martedì, 28 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Italicum, ancora fumata nera dalla Consulta
Pubblicato il 24-01-2017


Legge elettrale_consultaLa decisione della Corte costituzionale sull’Italicum arriverà mercoledì in tarda mattinata intorno. Lo ha comunicato il segretario generale della Corte Carlo Visconti al termine dell’udienza pubblica e poco dopo l’inizio della Camera di Consiglio che si aggiornerà a domani. Si chiude così la possibilità di avere una decisione già al primo giorno di lavoro della Consulta.

I ricorsi presentati e sui la Corte dovrà decidere, riguardano vari punti della legge e, in particolare il premio di maggioranza, il ballottaggio, i capilista bloccati, le multicandidature e il divieto di apparentamento tra il primo e il secondo turno. In mattinata hanno esposto le loro tesi gli avvocati ‘anti Italicum’. Poi l’arringa dell’Avvocatura dello Stato a difesa della legge elettorale. Le pareti si sono dilungate nella spiegazione delle loro ragioni tanto che il presidente della Corte  Paolo Grossi li ha esortati  a non abusare della “pazienza della Corte”.

Un commento è arrivato dal Giudice emerito della Corte Costituzionale, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 Sabino Cassese per il quale l’errore che la Corte Costituzionale potrebbe commettere è quello di “non fare una sentenza auto applicativa, cioè quello di fare una sentenza che lascia dei vuoti e quindi distruggere una parete dell’edificio costringendo il parlamento a dovere intervenire”. Invece per il costituzionalista De Siervo siamo al “secondo tempo di un film iniziato con il Porcellum quando la Corte fu costretta a intervenire per l’incapacità della politica di correggere se stessa”. La questione di costituzionalità su una legge mai applicata, aggiunge, potrebbe essere un “precedente”. “Il problema ora è serissimo. Aggirando questo paletto, inserendo cioè il giudizio preventivo, si creerebbe un enorme precedente destinato ad ampliare le competenze della Corte”.

Per il padre del porcellum, il leghista Calderoli “una legge prevista per un sistema sostanzialmente monocamerale  appare irragionevole, irrazionale e incostituzionale in un sistema di bicameralismo paritario quale quello vigente. Una bocciatura in toto della legge elettorale darebbe risposte anche sulla auto applicabilità di una legge elettorale alla Camera, e sulla coerenza con il sistema del voto del Senato, dato che tornerebbe a vivere sia per la Camera che per il Senato il cosiddetto consultellum”.

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