giovedì, 29 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Napoli. La camorra contro la mafia africana
Pubblicato il 05-01-2017


poliziaDa una parte la camorra delle piccole bande, la camorra diffusa, dall’affiliazione facile. Dall’altra la mafia africana, nigeriana in particolare (che racchiude in se anche elementi del Ghana, del Togo, della Costa d’Avorio, della Guinea, del Niger e della Liberia), coagulata intorno alla potente Black Axe (Ascia nera), che ha due roccaforti. Una a Benin City, la capitale, dove risiedono i capi, e l’altra a Castelvolturno, l’avamposto italiano.

In questo quadro si sta ridisegnando la geografia criminale campana. Business che si incrociano, dalla droga alla tratta degli esseri umani, dalla prostituzione alla falsificazione dei documenti, fino al mercato del falso. Affari per centinaia di milioni di euro, dove gli africani – grazie anche alla frammentazione dei clan e la fine delle organizzazioni storiche, Casalesi compresi – stanno conquistando sempre più spazio e importanza.  Per questo motivo è scattato Il raid in via Annunziata a Napoli, zona popolosa nel cuore antico di Napoli, a due passi dalla stazione centrale. Secondo alcune testimonianze raccolte nella tra la Maddalena e la Duchesca, due storici mercati napoletani, l’obiettivo del raid sarebbero stati i venditori di colore che ha la bancarella di borse e pellami. Un agguato ben preciso di stampo camorristico ,in cui ne hanno fatto le spese tre senegalesi ed una bimba di dieci anni , organizzato per dare un segnale alle leve emergenti dei Black Axe partenopei .

Tale agguato ci riporta al Raid compiuto il 18 settembre del 2008 ,conosciuta alla cronaca come la strage di Castel Volturno o strage di San Gennaro. Un raid voluto dal Boss Giuseppe Setola con finalità terroristica per la gestione del territorio ai danni della Mafia Nigeriana.  Duro l’attacco del Governatore De Luca che continua la sua battaglia sugli impianti di video sorveglianza per la sicurezza del territorio. «Riteniamo intollerabile e odioso questo episodio che ha colpito anche una bambina nel cuore di Forcella. È un fatto gravissimo, ben oltre le prime rassicuranti notizie che arrivano dal Santobono. Siamo vicini con affetto e solidarietà alla bimba e alla sua famiglia. Con l’accertamento dei fatti, auspichiamo che vengano individuati e puniti i responsabili. Per noi – sottolinea – il tema della sicurezza rimane centrale. Continueremo, mantenendo gli impegni assunti, a estendere nella città gli impianti di videosorveglianza».

Francesco Brancaccio

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