lunedì, 27 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

La fine della destra e della sinistra, il ruolo dei socialisti
Pubblicato il 23-01-2017


Ormai le categorie tradizionali, per la verità tipiche dello scenario politico francese e italiano più che non di quello di altri Paesi, e cioè quelle stesse che descrivevano i connotati della sinistra e della destra, sono entrate in crisi. Si tratta generalmente, più in Italia che in altri paesi europei, di una delegittimazione derivante dalla fine del comunismo e che ha dunque radici ultra ventennali. Oggi questa crisi si accentua e si completa in una più netta dissoluzione a fronte di un fenomeno che da anni colpisce, sia pur in modi differenti, l’intero Occidente e che è generato da tre fattori: la globalizzazione, la finanziarizzazione e l’immigrazione. Il mondo con la globalizzazione é diventato meno squilibrato, ma l’Occidente, in cui sono prevalse anche forti speculazioni finanziarie, ha visto nascere nuove disuguaglianze, affiorare distanze crescenti, aumentare la vecchia povertà.

Questo porta la cosiddetta società liquida, per riprendere il Bauman da poco scomparso, a una profonda incertezza, a forme di paura per il futuro, a una crisi d’identità che provoca ansia e che non trova più risposta nei parametri della politica. Si tratta di un fenomeno economico e psicologico insieme che produce forti tensioni e volontà di cambiamento. Prendiamo alcuni effetti di tutto questo. Cominciamo dagli Stati Uniti dove la crisi è meno grave di quella che generalmente si vive in Europa. Trump viene descritto, e talune sue posizioni autorizzano a inquadrarlo come tale, come uomo di destra. Dunque, si potrebbe pensare che l’elettorato americano si é spostato a destra. Contemporaneamente, però, alcuni sondaggi dimostrano che l’unico candidato che avrebbe potuto batterlo era Sanders, quello considerato più a sinistra.

L’elettorato è schizofrenico? No. Semplicemente esso tende a superare le vecchie barriere politiche, anche quelle esistenti tra democratici e repubblicani, affidarsi a chi propone un forte progetto di cambiamento e legarsi a chi riesce a suscitare speranze per il futuro. In Europa questo spazio è occupato dai cosiddetti movimenti populisti che non sono di destra, come la vetero sinistra è obbligata a definirli, ma decisamente trasversali, il movimento Cinque stelle e quello inglese di Farage soprattutto. Ma anche le Front national di Marine Le Pen ha un largo e composito nucleo che va ben oltre la destra. C’è poi oggi un programma che non è più alternativo, ma in larga parte comune, tra destra radicale e sinistra estrema del quale i populisti fanno sintesi. Pensiamo al rapporto con l’Europa, all’euro, al potere delle banche, ad alcune proposte sul reddito di cittadinanza.

Sempre più il panorama politico va orientandosi attorno alla convergenza sulle cose concrete e ai leader che le sanno interpretare. D’altronde quale governo più trasversale è mai esistito di quello greco presieduto dal maxi sinistro Tsipras e composto anche da un partito di estrema destra? Reato di milazzismo? No, coerente intesa sul programma. Semmai è lo spazio dei moderati e dei conservatori che oggi si restringe e che costituisce il polo della inevitabile sconfitta perché incapace di delineare un futuro migliore. I popoli, compreso quello tedesco, che dovrebbe affidarsi, per gratitudine, alla Merkel, vacillano. Dove non è la crisi economica è l’immigrazione la causa dell’insoddisfazione. Tutto sembra oggi senza controllo. E alle tensioni richiamate si aggiunge quella, la più drammatica, del terrorismo islamico. Che tutto é tranne un prodotto di destra o di sinistra, anche se taluno tende a configurarlo, e l’errore a mio giudizio è piuttosto grave, come la conseguenza di un novello imperialismo.

Il nuovo fanatismo religioso che invita a uccidere gli infedeli porta inevitabilmente acqua al mulino della cultura che tende, come quella di Trump, all’autarchia e al rifiuto degli altri. Non a caso il populismo europeo, compreso quello dei Cinque stelle, ha assunto su tale vicenda una posizione non dissimile. Naturale dunque che attorno a questi nuovi gravi problemi che hanno spezzato e disarticolato le tradizionali categorie politiche anche il movimento socialista si interroghi, non solo semplicemente spostando più a sinistra il suo asse, com’è avvenuto tra i laburisti con la vittoria d Jimmy Corbyn, o tra i socialisti francesi con il parziale successo di Benoit Hamon. Servirebbe andare oltre la destra e la sinistra. Ma è certo che i candidati socialisti più moderati non avrebbero maggiori chances di conquistare l’elettorato avversario. L’esempio di Trump vale anche per gli europei.

Nel nuovo bipolarismo europeo che si configura non in tutti i paesi, ma in molti, come quello tra populisti e polo alternativo di convergenza tra socialisti e popolari, ma anche centristi e gollisti, altro non c’è che una semplice sintesi o compromesso in funzione di difesa come in Italia avvenne durante il terrorismo con l’unità nazionale? Basterebbe? Ne dubito. Anche questa possibile e forse inevitabile convergenza deve nascere col coraggio dell’innovazione. Anche questa sintesi non può non alzare il tiro per contestare e fortemente correggere la politica europea, anche a costo di dissociazioni radicali. Anche questa possibile intesa deve saper suscitare la sperenza di un futuro migliore. Se nascesse come trincea di conservazione dell’esistente franerebbe facilmente di fronte alla temibile avanzata delle forze nemiche.

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Commenti all'articolo
  1. Il Direttore argomenta sempre magistralmente le sue analisi e tesi – e ciò gli va riconosciuto anche quando la si pensa diversamente da lui – ma in questo caso io invertirei il discorso, iniziando col dire che si stanno via via confrontando due visioni o concezioni della società, l’una orientata verso la riscoperta dei propri valori, e della identità nazionale, e l’altra che guarda piuttosto al multiculturalismo e alla “globalizzazione” come antitesi ai “nazionalismi”.(ho usato definizioni forse inesatte ma che possono dare l’dea).

    Si tratta di posizioni abbastanza “nette”, distanti ed opposte tra loro, e che si vanno mano a mano radicalizzando, e probabilmente poco importa ormai al rispettivo corpo elettorale – salvo quello fortemente “ideologico” – che siano battezzate di destra o di sinistra, più interessato invece a trovare personalità politiche, ossia Leadership, che sappiano farsene interpreti, e in questa situazione, a meno che non abbia a cambiare, il futuro dei socialisti è a mio avviso legato alla capacità di saper esprimere e proporre risposte “originali”, ma credibili e realistiche, riguardo ai problemi dell’oggi (che sono poi quelli che hanno provocato la “divaricazione” di cui dicevo in premessa).

    Paolo B. 23.01.2017

  2. aumenta la povertà e si radicalizzano le posizioni, a destra o sinistra poco conta, é la povertà che vota
    negli anni 20 del 900 la russia si sposto a sinistra e la germania a destra, ma furono comuqnue dittature. Oggi bisogna fare attenzione a non commettere errori che ci portino alla rovina
    L’unica soluzione é l’Europa, nessuno capisce in Italia e nelle nazioni che la soluzione è propagandare l’Europa e renderla democratica. Un’Europa sociale ma competitiva perché la festa é finita.

  3. Caro Direttore, non vi è dubbio, non esiste più la demarcazione netta fra destra e sinistra, questo ormai dagli anni novanta,e a dimostrarcelo fu il Cavaliere, cosa resta di ben distinto?
    Il bene con il male, la giustizia con l’ingiustizia, la ricchezza con la povertà.
    Non credo che il nostro compito possa essere terminato, se vero è, che siamo stati portatori nel passato di valori universali, che non possono scomparire perché il qualunquismo e il populismo, avanzano, anzi i nostri valori devono essere ancora più forti, più intensi, perché troppa gente sta male, ce ne accorgiamo ma facciamo poco o nulla per alleviare le loro sofferenze materiali, anche spirituali, la loro dignità umana viene calpestata.
    Bisogna mettere in atto qualcosa di concreto, di fattibile subito, con le risorse disponibili e quelle reperibili se non vogliamo essere travolti dagli eventi che si avvicinano.
    Come? Smetterla di dare bonus e contributi a pioggia che non risolvono alcun problema, occorre elaborare un Piano Nazionale di interventi sul territorio, pensare che anche piccoli interventi di manutenzione se fatti periodicamente evitano in caso di piogge persistenti, smottamenti e frane, interventi di manutenzione sulle scuole, sulle aree monumentali, sulle strade, sui corsi d’acqua minori, sui Musei, sui siti Archeologici e altro.
    Quanta manodopera si potrebbe impiegare in tutta Italia?
    Centinaia di migliaia, forse milioni di persone, tecnici, operai semplici, operai specializzati, uomini, donne che sono ora maledettamente disoccupati.
    In poco tempo si eliminerebbe la disoccupazione, dando in questo modo un reddito “di cittadinanza”e dignità a tutti coloro che non ce l’hanno.
    Si rimetterebbero in circolazione un poi di soldi per far ripartire i consumi e di conseguenza la crescita.
    E i soldi? i soldi ci sono, quelli dei bonus, quelli dati agli Enti Locali per tali scopi, quelli che si possono recuperare togliendo tutte le agevolazioni sulla prima casa, sull’assistenza sanitaria a chi supera un reddito al di sopra dei cinquemila Euro mensili,un po di più, un po di meno? basta farlo !
    Insomma un po più di giustizia sociale.
    Questi tipi di interventi diventeranno strutturali nel tempo, anche perché ne siamo ormai convinti che la nostra economia in futuro si baserà sempre più sul turismo Culturale e del benessere.
    Mantenere i nostri territori, i nostri Monumenti, i nostri Borghi, le nostre strade decorose, sarebbe il miglior viatico per promuovere La Bella Italia.
    Coscienti che le nostre produzioni d Eccellenza nell’agricoltura, nell’artigianato, nell’arredamento, nella moda, nella tecnologia avanzata, nell’industria, quel poco che è rimasta, da sole non basteranno ad assorbire tutta la manodopera disponibile nel paese.
    Mi piacerebbe che il Partito tenesse di conto di questi miei suggerimenti, semplici, ma efficaci se messi in atto.

    Un Caro Saluto,

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