martedì, 25 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

L’ABI nel Paese delle meraviglie
Pubblicato il 11-01-2017


La proposta di legge per esentare dalla privacy i grandi debitori delle banche che vengono finanziate dallo Stato, è un triplo salto mortale per meravigliare gli spettatori amanti dei tuffi: forse che Antonio Patuelli sia un cultore di questa disciplina sportiva?! Il nostro è davvero il Paese delle meraviglie di Crozza, dove perfino si può chiedere al Parlamento di discutere una legge “discriminatoria” nei confronti dei cittadini che per il presidente di ABI non sarebbero tutti uguali. E, poi, una gran perdita di tempo, perché i nomi degli affidati morosi di MPS sono conosciuti da 23.000 dipendenti e relative famiglie; vuoi dire che l’unico che non li conosce è il presidente dell’associazione dei bancari italiani?!
Ancora una mossa diversiva dell’ABI per gettare fumogeni che confondono la verità; anche solo per questo motivo dovrebbe essere messa sotto inchiesta dalla Banca d’Italia… ops, dimenticavo che per il 94% BankItalia è proprietà delle banche, scusate!
Però il mio ragionamento vale lo stesso, l’ABI punta il dito accusatore contro i clienti Paperoni debitori di MPS, vuole sapere i loro nomi; ma cos’è uno scherzo, oppure Patuelli non ricorda il ruolo che ricopre? Inoltre gli vogliamo rammentare che prima di avventarsi “fintamente” contro questi ricconi sarebbe bene indagare il consiglio di amministrazione della banca di Siena, oltre ai funzionari che hanno deliberato i prestiti, non credete? E poi cosa ci fa il presidente di ABI, in un momento così particolare, in televisione nelle vesti Sherlock Holmes a far finta di voler scovare i nomi di quei clienti?! Non sarebbe stato più “morale” se ci fosse andato per prendere le distanze da quegli istituti di credito che hanno venduto le azioni “truffaldine” ai risparmiatori italiani? A questo punto la domanda sorge spontanea, direbbe Antonio Lubrano, non sarà che lo scopo è quello di intorbidire le acque per impedire che si riconoscano davvero i responsabili del dissesto finanziario di molte banche?!
A quanto ci risulta nessun cliente, piccolo o grande, è mai entrato in banca con una rivoltella da puntare alla tempia dei banchieri per avere degli affidamenti senza garanzie reali. Certo, caro presidente di ABI, tutti gli italiani, oggi azionisti di MPS, vorrebbero conoscere i nomi dei debitori milionari morosi, figuriamoci, la banca è anche loro!
Se invece l’ABI, con un linguaggio democristiano, ci vuole far intendere che mira a conoscere quei “padrini”, i quali hanno raccomandato che i fidi venissero concessi a tizio, piuttosto che a caio, è tutta un’altra cosa; allora lo dica con chiarezza, perché troverà concorde ogni cittadino del Paese nel voler scovare e pure smascherare questi signori “picone”. Solo facciamo le cose con ordine, e non perdiamo tempo prezioso con l’ennesima commissione Parlamentare che non approderà a nulla, in quanto ormai sappiamo bene che molto presto si andrà al voto, e ogni cosa ricomincerà daccapo. Mentre l’ABI ci prende per i fondelli, noi tutti le chiediamo il buon gusto di tacere! E anche se siamo persone che non capiscono di finanza, proprio perché indirettamente coinvolti, ci permettiamo un paio di suggerimenti elementari, cioè, sospendere subito i compensi dei funzionari della banche agonizzanti sine die; e avvicendare i vertici con i fattorini, mi spiego: i fattorini vadano al posto dei consiglieri di Amministrazione, e i consiglieri di Amministrazione vadano a fare i fattorini. Tanto non cambierebbe nulla perché di peggio non si potrà fare! E se proprio questi direttori galattici non dovessero riuscire a campare, andranno nei compro oro a vendere, piuttosto che ad acquistare… almeno si renderebbero conto in che caspita di situazione hanno messo migliaia di famiglie italiane e, soprattutto, di quanti piccoli artigiani “con le mani d’oro” (loro davvero si!) hanno fatto fallire nella disperazione.
Ora noi siamo persone semplici e, come abbiamo premesso, vediamo le cose con ingenuità, però, pensateci; tanto quella classe politica piconara collusa con i debitori del Monte Paschi (oltre alle altre banche) non avrete mai il coraggio di denunciarla. Non era Pietro Nenni che diceva: “lo Stato italiano è forte con i deboli e debole con i forti”?!
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