martedì, 21 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Hydrogen Council. Un’alleanza per l’idrogeno
Pubblicato il 19-01-2017


idrogenoChe l’era del petrolio sia finita? Naturalmente no. Ma quacosa di nuovo nel settore automobilistico si affacciando. Nasce infatti Hydrogen Council, un consorzio di compagnie petrolifere e del settore del gas, insieme a grandi nomi dell’automobile, come BMW, Honda e Toyota. Lo scopo dell’alleanza sarà spingere la tecnologia fuel cell e l’idrogeno come alternativa ai carburanti fossili. Per alcuni è il classico piede in due scarpe, per altri una mossa disperata per mantenere lo status quo. La nascita dell’Hydrogen Council è stata annunciata durante il World Economic Forum: un’alleanza strategica che vede impegnate 13.

Così collaboreranno Air Liquide, Alstom, Anglo American, Engie, Shell, Linde Groupe e Total, con BMW, Hyundai, Daimler, Honda, Kawasaki e Toyota. Lo scopo del consorzio sarà di promuovere ogni azione utile allo sviluppo della tecnologia di propulsione a idrogeno e fuel cell. Per coincidenza questa notizia arriva quasi in contemporanea con quella che vi abbiamo appena dato, circa lo sviluppo del mercato dell’idrogeno anche in Italia.

Per le aziende petrolifere o comunque legate al combustibile fossile, la ragione di tale impegno è facilmente intuibile. Con lo spettro delle automobili elettriche ed ibride sempre più incombente, c’è probabilmente il timore di perdere importanti quote di profitto, ma ancor più che quello, la perdita maggiore sarebbe nelle abitudini dei consumatori. Lentamente si fa strada l’idea che il mezzo di trasporto non è necessariamente legato a vecchie logiche. L’unica alternativa che potrebbe mantenere uno status quo simile a quello attuale è proprio l’idrogeno. Pur essendo non inquinante (anche se, è giusto ricordarlo, anche il vapore acqueo è considerato un gas serra) ha meccanismi distributivi e di rifornimento molto simili a benzina e altri carburanti fossili. Non a caso le prime installazioni spuntano proprio nelle vecchie stazioni di servizio riconvertite. Insomma si punta a mantenere il controllo del mercato, dei prezzi, delle abitudini quotidiane.

Nel caso invece delle case costruttrici è difficile dire quale siano i motivi a portare verso questa decisione. Alcuni, come Toyota e Hyundai, hanno da anni progetti a lungo termine per l’idrogeno, anche se ultimamente sembrava scemato l’interesse, con gli sforzi indirizzati più verso la mobilità elettrica. Per altri invece, come BMW e Daimler, potrebbe trattarsi di un tentativo per restare vigili su tutti i fronti, per essere pronti non appena il mercato avrà decretato la tecnologia vincente.

I sostenitori delle vetture elettriche come unica (o prevalente) soluzione per il futuro da sempre criticano la scelta dell’idrogeno e delle fuel cell. Le auto a celle a combustibile in realtà hanno un powertrain elettrico, solo con batterie molto più piccole, poiché servono solo come buffer per l’energia prodotta dall’idrogeno. L’idrogeno può essere prodotto da diverse fonti, tra cui la più banale è l’elettrolisi dell’acqua fornendo energia elettrica. Secondo i sostenitori delle auto elettriche pure, è molto più conveniente in termini di efficienza utilizzare direttamente l’energia elettrica per caricare le batterie (processo con efficienza molto buona) piuttosto che sprecarla per produrre idrogeno, con tutte le perdite causate dai vari passaggi, tra cui anche il trasporto (sempre su ruota e inquinando) e lo stoccaggio.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento