sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Le prime firme di Trump. L’ambiente sotto i piedi
Pubblicato il 23-01-2017


casa-biancaSeduto nello Studio Ovale il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato i primi decreti. Si tratta di ordini esecutivi, provvedimenti di efficacia immediata che quindi che non devono passare dal Congresso per essere operativi.
Sono alcuni dei temi su cui aveva puntato molto in campagna elettorale. La prima firma è in calce a un ordine esecutivo per ritirare formalmente gli Stati Uniti dal Trans-Pacific Partnership (TPP). Il secondo decreto è quello con cui si ristabilisce il bando sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Si tratta di un provvedimento che, da quando fu introdotto dall’amministrazione repubblicana nel 1984, è stato revocato dalle amministrazioni democratiche e reintrodotto da quelle repubblicane che si sono succedute. L’ultima volta era stato il presidente Barack Obama a cancellare il bando.

Il presidente Donald Trump ha rilanciato il suo slogan anche nel suo primo incontro alla Casa Bianca con i leader del business, promettendo inoltre di tagliare del 75% il quadro regolatorio e una riduzione delle tasse per la middle class e per le società dall’attuale 35% al 15%-25%”. “Tutto quello che dovrete fare è stare qui, non andar via. Non licenziare la vostra gente negli Usa”, ha detto il neo presidente.

È poi tornato a parlare delle politiche energetiche. “I giacimenti sotto i piedi degli statunitensi c’è – dice Trump – talmente tanta energia che bisognerebbe prendere il fiato prima di esprimerne il valore: 50mila miliardi di dollari. Sfruttiamo questa ricchezza, nel piano energetico che ha appena presentato, e che si chiama «An America first energy plan» (Un piano energetico Prima l’America). Usando le risorse nazionali, riscoprendo il carbone (però “carbone pulito”), togliendo vincoli e burocrazia, i costi energetici per gli statunitensi potrebbero scendere così tanto da poter rappresentare fra 7 anni un aumento salariale pari a 30 miliardi di dollari”.

Insomma il documento di Trump pubblicato sul sito web della Casa Bianca è ambiguo. No a politiche climatiche, no a vincoli ambientali, basta con la Legge Acque e con il Piano Clima. “Per troppo tempo siamo stati trattenuti dal freno delle normative sull’industria energetica”. Però al tempo stesso il documento dice sì a legge forti per difendere l’aria e le acque dall’inquinamento. Il piano energetico di Trump dice che «l’energia è una parte essenziale della vita statunitense ed è un punto centrale dell’economia mondiale. L’Amministrazione Trump si impegna in politiche energetiche che ridurranno i costi per i lavoratori statunitensi e per massimizzare l’uso delle risorse statunitensi, liberandoci dalla dipendenza dal petrolio straniero», anche per accrescere il grado di sicurezza energetica. Il documento aggiunge: “Abbiamo vaste riserve energetiche interne non sfruttate, proprio qui. L’Amministrazione Trump abbraccerà la rivoluzione dello shale oil e dello shale gas per creare posti di lavoro e per dare prosperità a milioni di statunitensi”.

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