venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Killer dell’attentato in Canada è “bianco” e xenofobo
Pubblicato il 31-01-2017


alexandre-bissonnette-9È stato Alexandre Bissonnette, studente bianco franco-canadese, l’autore dell’assalto la moschea di Quebec City, dove sei persone (tutti africani) sono state uccise ed altre otto sono rimaste ferite, di cui tre in pericolo di vita e due in gravi condizioni. Altre 39 sono riuscite a mettersi in salvo dai colpi d’arma da fuoco esplosi durante la preghiera della sera, nella sezione maschile. Il 27enne è incriminato con sei capi d’accusa per omicidio di primo grado, e cinque capi d’accusa per tentato omicidio.
Bissonette non era noto alle forze dell’ordine ed è stato fermato, nei minuti successivi alla sparatoria. Vive a Cap-Rouge ed è uno studente di Scienze politiche dell’Università di Laval, vicino alla moschea: si tratta della più antica università in lingua francese del Nord America, con circa 42 mila studenti e vive a Cap-Rouge. Nella sua auto gli investigatori hanno trovato un’arma, la macchina è stata prima bonificata dagli artificieri perché si temeva potesse essere una trappola. Il suo profilo rende più plausibile l’ipotesi della xenofobia o dell’islamofobia. Secondo i media canadesi che citano persone presenti ai fatti, il killer al momento dell’attacco avrebbe inneggiato ad Allah. Elemento che ha fatto pensare a un atto di matrice islamista. Ma l’identità del fermato pone seri dubbi sull’ipotesi. In base a quanto riporta il Site “Alex B., aveva messo mi piace a Trump, Marine Le Pen e le Forze di difesa israeliane su Facebook, il che rende improbabili legami jihadisti”.
Ma era stato proprio Justin Trudeau, il premier canadese il primo a parlare di “un attacco terroristico contro i musulmani” per poi andare immediatamente sul luogo della strage, dopo aver ricevuto una telefonata di condoglianze da Trump, che ha offerto l’assistenza americana. “È straziante vedere una simile violenza insensata”, ha osservato Trudeau, dopo aver offerto soggiorno temporaneo a tutte le persone a cui è stato rifiutato l’ingresso negli Stati Uniti perché provenienti dai sette paesi a maggioranza islamica nella lista nera di Trump. Condanne e cordoglio sono stati espressi da vari leader internazionali, dal premier Paolo Gentiloni al presidente russo Vladimir Putin passando per il Papa, il quale ha “condannato fermamente la nuova violenza che genera tanta sofferenza”. La Tour Eiffel invece sarà spenta questa sera a partire da mezzanotte in omaggio alle vittime.
La Moschea di Quebec era già stata oggetto di atti intimidatori. Lo scorso giugno, all’ingresso, era stata trovata una testa di maiale in un pacco dono, accompagnata dalla scritta ‘Buon appetito’. Circa tre settimane dopo, nel quartiere erano stati distribuiti anonimamente volantini che legavano la moschea ai Fratelli musulmani, gruppo religioso e politico nato in Egitto nel 1928. “Questa moschea è un centro di radicalismo, dove si propone ai fedeli di leggere gli scritti di ideologi che propugnano la jihad violenta, la sharia, l’inferiorità delle donne, l’omofobia virulenta”, recitava il testo. Accuse respinte dai capi religiosi del centro islamico e che rilanciano la pista dell’islamofobia.

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