domenica, 22 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

Tobruk contro ambasciata italiana “nuova occupazione”
Pubblicato il 13-01-2017


Libia-HaftarGli Italiani ancora una volta sono in mezzo alla bufera libica, stavolta accusati di essere dei ‘colonizzatori’ come nel 1911. Le autorità di Tobruk, nell’est della Libia, si scagliano contro la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli definendola una “nuova occupazione”. Lo riferisce il sito ‘The Libya Observer’. Appena tre giorni fa era stata riaperta da Roma la sede diplomatica italiana in Libia, con grande entusiasmo dell’ambasciatore Giuseppe Perrone che aveva fatto sapere di essere stati i primi: “C’è sempre una situazione di rischio, ma considerato il nostro ruolo particolare in Libia abbiamo deciso di fare questo investimento politico”.
Ma il vero problema non è solo l’ambasciata per i libici di Tobruk: il ministero degli esteri del ‘governo’ guidato da Abdullah al-Thani e al quale fa riferimento il generale Khalifa Haftar, ha inviato ieri una “nota diplomatica urgente” a tutte le ambasciate e i consolati libici all’estero per informarli di quello che viene definito “il ritorno militare dell’Ambasciata italiana” a Tripoli. “Una nave militare italiana carica di soldati e munizioni è entrata nelle acque territoriali libiche. si tratta di una chiara violazione della carta delle Nazioni Unite e una forma di ripetuta aggressione”, sostiene la nota di Tobruk, sempre secondo quanto riferisce Libya Observer.

Ma Tobruk mostra i muscoli anche perché sostenuta dal gigante russo: Putin infatti continua a sostenere il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che non nasconde la sua aspirazione a controllare anche Tripoli.

Ma ora il problema riguarda anche gli italiani nel territorio libico, senza dimenticare la questione Eni. Infatti le milizie di Zintan (alleate di Haftar) dalle alture a sud della capitale ribadiscono la minaccia di attaccare le strutture Eni che fanno capo al terminale di Mellitah non lontano dal confine con la Tunisia.

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Commenti all'articolo
  1. Della situazione libica , quello che mi lascia perplesso e come ci siamo infilati in questo ginepraio.
    Vi era il parlamento di Tobruk, riconosciuto internazionalmente, con una parvenza di esercito (esercito non milizie), invece con l’Onu sempre più organismo inutile ci si inventa di , sana pianta , un governo Serraj , che è rimasto confinato per mesi a Tripoli in un albergo perché si riconosciuto dall’Onu e dagli stati occidentali ,ma del tutto privo di una rappresentanza e consenso politico presso i libici fuori dal perimetro di Tripoli, perennemente in trattativa con varie milizie di dubbia fedeltà.
    La Libia fa gola a tanti, inutile nasconderlo,riapriamo per primi l’ambasciata a Tripoli, ma Egitto e Russia sostengono il solo uomo forte il generale Haftar e il parlamento di Tobruk, atteggiamento fotocopia di quanto già fatto in Siria con successo a scapito degli occidentali e degli Usa in particolare, un classico esempio di pessima politica estera e di non difesa dei nostri interessi nell’area ,difesa che ora si fa sempre più complicata.
    Non si poteva sostenere Tobruk perchè Haftar è un generale assetato di potere, sicuramente, ma come tutti i vari protagonisti della crisi Libica, con una differenza che lui è forse il solo che può, se sostenuto , con pacificare la Libia e non certamente il mite Serraj .
    Haftar non è democratico e portato alla dittatura ? Ma mi sapete dire , tranne Israele, chi nel Medio Oriente è al potere democraticamente come noi lo intendiamo?
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari

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