mercoledì, 16 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La lezione della Shoah, salviamo i bambini dai ghetti di oggi
Pubblicato il 24-01-2017


bambini romRicorre il 27 gennaio il giorno in cui viene ricordata la tragedia della shoah, vorrei porre attenzione sui minori: inizio trascrivendo il testo del Salmo 23, le maestre ebree facevano cantare ai bambini: “Anche se andassi per le valli più buie di nulla avrei paura perché tu sei al mio fianco se tu sei al mio fianco il tuo bastone, il tuo bastone mi dà sicurezza”. In tutto, si calcola che almeno un milione e mezzo di bambini e ragazzi sia stato ucciso dai nazisti. Più di un milione erano ebrei, mentre le altre decine di migliaia erano Rom, polacchi e sovietici, e bambini tedeschi con handicap fisici e/o mentali.
​Il loro destino era di venire uccisi al loro arrivo o subito dopo la nascita, o destinati al lavoro forzato o usati per esperimenti medici
Voglio ricordare un episodio vissuto in prima persona in occasione di un viaggio organizzato, circa 15 anni fa, dalla comunità ebraica di Parigi per visitare il campo di Auschwitz. Una guida del luogo ci spiegava che non esistevano bambini nel campo. Ma un nostro accompagnatore, salendo le scale in fretta e con affanno, gridò: ”Non dategli retta, io c’ero ed una sera all’imbrunire assistetti ad una scena che vi prego di riportare ai vostri figli. Ero nella baracca quando ad un certo punto vidi come una processione di tanti bambini, tutti in fila, che venivano accompagnati ai forni. Ecco perché i bambini piccoli non erano nei campi, venivano eliminati subito perché improduttivi!”.
​​Anche i bambini non ebrei non vennero risparmiati, come, ad esempio, i bambini Rom (Zingari) uccisi nel campo di concentramento di Auschwitz. Le autorità tedesche confinarono anche altri bambini nei campi di transito, costringendoli a vivere in condizioni spaventose.
​Ma nonostante ciò, molti bambini trovarono il modo di sopravvivere Ad esempio, alcuni di loro contrabbandarono il cibo all’interno dei ghetti. A tale ultimo riguardo posso riportare qui la testimonianza di una mia vicina di casa a Tel Aviv, che mi raccontò come, internata all’età di 12 anni, salvava se stessa ed il fratellino perché parlava le lingue facendo da interprete ai nazisti e… rubava, rubava, rubava tutto il cibo che poteva….
Finita la Seconda Guerra si cominciò a cercare in tutta Europa i bambini dispersi. Migliaia di orfani si trovavano nei campi profughi, molti bambini ebrei sopravvissuti erano fuggiti e si erano diretti verso Yishuv, la zona d’insediamento ebraico e poi nello Stato di Israele, dopo la sua costituzione nel 1948.
​Si stima che i nazisti abbiano assassinato complessivamente circa 2 milioni di bambini, tra ebrei, zingari e slavi.
​​Su di loro furono esercitate violenze inaudite e inenarrabili. Nei lager molti furono i medici delle SS che condussero crudeli ed infami esperimenti sui bambini prigionieri per poter dimostrare scientificamente la superiorità della “razza ariana”e, una volta scoperti i meccanismi della gemellarità, incrementare con nascite gemellari la consistenza della popolazione tedesca ariana.
​Se le povere vittime non morivano durante gli esperimenti, si provvedeva a farle sopprimere con una puntura di fenolo al cuore.
​​Questi sono i bambini che ricordiamo oggi, questi sono i bambini per i quali piangiamo, questi sono i bambini che ci fanno ancora e sempre dire “MAI PIU'”
​Ma qualcosa dobbiamo fare per questi bambini. L’unico modo che ci resta come esseri umani per onorarli è ricordare la situazione dei tanti bambini per cui qualcosa possiamo e dobbiamo ancora fare.
​Non parlo dei bambini siriani o africani, ma parlo di quelli che sono qui, nel nostro Paese.
​Mai sentito parlare del ghetto dei bulgari di Foggia, ove i bambini vivono tra sporcizia, e rifiuti senza abiti adeguati per l’inverno? ​
Nel ghetto, in questo momento, vivono circa 100 persone e, tra queste, vi sono 37 bambini. Le condizioni igieniche in cui stanno vivendo sono pessime. Non ci sono bagni, ma latrine poste accanto a vere e proprie discariche a cielo aperto. Abbiamo riscontrato la presenza di escrementi anche lungo la via principale che attraversa il ghetto”, “Tutto intorno è un pantano di fango, rifiuti di ogni genere anche tossici, baracche messe su alla meno peggio, con legno e materiali di ogni tipo”.
​“Sappiamo che la situazione, che oggi è già drammatica, è destinata a peggiorare già da marzo, quando nel campo torneranno molti dei nuclei familiari che arrivano in Capitanata in prossimità dell’inizio dei lavori agricoli stagionali. Per questo motivo è fondamentale intervenire subito. I bambini versano in condizioni pietose: sono sporchi, scalzi, indossano abiti che non possono proteggerli dal freddo. I bambini del ghetto giocano tra fango e rifiuti, nessuno di loro è scolarizzato e hanno tutti serie difficoltà a comprendere e a parlare la lingua italiana. Ad oggi, sono soltanto i volontari a recarsi nel ghetto per fornire qualunque tipo di assistenza. Non si può pensare di nascondere sotto il tappeto dell’indifferenza situazioni come quella del ghetto dei bulgari”.
​Ritengo di dover segnalare un altro problema di non poco conto, che dovrebbe mobilitarci tutti ma veramente tutti.
​Nei primi 8 mesi del 2016 in Italia sono arrivati – attraverso il Mediterraneo – 16.800 minori non accompagnati. Si prevede che per la fine dell’anno il numero dei minori non accompagnati salirà a 20mila. (ricerca Ismu, Istituto per lo Studio della Multietnicità).
​”Ogni giorno in Italia ventotto minori non accompagnati scompaiono. Il sistema d’accoglienza è inefficace, non fornisce supporto necessario”. Così denuncia il documento “Grandi speranze alla deriva”, che afferma come, nei primi sei mesi del 2016, si siano perse le tracce di 5.222 minori, in maggioranza “scappati dai centri di accoglienza”.
​Ragazzi che diventano così invisibili, uscendo dai radar della legge e diventando conseguentemente ancor più esposti a fenomeni di violenza e sfruttamento.
​La maggior parte dei bambini che arrivano da soli via mare sulle coste italiane, provengono da Egitto, Gambia, Eritrea, Nigeria e Somalia. Fuggono da situazioni di guerra, insicurezza e povertà
Che fine hanno fatto i bambini migranti? La domanda è d’obbligo di fronte a un numero sconvolgente: almeno diecimila minorenni arrivati in Europa da soli sono scomparsi. Eclissati, volatilizzati. Di loro non si hanno più notizie e in questi casi l’elemento di per sé porta a pensare a situazioni di pericolo e di illegalità. Giovani vite finite nelle mani dei mercanti di esseri umani o delle organizzazioni criminali che fanno affari con la prostituzione minorile? ​
​“Se siano registrati o meno, stiamo parlando di circa 270.000 bambini. Non tutti sono soli, ma sappiamo che tanti di loro potrebbero esserlo”, ha spiegato Brian Donald, funzionario di Europol che ha poi lanciato l’allarme su quella che ha definito “una sofisticata ‘infrastruttura criminale’ europea che prende di mira i migranti. “Non è assurdo dire che stiamo cercando 10 mila e più bambini. Non tutti sono sfruttati dai criminali; alcuni potrebbero essersi riuniti a familiari. Solo non sappiamo dove siano, cosa stiano facendo e con chi siano”.
​La preoccupazione è che i minorenni arrivati in Europa possano essere finiti nelle maglie della rete di criminali che li sfruttano, anche sessualmente.​A livello europeo esisterebbe una sofisticata rete criminale che sta prendendo di mira proprio i migranti in arrivo dall’Africa o dal Medio Oriente, e in particolare proprio gli adolescenti e i ragazzi giovanissimi .
​In conclusione, dunque, interessarci e risolvere questi problemi è un modo dignitoso di rendere vivo il ricordo di quei tanti bambini massacrati nei campi di concentramento!

Ilda Sangalli Riedmiller

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento