sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Governo sfida l’Ue sulla manovra correttiva
Pubblicato il 27-01-2017


commissione europaIl governo è pronto a lanciare la sfida Bruxelles sui conti pubblici e sulla eventuale manovra aggiuntiva. Si parla di clima positivo, ma in realtà sembra un dialogo tra sordi. Lo scontro è tra la Commissione che attende a breve una risposta dal governo italiano sui numeri della manovra e lo stesso esecutivo italiano che sembra intenzionato a resistere. Sullo sfondo anche la durata della legislatura la cui scadenza naturale è nel 2018, ma il cui prosieguo è minato dal nutrito partito del voto subito. O quantomeno del voto al più presto. E tra questi anche la maggioranza di Pd.

Intanto la Commissione europea si aspetta dall’Italia una risposta “precisa” alla lettera con cui le chiede una correzione dei conti dello 0,2%, e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan assicura che arriverà in tempo per il primo febbraio, come da richiesta. Ma al momento le opzioni del se e come intervenire restano tutte aperte. L’incertezza politica aumentata dopo la sentenza della Consulta sulle legge elettorale. Lo spread è tornato ai massimi dal 2015 e rende più difficile la partita con la Ue. E alla possibilità di una procedura di infrazione per deficit eccessivo paventata in questi giorni, ha risposto lo stesso ministro del Tesoro. “Una procedura d’infrazione – ha detto – sarebbe un grosso problema in termini di reputazione che l’Italia ha costruito, sarebbe un’inversione a U rispetto a quello che è stato costruito fino ad adesso”.

Il confronto tra Padoan e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici è costante, ma Bruxelles non ha intenzione di ammorbidire la sua richiesta che già è frutto di un lavoro diplomatico di mesi di limature portato avanti dal Mef, visto che nell’opinione di novembre si evidenziava uno scostamento superiore allo 0,2%. “La lettera è là, le cifre anche, le risposte sono attese”, ha detto Moscovici.

Il premier Paolo Gentiloni da Madrid si dice fiducioso in una “Ue non sorda e cieca su terremoto” e conferma: “Rispetteremo le regole ma no a manovre depressive”. “In Italia – ha puntualizzato Gentiloni – non c’è alcuna instabilità, c’è un governo passato purtroppo attraverso la sconfitta del referendum, che lavora in continuità con il governo che ha operato per due anni, ne sviluppa le scelte programmatiche, fa le scelte che in questa fase bisogna fare. L’Italia è un Paese stabile che lavora in continuità con il governo precedente”

“Confido che l’Unione europea non sarà affatto sorda e cieca di fronte alle circostanze eccezionali” affrontate dall’Italia, “altrimenti farebbe un pessimo servizio innanzitutto a se stessa”, ha aggiunto Gentiloni in conferenza stampa facendo riferimento implicito al terremoto. Italia e Spagna – ha detto il premier – hanno un punto in comune, l’interesse ad avere da parte dell’Ue la consapevolezza dell’importanza di mettere il tema della crescita al centro delle nostre politiche con ragionevolezza e flessibilità”.

Pier Carlo Padoan ha confermato che “la risposta alla Commissione europea arriverà in tempo, in base alla richiesta della Commissione europea”. Così Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, ha risposto entrando all’Eurogruppo a chi gli chiedeva quando arriverà la risposta italiana alla richiesta di aggiustamento dei conti pubblici arrivata da Bruxelles Sul modo in cui la Commissione tratta le spese per il terremoto, ha detto Moscovici, “non c’è nulla di nuovo”. L’Italia, ha ricordato, “ha già beneficiato di flessibilità sui conti pubblici per investimenti, riforme strutturali, rifugiati, dato che è un paese in prima linea su questo, per i terremoti: è chiaro che tutto questo è già integrato nella discussione con l’Italia”. Per quanto concerne le spese per i danni dei terremoti “ci sono elementi una tantum ed elementi strutturali nella misura in cui deve essere fatta della prevenzione con l’obiettivo di limitare i danni dei terremoti, qui non c’è nulla di nuovo e non ha senso speculare”. La Commissione europea, ha aggiunto il responsabile degli affari economici, ha già mostrato di essere flessibile e continuerà a esserlo, ma in ogni caso la questione degli elementi congiunturali e degli elementi strutturali delle spese per i terremoti non è nella discussione”. Moscovici ha concluso dichiarandosi ottimista sulle conclusioni del “dialogo” in corso con Padoan: il ministro italiano “vuole trovare soluzioni con noi, non dobbiamo essere preoccupati, troveremo una soluzione con l’Italia, che è un paese importante della zona euro, abbiamo bisogno dell’Italia nella zona euro”.

Punta il dito contro l’elevato debito il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. La Commissione Ue, ha detto,  si aspetta che l’Italia prenda “impegni chiari” e “dettagli misure” precise nella lettera con cui risponderà alla Ue. “L’Italia ha un debito molto alto che non è sceso negli ultimi anni, quindi stiamo valutando la conformità con la regola del debito”.

Redazione Avanti!

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