylvie e tanti tanti aneddoti che danno la cifra non solo di una personalità affascinante ma anche di un angolo poco studiato della grande epopea degli anni ’80.

Iolanda era un’amica dei miei genitori, ogni tanto badava a me e mia sorella. Una donna, come si suol dire, di carattere. Occhi chiari nostalgici del cielo ma un cipiglio tutto concreto sulla pelle abbronzata. Ci parlava dei suo viaggi e ricordo bene quando tornò da uno lunghissimo in India. Ci parlò, piena di affettuosa stima, di questo vecchio con il volto di bambino, dai ricci incantati, che faceva comparire una strana polvere magica dalle dita. Tornò spesso ivi.

Sentii presto parlare ancora di quell’uomo, Sai Baba, dai compagni di mio padre (anche Iolanda era compagna); loro parlavano di materializzazioni di gioielli, di levitazione e altri prodigi ma lo facevano con macha ironia.
Erano gli anni appena successivi al Diluvio che fece del PSI l’Atlantide e noi, bambini di razza socialista, i figli delle Catacombe.
Se ne parlava insieme a tanti altri aneddoti sulle frange mistiche del socialismo, ed io ne ero molto interessato, specialmente quando mi venne raccontato il bellissimo aneddoto sull’arrivo di Bettino all’aeroporto militare di Kinisia (leggendario teatro della Gladio siciliana, in una zona di resistenza della Sicania ancestrale, ancora pre-fichi-d’India tutta lentischi, oleandri e rovi), accolto da centinaia di arancioni della comunità Saman di Rostagno. Aiuto a visualizzare: Bettino Craxi scende dall’aereo e viene salutato da una vasta folla di splendidi ragazzi vestiti con larghe tuniche di lino arancione, tamburi e flauti intonanti dei mantra indiani. Che scena epica.

Finiti gli anni ’70 (quelli “nati dal fracasso”), nel 1980 er signo’ Brega, comunista cosiiiiiiì ma imborghesito, invitava uomini de chiesa co du cosi così (oddio quanto odio il romanesco…), a redimere il figlio fricchettone, che aveva scoperto l’amour libre in una setta.
Un anno dopo, in un’Italia in cui gli arancioni di Osho, gli Hare Krishna e gli ultimi residui di tarda cultura hippy erano additati come “tossici finocchi”, Rostagno, Cardella e Chicca Rovere davano vita a quella comunità di arancioni, poi centro di recupero di tossicodipendenti: Saman, una realtà mal vista dai professionisti dell’antidroga, accusata di essere, eufemisticamente, eclettica ed eretica, due parole che a noi dicono molto.
Non fu dunque un caso se Bettino Craxi trovò in quel trio degli amici e degli interlocutori, coerentemente con la sua strenua battaglia contro le droghe.
Anche se il nostro Grande Eroe non è che abbia mai dimostrato grande stima verso Sai Baba, Osho e tutto quel mondo, detto sottoculturale, che tra New Age e rinnovate tradizioni aveva attecchito in Italia trasversalmente a tutte le classi sociali.
Quella sottocultura aveva trovato il proverbiale “humus” soprattutto in seno a quella famosa nuova Italia che Berlinguer, tra Roma e Torino, non vedeva; mentre lui, noi, tra Milano e la Sicilia, vedevamo benissimo.
Quel mondo, che Antonio cercò di interpretare come socialismo spirituale, invece non vedeva male Bettino ed il suo supereretico e supereclettico PSI delle autonomie individuale, partitica e nazionale.
Del resto, chi voleva cercare qualcosa oltre le austerità ed il piombo del decennio precedente, fosse questo qualcosa la gran vita degli yuppies o un’esotica spiritualità, non poteva certo riconoscersi in democristiani e comunisti, e neanche negli altri nostri fratelli laici ma più tradizionalmente borghesi (repubblicani e liberali), insomma ci volevano le sahariane e le coreane di Craxi per interpretare la Nuova Italia.
Una Nuova Italia che ovviamente non era fatta solo di fricchettoni, ma il valore sociale (e politico) di questi è stato poco ricordato fino ad ora, sarebbe giusto approfondire la cosa in maniera seria, perché le nuove sensibilità religiose sono figlie delle nuove classi sociali, di quel ceto medio che era il nostro punto di riferimento e che ora la Controriforma del Capitale sta distruggendo (e per farlo non poteva non distruggere noi per primi).

Insomma non solo discoteche e tv private, le nuove classi sociali avevano anche delle vocazioni spirituali trattate troppo male e non di certo scomparse.
Nel Socialismo Umanista Tricolore Mediterraneo (e spirituale?), al netto di qualche attrito, c’era spazio sia per la Milano da Bere (un mondo diverso ma fatto di sesso con il transocialista Giannagianna) sia per la crociata di Antonio contro la pornografia, una realtà (editoriale) vicinissima a noi (basta ricordare Le Ore e gli esordi del mitico Panseca, il compagno Schicchi, la bellissima campagna di Milly D’Abbraccio per le liste socialiste in provincia di Roma, e persino il leggendario Jackal Boselli).

Tante sono le associazioni, formali e informali, figlie della New Age, della teosofia, delle correnti orientali, della medicina alternativa, delle terapie olistiche e via cantando, e anche queste sono un patrimonio delle nuove classi sociali che sta passando tutto, con una coerenza che deve farci pensare insieme a tante altre espressioni di chi era nostro punto riferimento socioculturale, in seno ai grillini, corrompendosi nelle pseudoscienze, nelle ciarlatanerie e nelle paranoie da qualche tempo entrate nell’orbita nichilista dello sfottò (una grande forma di oppressione che fa crescere latenti le peggiori infezioni).
Quel bellissimo mondo delle nuove classi sociali (avanguardia della Sociocrazia?), che abbiamo teneramente carezzato tra nuovi diritti, Proudhon, abbattimento dell’inflazione, San Valentino, riordinamenti urbanistici, titoli di stato, eccetera è stato poi per anni ignorato e disprezzato dal diessineggiamento; oggi sta passando lì, ai grillini, frustrato dalla delusione e corrotto dalle energie negative delle tendenze totalitarie del casaleggianesimo.

Chi mi conosce sa che Qabalah e Scienze Ermetiche fan parte della mia vita tanto quanto il Socialismo, questo mi ha inevitabilmente portato a contatto con quest’altro mondo che personalmente non condivido al 100% perché l’Asia…mmmh…e poi il “potenziale umano”, detto così…spesso puzza un po’ di zolfo.
Trovo comunque le nuove sensibilità religiose più sane delle demagogie di Papa Francesco I, che ne insegue le incoerenze ed i disordini con malizia smaliziata, trascinando la Chiesa sempre più lontana dal Sacro, verso un ecumenismo balordo assai più disorientante dei peggiori sincretismi.
Questo mondo, questo mondo delle nuove religioni, delle nuove spiritualità è però pieno di persone belle che hanno ancora il nostro stesso sentire, non sono totalmente inquinate dalla rabbia e dall’invidia sociale, dalla vendetta statalista, dalla mentalità colonizzata di quell’americanissima impostazione successo/fallimento: proprio perché queste cosiddette “sottoculture” proteggono dalle zozzerie mediatiche molto più dell’Einaudi e di rai3.

Bettino voleva utilizzare la fattoria mistica del fratello, appena fuori Milano, come scuola di partito. Sarebbe stato bellissimo. Il dispiacere per come certe cose siano finite non è grande quanto quello per ciò che non è stato possibile fare, per le occasioni perdute.
La FGS ha organizzato tre scuole di formazione, due a Nepi e una a San Demetrio Corone, due veri e propri ritiri spirituali in cui ho voluto far conoscere ai compagni nuovi mondi, proprio nello spirito di una scuola di formazione magica lontana dalle miserie del quotidiano.
Ne ho pronta già una che spero di concretizzare velocemente (sui nostri “nemici”, a cominciare da noi stessi), ma ne ho anche un’altra in mente adesso e sarà dedicata ad Antonio Craxi, al socialismo spirituale, alla formazione di leader umani…e non mancherò di invitare Filippo Panseca che da sempre accosta all’arte la sensibilità ambientale e la biodinamica. Tutto in nome dell’Eresia e dell’Eclettismo. Gradite un po’ di Steiner? Io preferisco lo Schuré pre-Steiner però va bene, va bene. Compagni: va bene.

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