martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Nencini: Mattarella ha ricordato l’Italia migliore
Pubblicato il 01-01-2017


mattarellaRiforma della legge elettorale con la necessità di avere due sistemi omogenei di voto tra Camera e Senato per andare a votare, ma anche lavoro, crescita e sicurezza. Sono questi i punti chiave del discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella.

“Il problema numero uno del Paese resta il lavoro”, ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno. “Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non e’ sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini. Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie e’ un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune”, ha spiegato. “Abbiamo, tra di noi, fratture da prevenire o da ricomporre. Tra il Nord del Paese e un Sud che è in affanno. Tra città e aree interne. Tra centri e periferie. Tra occupati e disoccupati. Barriere e difficoltà dividono anche il lavoro maschile da quello femminile, penalizzando, tuttora, le donne. Far crescere la coesione del nostro Paese, vuol dire renderlo più forte. Diseguaglianze, marginalità, insicurezza di alcuni luoghi minano le stesse possibilità di sviluppo”, ha aggiunto.

Poi la legge elettorale. “Non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria. Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge”, ha detto Sergio Mattarella.

Un discorso che, ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini, ha ricordato l’Italia migliore. “Dopo Pertini e dopo Ciampi il presidente è tornato a usare la parola patria. E ha ricordato l’Italia migliore, l’Italia che si impegna e si mette in gioco. Molto bene. Giusta la centralità del tema ‘lavoro’. Giusto ricordare l’etica della responsabilità. Un messaggio di conciliazione senza tacere le difficoltà di questo tempo”.

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