lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Craxi. Nencini: Con il fascioleghismo nulla a che fare
Pubblicato il 20-01-2017


ALDO ANIASI E BETTINO CRAXI DURANTE UN COMIZIO DEL PARTITO SOCIALISTA IN PIAZZA DUOMO (Mimmo Carulli, MILANO - 1992-04-02) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

“L’opposizione di Salvini a dedicare una via di Milano a Craxi mi riempie di orgoglio. Con il fascioleghismo il socialismo umanitario non ha proprio niente a che fare”. Lo ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini ripondedo alle parole del leghista Salvini che intervenendo a ‘Radio Padania’, ha ribadito la sua contrarietà a questa ipotesi.

“Apprezzo l’apertura di Sala e l’iniziativa assunta da Forza Italia. Io – ha continuato Nencini – sarò a Milano proprio martedì pomeriggio per ricordarlo”.”È tempo che la storia prevalga sulla cronaca per consentire una visione più oggettiva dei fatti e dei protagonisti – ha aggiunto Nencini -. Possiamo discutere di tutto ma solo mettendo in salvo una verità. Craxi fu uno statista a tutto tondo e quell’Italia era la quinta potenza mondiale. Ce lo ha ricordato qualche mese fa De Rita: l’idea che Craxi aveva dell’Italia era quella giusta. Forte innovazione, riforme costituzionali, una sinistra non marxista, libertaria e umanitaria, alleanza tra merito e bisogno. Fummo sconfitti ma avevamo ragione. Non siamo – ha concluso Nencini – ancora a discutere di quelle stesse cose?”

Nel giorno del 17° anniversario della morte del leader socialista Bettino Craxi Nencini aveva affermato che “siccome la storia si rievoca anche attraverso le strade e le piazze, e siccome il riformismo socialista ha reso l’Italia più civile e più libera, un luogo dedicato a Craxi, a Milano, è la cosa giusta da fare”. Nello stesso giorno in cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha aperto il dibattito all’ipotesi di dedicare un luogo della città all’ex leader socialista che con Milano aveva un rapporto speciale.

Giuseppe Sala è il primo sindaco di Milano a prendere posizione: “E’ un argomento che ha suscitato tante polemiche. Io sono favorevole a riaprire il dibattito, senza dare un giudizio che è ancora complesso”. “È un argomento che ha suscitato tante polemiche. Io sono favorevole a riaprire il dibattito, senza dare un giudizio che è ancora complesso” ha detto il sindaco. “Milano è pronta o no? Non lo so, bisogna ascoltare la città. Certamente è giusto interrogarsi per capirlo. Quindi ben venga il dibattito”. Dall’avviso di garanzia sono passati 25 anni. Dalla sua morte ad Hammamet per le complicazioni di un diabete 17. Magari è l’ora di iniziarne a discutere seriamente. Giuseppe Sala ne è convinto ma chiede che siano i milanesi ad esprimersi.

A far da sponda al sindaco nella sua apertura su Craxi, la visita ad Hammamet sulla tomba del leader socialista del ministro degli Esteri Angelino Alfano, il primo di un governo di centrosinistra. La visita di Angelino Alfano incassa il plauso di Bobo Craxi il figlio di Bettino: “Il suo è un gesto politico nobile di cui non posso che essergli grato”. L’ex socialista Maurizio Sacconi condivide: “Visita altamente simbolica”. Così come Fabrizio Cicchitto presidente della commissione Esteri e anche lui ex socialista: “Craxi personalità consegnata alla storia”.

Anche il guardasigilli Andrea Orlando è favorevole all’ipoteso lanciata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. Per Orlando Craxi è stata “una figura importante e controversa della sinistra che commise errori ma fu portatrice di grandi innovazioni e che propose un’ipotesi di modernizzazione del Paese”.

“Credo che questa discussione consenta di legare la sua figura non soltanto agli errori, che pure ci furono – ha aggiunto il ministro – ma anche ad un’idea di innovazione che Craxi propose ad un paese che da molto tempo non vedeva un’idea di trasformazione della politica”.

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Commenti all'articolo
  1. L’apertura di Sala mi sembra un segnale importante e ancora di più la visita di Angelino Alfano ad Hammamet. Mi auguro che Sala trovi un modo per sollecitare i cittadini milanesi ad intitolare una via o una piazza a Craxi.

  2. Carissimo Riccardo
    Su Craxi non dobbiamo disarmare e battere sul chiodo finchè non finisca di fare presa sull’opinione pubblica nelle sue varie espressioni e rappresentazioni.
    Il nome di una via e di una piazza non è solo un fatto simbolico ma una testimonianza di verità di fronte ai riconoscimenti che la Storia ha registrato verso gli avvenimenti nei quali Craxi si è battuto come in leone per fare trionfare gl’ideali e i principi legati alla libertà dei Popoli e nella Società, alla lotta contro le nuove e vecchie povertà, alla difesa dei diritti umani e civili, in una sintesi per l’affermazione del Socialismo umanitario e delle libertà.
    Consentimi di sensibilizzarti su alcune azioni che ho già espresso a commento di un fondo del nostro Direttore.
    Ogni anno in questa ricorrenza su Craxi abbiamo formulato la promozione di varie iniziative in grado o di riscattarne la condanna giudiziaria o di ricordarne simbolicamente la memoria dedicandogli qualche piazza o via nella sua Patria. Penso ad esempio che i cittadini di Comiso e Sigonella non si sentirebbero offesi di dedicargli questo tributo. Formuliamo come PSI questa richiesta ai Sindaci di quei due Comuni. Il compagno Antognetti ha ricordato il rispetto di Bettino verso i piccoli Comuni con la Manifestazione dedicata a 100 di loro: si potrebbe riportarne alla luce i nomi e formulare loro come PSI l’analoga richiesta proposta per Comiso e Sigonella.
    La più grande rivendicazione sui finanziamenti alla Politica sarebbe una Commissione Parlamentare d’inchiesta su Tangentopoli, non dalla caduta del Muro di Berlino del 1989 ma dal 1943 fino al 1994. Ricordo inoltre che c’è stata una delibera della Corte di Giustizia europea che ha inficiato i criteri con cui è stata formulata la sentenza di condanna nei confronti di Craxi. Potremmo assieme a Stefania Craxi renderci promotori come PSI per una revisione postuma di quel Processo.
    Aggiungo una proposta avanzata da un compagno sull’Avanti: perché non organizziamo un’altra Commemorazione a Craxi a Piazza Navona come quella di vari anni fà. Ricordo che la piazza era colma e colorata da una miriade di Bandiere socialiste di varia ispirazione. Di fronte a quel quadro non riuscii a frenare le lacrime. Sul palco a testimoniare la sua partecipazione e vicinanza ai Socialisti c’era anche l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. In quel periodo avevamo unito le nostre forze assieme a Lui e a La Malfa nella formazione politica denominata “Trifoglio”. Un’esperienza che poteva riunire l’Area liberal socialista fu fatta allora fallire come successivamente è stata fatta fallire “La Rosa nel Pugno”.
    Qualche volta le nostre vere battaglie le abbiamo affrontate contro forze soverchianti. Alcune le abbiamo vinte. Riprendiamo a farle in nome del ripristino della Verità storica, della nostra dignità e contro le ingiustizie subite anziché continuare a rimanere nell’oblio nei quali continuano a confinarci.
    Ricordiamoci che se vogliamo recuperare molti Socialisti della Diaspora lo possiamo fare anche con una battaglia di VERITA’ su Craxi.
    Un grandissimo grazie a Ginevra Matiz e a tutta la Redazione dell’Avanti
    Fraternamente da Nicola Olanda

  3. Nel Fondo del Direttore di ieri “Craxi e la sinistra” leggiamo queste realistiche parole “Non può che continuare a destare un certo stupore il fatto che Craxi..……….continui ad essere osteggiato da larga parte della sinistra e apprezzato da larga parte della destra”.

    Sta bene allora farci conoscere la contrarietà della Lega alla intestazione di una strada, ma sarebbe interessante conoscere pure il parere del PD, dal momento che sarà verosimilmente il Consiglio comunale di Milano a doversi esprimere in merito, e in tale assemblea detto partito di maggioranza è rappresentato col gruppo largamente più numeroso – secondo almeno quanto mi risulta – e la sua posizione sarà pertanto determinante (tenuto conto che, dalle nostre parti almeno, non mi risulta esser mai stato “tenero” verso l’ipotesi della intestazione).

    Paolo B. 21.01.2017

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