giovedì, 25 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

“I fondi?” Più tasse sull’azzardo” – Intervista a Riccardo Nencini – Avvenire
Pubblicato il 05-01-2017


Siamo davanti a una «terribile urgenza» con «numeri decisamente preoccupanti». Per contrastare la diffusione della povertà non basta quindi limitarsi a riavviare l’iter legislativo del reddito di inclusione. Servono subito più risorse, già da quest’anno, perché i fondi stanziati non bastano. «Dove trovarli? Aumentando la tassazione sui giochi si possono reperire facilmente 1,5 miliardi. E poi bisogna cominciare a pensare a una patrimoniale sulle grandi ricchezze» così come «alla tassazione dei big dell’informatica, che fanno profitti straordinari ma oggi godono di condizioni di favore». Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture con Renzi e ora riconfermato con Gentiloni, è il segretario del Partito socialista italiano. «La sinistra riformista ha saputo governare la società industriale spiega ma oggi non ha un canone per governare la rivoluzione tecnologica e la globalizzazione. E questo è un problema perché in Italia le misure per l’uguaglianza sono sempre state frutto dell’azione del solidarismo cattolico e della sinistra».

Da dove nasce l’urgenza di intervenire?
I numeri della povertà sono sempre più preoccupanti e riguardano non solo l’estensione del fenomeno ma anche la natura dei soggetti coinvolti. Le iscrizioni all’università nel Sud sono crollate, segno di un disagio sempre più forte delle famiglie. C’è un impoverimento progressivo del ceto medio. Anche tra i professionisti, fino a non molti anni fa un’area di benessere diffuso, oggi c’è sofferenza. C’è una piramide sociale con una base sempre più larga e un vertice sempre più ristretto, i poveri aumentano e molti ricchi continuano ad arricchirsi.

Eppure tra le diverse riforme avviate negli ultimi tre anni quella per costruire una misura universale di tutela dalla povertà è forse quella che ha fatto meno strada, non trova?
Forse ci voleva maggiore urgenza perché il cratere del disagio si è molto allargato. Però va detto che il racconto è stato ottimista ma gli interventi messi in campo non hanno avuto lo stesso segno perché di misure per muovere il mercato del lavoro e favorire gli investimenti ce ne sono stati eccome.

Ora come si può procedere? Il ministro Martina propone un decreto legge.
Se si trova un accordo tra il ministro del Welfare e la Commissione del Senato per accelerare con un disegno di legge, bene. Ma se questa strada si dimostra inefficace meglio puntare sul decreto.

Cosa propone?
L’introduzione del salario di inclusione, ma non soltanto. Penso anche a un maggior controllo sulle tariffe. Non dobbiamo dare per scontati aumenti che incidono sul portafoglio delle famiglie. Poi c’è da mettere attenzione a tutto quello che riguarda il binomio merito-bisogno. Se uno studente merita di studiare deve aere il sostegno forte dallo Stato, dai libri agli affitti. Non possiamo permetterci di disperdere energie. Infine va rivista la tassazione dei big dell’informatica.

Quest’ultima misura serve a finanziare gli altri interventi?
Per un intervento strutturale contro la povertà ci vogliono 7-8 miliardi l’anno. Oggi ne abbiamo a disposizione poco più di uno. Bisogna studiare una patrimoniale una tantum sulle grandi ricchezze con l’obiettivo di ridurre il debito pubblico e fare investimenti contro il disagio sociale. Poi va aumentata la tassazione sul gioco d’azzardo che ha un giro d’affari da 90 miliardi e che con un moderato aumento delle aliquote può facilmente dare 1,5 miliardi l’ anno. È una proposta che sosteniamo da tre anni.

Nicola Pini

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