venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Leonardo Scimmi
Congresso tra identità
ed innovazione
Pubblicato il 09-01-2017


Da Zurigo, Liegi, Berlino, Nizza, Bruxelles, Lussemburgo, Barcellona o Londra – dove risiedono le federazioni del PSI – apprendiamo che ci sarà presto un Congresso straordinario e ne siamo contenti. Il tesseramento è andato bene ed ora si scaldano i motori per il congresso.

Volevate un Congresso? Eccolo pronto. Ora però bisogna giocare e non tirare in ballo l’arbitro. Il Collegio estero da anni lavora alla ricostruzione di quello che è stato per molto tempo un paesaggio con rovine, diciamolo, i resti gloriosi di un passato glorioso, quello del PSI piu‘ grande del PCI all’estero, sotto il Ministero di Gianni De Michelis.

Dopo anni di lavoro siamo riusciti a ricostruire le Federazioni in tutti i Paesi di emigrazione italiana, e siamo pronti non a piangere lacrime di nostalgia per il Paese lontano, ma a suggerire all’Italia ed agli italiani alcune buone idee che abbiamo appreso all’estero.

Eh si, all’estero  si imparano tante cose utili, non solo nebbia e mandolino, ma anche lingue culture expertise skills savoir-faire Businessmodell come dire, il progetto Erasmus ha creato una nuova generazione, che ovviamente è cresciuta ed ora, finite le feste Erasmus sul barcone del Tevere, nei casermoni tecno berlinesi o sulle spiagge spagnole con botellon, questa generazione vuole dare voce alla propria esperienza lavorativa e di vita.

Ed il PSI è aperto a queste esperienze, all’estero come in Italia. Ci sono pertanto alcuni punti che vanno senza dubbio evidenziati in vista del prossimo Congresso, ed essi sono:

– La linea politica principale per il PSI non puo‘ che essere l’Autonomia dal PD.

E’ una vexata quaestio ovviamente, ma tutti noi sappiamo in questo partito che il PD, passando per le varie fasi partitiche PDS e DS, e per le varie fasi politiche quali il bipolarismo ed il maggioritario, si è dolcemente e comodamente adagiato nello spazio politico e partitico che era del PSI. Il che suscita non solo una vena polemica in molti compagni, ma evidentemente si è dimostrata l’incapacità del PD di prendere il posto del PSI nella storia politica italina, poiché la sinistra moderna pragmatica razionale e riformista che rappresentava il PSI è fatta di mentalità, di modelli, di esempi di grandi uomini e dei loro insegnamenti che creano una cultura riformista di governo che il PD, purtroppo, non ha mostrato di aver elaborato o assorbito. Per il bene dell’Italia quindi occorre separare il riformismo vero da quello sedicente tale.

– Conseguenza del punto precedente è senza dubbio il recupero dei compagni socialisti finiti nelle altre formazioni quali il PD e Forza Italia, con operazioni di contatto personale sui territori, di propaganda partitica e di focalizzazione su alcuni temi storici del riformismo.

– L’oerazione sopra descritta deve porsi un orizzonte temporale sufficientemente lungo per valutare concretamente gli effetti di una campagna elettorale autonomista e di visibilità.

– Condizione non necessaria è il cambio della legge elettorale in senso proporzionale, battaglia che puo’ essere un utile collante per riaggregare i socialisti e lanciare una riunificazione nel lungo periodo, anche dopo le elezioni del 2018.

– L’operazione sopra descritta deve affiancarsi ad un’operazione di innovazione del partito vera profonda e visibile. Il PSI puo’ vantare l’appartenenza al PSE di cui fu fondatore. L’Europa rappresenta oggi la grande sconfitta della crisi economica ed anche la grande assente. Dobbiamo pertanto rivitalizzare il disegno europeo facendone una ottima e battente propaganda in Italia, dove il provincialismo e il populismo negativo hanno da ultimo sconfitto ogni ottimismo sul futuro dell’Europa. Occorre pertanto utilizzare il progetto Erasmus e la Generazione Erasmus per coinvolgere i giovani, responsabilizzarli verso la politica, rendere trandy la politica europea e far diventare il PSI il partito della Generazione Erasmus, la generazione che ha tempo ed idee per fare dell’Italia un paese europeo nei modi, nelle procedure, nella cultura, aumentando l’attrattività del disegno europeo presso le giovani generazioni italiane. Ogni studente Erasmus od ex studente Erasmus è un manager di sè stesso, capace di gestire la propria vita all’estero, in ambienti non famigliari, da solo, in mezzo a lingue e culture diverse. E’ un asset per il paese e per il PSI. Facciamolo nostro. Lanciamo due proposte di legge : Erasmus della politica per gli scambi con l’estero in organi costituzionali o partitici e Quote Erasmus per il rientro dei professionisti all’estero.

– Un altro tema fondamentale è quello del lavoro. Il mondo del lavoro è decisamente in grave affanno in Italia. Dobbiamo aumentare salari e produttività delle imprese cosi’ come la loro taglia e capacità di fare innovazione e competere sui mercati internazionali. Questo puo’ avverarsi con l’introduzione di un istituto già noto in Germania, e cioè la cogestione dei lavoratori nella conduzione dell’impresa medio grande. Favorire la pace sociale, ridurre turn over, limitare delocalizzazioni, aumentare produttività e salari, favorire fusioni e crescita delle imprese per taglia e fatturato, aumentare ricerca ed innovazione e quindi competitività delle imprese italiane in Italia – mercato interno – e all’estero tramite l’export. Occorre una proposta di legge.

Lo stato sociale. L’Italia sta soffrendo la crisi economica e la crisi politica con deficit di governance e trascura i milioni di poveri o precari lasciandoli ai margini della società. Occorre una rete di soccorso statale in relazione ai temi dell’edilizia, dell’assistenza sanitaria e di sussidio e formazione per i disoccupati e di cura della scuola. Case scuole ospedali. Nessuno stato puo’ consentire che il lavoro di supporto a chi è in difficoltà venga demandato alle famiglie, ai pensionati, a chi è espressione di un mondo e di una generazione che ha prodotto e ha reddito ed oggi deve supplire alle carenze dello stato in una situazione di crisi economica perdurante. Anche qui dobbiamo presentare una proposta di legge.

 Su questi temi dovremo discutere e lavorare. Il collegio estero ci sarà, con le federazioni di Spagna, Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Germania, Ungheria e Romania.

 Leonardo Scimmi
Consigliere Nazionale
Coordinatore italiani all’estero (Europa)

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Commenti all'articolo
  1. Avendo avuto esperienza lavorativa all’estero, conosco bene le dinamiche che Leonardo ha richiamato alla nostra attenzione.
    Il Partito ne vorrà tenere di conto?
    Questa presa di posizione del Compagno Scimmi, rafforza la mia idea: In questa fase ormai pre Congressuale è opportuno coinvolgere tutte le Federazioni in Italia e all’estero dando loro la possibilità, coinvolgendo a sua volta i Compagni iscritti al Partito, di esprimere attraverso un documento, le proprie idee di Partito, quali indirizzi politici dare ad esso e quali eventuali alleanze o meno.
    Il Congresso, dovrebbe ratificare un sunto di tutti i documenti e il Segretario eletto dovrebbe farlo proprio in sede Congressuale.
    A mio vedere, sarebbe un modo per riavvicinare il Partito ai compagni militanti, i quali si sentirebbero maggiormente coinvolti e rappresentati.
    Chi ha il dovere di recepire, lo faccia se lo ritiene opportuno,

    Adriano Antognetti
    Consigliere Nazionale risuscitato.

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